Massì, auguri!

Natale (s.m.). Giorno speciale, consacrato allo scambio di doni, all’ingordigia, all’ubriachezza, al sentimentalismo più melenso, alla noia generale e a domestiche virtù.

(Ambrose BierceDizionario del diavolo, scelta e introduzione di Guido Almansi, traduzione di Daniela Fink, TEA, 1988, pag.123.)

[Photo credit: https://www.thrillist.com/culture/make-christmas-drunk-again%5D
Auguri a tutti!

Sì, perché in fin dei conti sono avverso alla festa in sé, non certo a chi festeggia e, soprattutto, a chi ne approfitti per rilassarsi almeno per qualche giorno lontano – spiritualmente più che materialmente – dalle ordinarie follie quotidiane. Che sembrano generate apposta per giustificare “festività” altrimenti del tutto insulse, nella forma e nella sostanza, ecco.

Uno scarpone abbastanza grosso

Il Paul fa sì con la testa, il comune ha minacciato di chiudere lo skilift, da quando è presidente quell’altra testa di legno vogliono risparmiare su tutto, sarebbe un peccato per il nostro bel muletto, se pensi a quanti ci hanno imparato a sciare, da qui veniva fuori un campione un anno si e un anno no, come il Seppi Plum, un lampo, peccato solo che è finito nel bosco. Una miniera di talenti è questa, ma poi ti arrivano quelli lì e non trovano uno scarpone abbastanza grosso per il calcio in culo che voglion piazzarti.

(Arno Camenisch, Ultima neve, Keller Editore, 2019, traduzione di Roberta Gado, pag.13.)

I cattivi artisti

È vizio molto diffuso tra gli artisti, o meglio tra i cattivi artisti, una certa vigliaccheria mentale, per cui rifiutano di prendere una qualsiasi posizione, invocando una mal intesa libertà dell’arte o altri egualmente grossolani luoghi comuni. Così in genere costoro, avendo un’idea molto vaga dell’arte, finiscono per confondere l’arte con la vaghezza stessa.

(Piero Manzoni, Per la scoperta di una zona di immagini, 1958 in Scritti sull’arte, SE/Abscondita Edizioni, 2013, pag.25.)

Il gioco del presepe

Lo capisco bene l’appello del “Papa” ai fedeli cattolici per «fare sempre un piccolo presepe a casa».
D’altro canto la chiesa ha ormai trasformato la fede e la spiritualità cattoliche in un gioco con delle belle statuine di plastica, facili da maneggiare e da vendere, senza nemmeno bisogno di studiarci sopra troppo a come funziona, tale gioco. Anzi, per nulla.

E’ sommamente straziante nelle feste natalizie questo ridurre il tutto a dimensione di favola infantile, professata tuttavia come vera.

(Giorgio ManganelliIl presepio, Adelphi Edizioni, 1992. Sempre lui, sì. Imprescindibile, in questi giorni tanto biecamente festosi.)

Buffoni a tavola

L’allegria a tavola è indispensabile alla buona digestione. I buffoni di corte sedevano alla mensa del re proprio per questo. Una saggia istituzione. L’inverso dell’odierno pranzo di lavoro, una istituzione evidentemente non saggia, a meno di non considerare buffoni i nostri commensali.

(Aldo Buzzi, L’uovo alla kok, Adelphi Edizioni, 1979-2002, pag.124.)