L’oroscopo perfetto

Quando l’oroscopista (o come diavolo si chiami) finalmente si capacita del fatto che sia inutile star lì tutti i giorni a inventarsi dodici fregnacce quando ne basta una per tutti e amen, a posto così che tanto è uguale.
Ecco.

(Oroscopo pubblicato sulla versione cartacea de La Provincia Pavese di oggi, via nonleggerlo/Cesare Marise.)

Mario Desiati, “Candore”

Siamo sinceri, suvvia: considerare la pornografia soltanto come una cosa sconcia e immorale, come per indiscutibile regola la nostra società perbenista fa da sempre, non è soltanto una cosa biecamente moralista e bigotta ma pure alquanto ipocrita, nonché profondamente ottusa. Al di là dell’evidente “delicatezza” dei contenuti, la pornografia è molto più legata all’evoluzione socioculturale del nostro mondo di tante altre cose ritenute più nobili e ovviamente più “degne”: ad esempio, basta un occhio alle analisi dei trend di ricerca sul web nei siti per adulti (questa, ad esempio, oppure questa più mirata sul pubblico italiano) per avere tra le mani una delle più chiare e significative istantanee della nostra società nella sua parte più privata ovvero, in quanto tale, quella più sincera e genuina. Se poi si considera che un sito di contenuti pornografici come Pornhub ha registrato, nel corso del 2017, quasi 81 milioni di visitatori unici al giorno, si può ben capire come chiunque continui a pensare alla pornografia come a una roba indegna, dovrebbe ugualmente considerare “indegna” l’aria che gli abitanti di questo pianeta respirano, o l’acqua che bevono. Piaccia, ciò, o meno.
Posto ciò, ci si potrebbe chiedere: come dire (e scrivere) di pornografia, senza risultare (nell’accezione comune) pornografici? Mario Desiati, con il suo ultimo romanzo Candore (Einaudi, 2016), fornisce una emblematica risposta a quella domanda, indicando da subito nel titolo del libro l’atteggiamento da tenere al proposito, sorta di chiave di lettura – o punto di vista – “laterale” attraverso il quale entrare nel profondo del mondo a luci rosse senza tuttavia esserne mai avvolto. Candore è la storia di Martino Bux, giovane parecchio sfaccendato con la fregola per i film a luci rosse []

(Leggete la recensione completa di “Candore” cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Il secondo appuntamento di “Una Montagna di eventi”: domenica 1 luglio con il celebre baritono Giuseppe Capoferri!

Il secondo appuntamento della rassegna culturale Una Montagna di eventi, realizzata dalla Pro Loco di Carenno (Lecco) al fine di (ri)valorizzare il meraviglioso territorio montano locale e metterne in luce il prezioso valore del patrimonio di cultura, tradizioni, socialità, umanità ivi presente – rassegna che ho l’onore di curare – sarà un altro appuntamento originale e assolutamente affascinante.

Infatti, dopo la gran partenza (e l’altrettanto gran pubblico) di venerdì 22 giugno con I Tesori della DOL, proiettato tra i boschi attorno al secentesco Oratorio di San Domenico, Domenica 1 luglio, alle ore 17.00, il “teatro” del secondo appuntamento sarà il bellissimo paesaggio alpestre della località di Forcella Bassa e la suggestiva chiesa rurale della Madonna della Cintura, a quasi 1.200 m di quota, che ospiterà Arie antiche e da camera nella bellezza di Forcella Bassa, un concerto per voce e piano di celebri e bellissime arie “da salotto” nel solco della più nobile tradizione musicale italiana del sette-ottocento. Una tradizione che tocca il culmine del successo negli ultimi decenni del XIX secolo impegnando gli interpreti vocali e accompagnatori negli ardui cimenti artistici di arie che saranno eseguite nel bellissimo “salotto alpestre” rappresentato dalla zona di Forcella Bassa, all’ombra del Monte Tesoro, in una fusione di musica e paesaggio di straordinario fascino. Protagonista del concerto sarà il celebre baritono Giuseppe Capoferri, con l’accompagnamento del pianista Samuele Pala e la guida all’ascolto del professor Valerio Lopane.
A tutti i presenti sarà offerto un gustoso rinfresco, a cura della Pro Loco in collaborazione con il Bar Ristoro Pertüs.

