Il paese più governabile al mondo

In realtà questo Paese è invece il più governabile che esista al mondo: le sue capacità di adattamento e di assuefazione, di pazienza e persino di rassegnazione sono inesauribili. Basta viaggiare in treno o in aereo, entrare in un ospedale, in un qualsiasi ufficio pubblico, avere insomma bisogno di qualcosa che abbia a che fare con il governo dello Stato, con la sua amministrazione, per accorgersi fino a che punto del peggio sia governabile questo Paese, e quanto invece siano ingovernabili coloro che nei governi lo reggono: ingovernabili e ingovernati non dico soltanto nel senso dell’ efficienza; intendo soprattutto nel senso di un’ idea del governare, di una vita morale del governare.

(Leonardo Sciascia, discorso alla Camera dei Deputati, Roma, 5 agosto 1979. Citazione tratta da Lanfranco Palazzolo, Leonardo Sciascia deputato radicale, 1979-1983, Kaos Edizioni, Milano, 2004.)

Era il 1979, quando Sciascia pronunciò queste parole. Se dopo quarant’anni il loro valore resta immutato ovvero se incredibilmente risultano ancora più consone all’attuale stato di fatto nazionale, è prova evidente che l’Italia ha serissimi problemi. E che il paese per primo non è in grado di rendersene conto, ne allora ne tanto meno ora.

(L’immagine è tratta da qui.)

La cultura, che pochi hanno

“Cultura” è quella cosa che i più ricevono, molti trasmettono e pochi hanno.

(Karl Kraus, Pro domo et mundo, in Detti e contraddetti, a cura di Roberto Calasso, Adelphi, 1993. La fotografia è tratta da qui.)

L’intelligenza che funziona

Il banco di prova di un’intelligenza di prim’ordine è capacità di tenere due idee opposte in mente nello stesso tempo e, insieme, di conservare la capacità di funzionare.

(Francis Scott Fitzgerald, Racconti dell’età del jazz, Mondadori, 2018.)

Bar Hemingway, Hotel Ritz Paris, 2005. (Photo credit: Pablo Sanchez – CC BY 2.0 [https://creativecommons.org/licenses/by/2.0])
Mi viene da aggiungere – sperando di non apparire così spudorato – che è pure la capacità di mettere in relazione quelle due idee opposte, finanche a trovarne un sunto logico e sostenibile. Dote rarissima, oggi, oppure così poco apprezzata e considerata da sembrare tale.

Aldo Buzzi, “L’uovo alla kok”

A pensarci bene, la passione per la lettura di buoni libri assomiglia non poco a quella per la buona cucina. Si legge un libro come si prova un piatto, perché ce ne hanno parlato bene o perché ce ne siamo fatti ingolosire dall’aspetto o dal profumo – da qualche pagina letta, dal titolo – o forse dalla fama del ristorante o dello chef che lo propone – ovvero del suo autore. E quel libro – quel piatto – ci può piacere o meno, dipende dai gusti e dipende dalla sua manifattura – gastronomica o letteraria… Insomma, ci siamo capiti.
D’altro canto oggi, dacché ormai da tempo in TV vanno tanto di moda i programmi di cucina, la passione per il mangiare è di gran lunga preponderante rispetto a quella per la lettura, ahinoi, e lo prova l’invasione nelle librerie di libri e ricettari, sovente tra i primi posti delle classifiche di vendita, altrettanto sovente scritti e firmati da autori che con la vera gastronomia hanno poco a che fare (ma lo sapete, oggi basta andare in TV a presentare un programma di cucina per spacciarsi per i massimi esperti culinari in circolazione).
Be’, fate una bella cosa: prendete tutti questi libri di (pseudo)gastronomia usciti in questi anni e -eccetto qualcuno, ma proprio pochi – buttateli via. Perché nei confronti de L’uovo alla kok di Aldo Buzzi (Adelphi Edizioni, 1979-2002) valgono poco o nulla, sotto ogni punto di vista. A cominciare dall’eccezionale sottotitolo del libro di Buzzi []

(Aldo Buzzi nel 1949. Fonte: Wikipedia.)

(Leggete la recensione completa de L’uovo alla kok cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

La scarpa di Jung

La scarpa che sta bene ad una persona sta stretta a un’altra: non c’è una ricetta di vita che vada bene per tutti.

(Carl Gustav Jung, Realtà dell’anima, Bollati Boringhieri, 2015.)

(Clic.)