Zingari e sigari

Viktor Šklovskij ricorda che nel taccuino di Cechov si trova la storia di un tale che aveva percorso per quindici o per vent’anni la stessa strada, aveva letto ogni giorno un’insegna con la scritta ‘grande scelta di zingari’, e si era chiesto «Ma chi può aver bisogno di una grande scelta di zingari?» Quando, un giorno, l’insegna era stata tolta e appoggiata al muro quel tale aveva letto finalmente: ‘grande scelta di sigari’. Il poeta, secondo Šklovskij, è quello che sposta le insegne, è quello che istiga la rivolta delle cose.

(Paolo Nori, La grande Russia portatile, Salani Editore, 2018, pagg.94-95.)

I cattivi artisti

È vizio molto diffuso tra gli artisti, o meglio tra i cattivi artisti, una certa vigliaccheria mentale, per cui rifiutano di prendere una qualsiasi posizione, invocando una mal intesa libertà dell’arte o altri egualmente grossolani luoghi comuni. Così in genere costoro, avendo un’idea molto vaga dell’arte, finiscono per confondere l’arte con la vaghezza stessa.

(Piero Manzoni, Per la scoperta di una zona di immagini, 1958 in Scritti sull’arte, SE/Abscondita Edizioni, 2013, pag.25.)

Il gioco del presepe

Lo capisco bene l’appello del “Papa” ai fedeli cattolici per «fare sempre un piccolo presepe a casa».
D’altro canto la chiesa ha ormai trasformato la fede e la spiritualità cattoliche in un gioco con delle belle statuine di plastica, facili da maneggiare e da vendere, senza nemmeno bisogno di studiarci sopra troppo a come funziona, tale gioco. Anzi, per nulla.

E’ sommamente straziante nelle feste natalizie questo ridurre il tutto a dimensione di favola infantile, professata tuttavia come vera.

(Giorgio ManganelliIl presepio, Adelphi Edizioni, 1992. Sempre lui, sì. Imprescindibile, in questi giorni tanto biecamente festosi.)

Buffoni a tavola

L’allegria a tavola è indispensabile alla buona digestione. I buffoni di corte sedevano alla mensa del re proprio per questo. Una saggia istituzione. L’inverso dell’odierno pranzo di lavoro, una istituzione evidentemente non saggia, a meno di non considerare buffoni i nostri commensali.

(Aldo Buzzi, L’uovo alla kok, Adelphi Edizioni, 1979-2002, pag.124.)

Il “bordello” natalizio

Nell’eccitazione mitica del Santo Natale, molte cose accadono non previste, non ragionevoli, anzi impossibili; cerimonie di rara aurata solennità, aromi arcaici, si mescolano a fantasmi di abeti, dovunque si accendono luci da bordello, miserabili fiocchi simulano un riso che, non potendo essere innocente, corteggia i riti e le smorfie di una mediocre follia. Fa parte di questa iconografia sconcia la presenza della neve; il cui candore mima in verità la carta da pacchi di un mondo regalato.

(Giorgio Manganelli, Il presepio, Adelphi Edizioni, 1992. Immagine tratta da qui, da me rielaborata.)