La località di Forcella Bassa, peraltro, si trova ai piedi della cupola sommitale del Monte Tesoro (1431 m) la più alta elevazione della zona: e la mattina dello stesso giorno, sulla vetta, si terrà il 33° Anniversario dell’inaugurazione del Sacrario Alpino e l’ormai tradizionale raduno di Penne Nere. Poco lontano, invece, in località Forcella Alta, i più sportivi avranno a disposizione Mangia & Pedala, un’escursione in mountain bike lungo la Dorsale dell’Albenza con grigliata finale. Insomma, domenica 1 luglio, sui monti di Carenno, ci sarà di che divertirsi e, come gran finale, dalle 17 in poi, ci sarà pure di che lasciarsi profondamente affascinare, grazie a Giuseppe Capoferri e al suo canto.

Di sicuro, se sarete presenti, a sera tornerete a casa con le montagne di Carenno impresse indelebilmente nel cuore e nell’animo. E ci sono altri due prossimi eventi altrettanto imperdibili, per giunta!

Per qualsiasi informazione sul concerto di domenica 1 luglio e sugli altri appuntamenti della rassegna Una Montagna di eventi, potete consultare il sito web della Pro Loco di Carenno, qui, oppure chiedere direttamente allo scrivente, certo! Per scaricare la locandina dell’evento in formato pdf, invece, cliccate qui.

INTERVALLO – Fiumicino, “Lìbrati”, il bookcrossing in aeroporto

Una delle poltrone/libreria che da qualche giorno sono presenti nei terminal dell’Aeroporto di Fiumicino per il progetto Lìbrati. Non solo postazioni di lettura e di scambio di libri, ma pure di animazione e intrattenimento culturale, presentazioni letterarie, scambio di opinioni tra viaggiatori-lettori (o viceversa) e molto altro. Nonché, come ribadisco sempre in tali occasioni, piccole pratiche di grandissima efficacia culturale, per come possano e sappiano diffondersi capillarmente rimarcando quanto sia bella la cultura, e quanto sia fondamentale nei rapporti tra le persone.

Cliccate sull’immagine per saperne di più. E leggete libri, che così camperete molto meglio e molto più a lungo!

Make America great aHAHAHAHAHAgain!

Bisogna certamente riconoscerglielo all’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America, quello che Make America great again, “rendiamo l’America di nuovo grande” (le immagini lo dimostrano bene, no?), modello ideale di questa nuova schiera di leader mondiali le cui capacità affabulatorie sono inversamente proporzionali a quelle politiche, e dunque il riconoscimento vada anche agli altri sparsi per il pianeta – ecco, dicevo, bisogna riconoscergli di essere un rappresentante perfetto del mondo contemporaneo, fatto di slogan, di talk TV, di fake news, di tweet, post e like e di tutte le altre cose che con la “politica” nel senso autentico del termine, quella che (per semplificare tanto quanto per essere chiari) dovrebbe servire a far funzionare al meglio una società, insomma, non c’entrano nulla di nulla, anzi, vi sono palesemente antitetiche ma che dalla loro totale illusorietà sono state assurte e proclamate a regole e verità. Be’, che diamine, è forte ‘sto presidente, anzi, è un genio del “marketing”, non c’è che dire!

Eppoi, semmai, sarebbe veramente da sorprendersi se, in considerazione dello stato in cui versano certi paesi e delle condizioni culturali delle loro comunità sociali, vi fossero altri leader non conformi allo status quo, appunto. È giusto così, non può essere altrimenti, e tutto il resto ne è logica – profondamente logica – conseguenza. Nel bene e, soprattutto, nel male.

In ogni caso, sul serio, non pensavo che il mondo potesse diventare con tanta rapidità così divertente… o ridicolo, bizzarro, comico, grottesco, vede voi come definirlo – a me, ribadisco, fa molto “ridere”! Sempre che non abbia ragione chi sostiene che questo nostro mondo non sia altro che un esperimento di “realtà virtuale” messo in atto da qualche avanzatissima civiltà aliena (non sto affatto vaneggiando: al riguardo leggete un po’ qui) con lo scopo, ad esempio, di studiare fino a che punto possa giungere l’irrazionalità di una razza “intelligente” o presumibilmente tale, e dove si situi la dead line ovvero il “punto di non ritorno”.

Comunque, io mi diverto un sacco e rido. Bakuninianamente, certo.