Anche la Brexit, spiegata benissimo

Ecco. Pure qui, niente da aggiungere.

Che poi mi chiedo: ma gli inglesi, a prescindere dalla bontà o meno della Brexit, si rendono conto che ci stanno facendo una figura assai ridicola, se non grottesca? E che quello da cui è scaturita la Brexit pare più un sovranismo da pollaio che da Camera dei Lord?

Di questo passo pure il più celebre suddito di Sua Maestà potrebbe avere qualche problema…
«Mi chiamo Bond, James Bond.»
«Sicuro? Cioè, c’è l’accordo su questo nome?»
«Be’, sì… sono 007, io!»
«Be’, verifichi bene, prima che con un successivo voto lei sia diventato 006 o 008.»
«Ma io sono l’agente segreto più famoso del mondo!»
«Ah sì? E sulla base di quale referendum?»
«Ehm…»

(Immagine tratta dal The Telegraph.)

Davide Sapienza, “Il Geopoeta. Avventure nelle terre della percezione”

Il grande poeta americano Henry Wadsworth Longfellow ha scritto che «La musica è il linguaggio universale dell’umanità»; gli ha fatto buona eco Oscar Wilde con uno dei suoi celebri aforismi, nel quale afferma che «La musica è il genere di arte perfetto». In effetti la musica è un’arte che non pochi definiscono “totale”: è l’unica che, per essere goduta, non abbisogna che il fruitore vada ad essa ma il contrario. La lettura di un libro impone una certa concentrazione; la visione di un film lo stesso e similmente l’arte visiva; la musica invece ti avvolge col proprio effluvio armonico e ti rende partecipe della sua eventuale bellezza anche se stai facendo altro – guidando l’auto, lavorando, correndo, eccetera. Anzi, in certi casi diventa essa stessa promotrice di altra pratica artistica, come certi autori che non riescono a scrivere, o certi pittori a dipingere, senza della buona musica in sottofondo.
«Ok, ma che c’entra tutto questo con un libro che parla di geografia, Natura, ambiente, cammini?» vi starete probabilmente chiedendo. La risposta è bell’e pronta, ed è doppia: in primis, perché anche la relazione tra uomo e Natura, sia essa più o meno antropizzata, è per molti versi assai simile a quella che lega la musica al suo ascoltatore – non fosse altro perché si basa sull’armonia; in secundis, ma potrei anche dire soprattutto, perché vi sto per raccontare del nuovo libro di un autore, Davide Sapienza, che dalla musica proviene e che della musica (di qualità, è bene ricordarlo) è stato apprezzato cantore – tanto che, non incidentalmente, nel libro in questione di musica ce n’è e in molteplici forme. Il Geopoeta. Avventure nelle terre della percezione (Bolis Edizioni, 2019) è l’ultimo libro del grande scrittore monzese – ma di “cittadinanza” orobica di lungo corso, ormai – e mai come in tal caso si dovrebbe dire, parafrasando il modo di dire anglosassone, “ultimo, ma non ultimo”. Perché Il Geopoeta, lo dice il titolo stesso, è “il” libro del geopoeta-Sapienza, quello che, dopo diversi lustri di esperienze profondamente e intensamente geografiche, dai quali sono scaturiti numerosi libri di successo (a partire dal 2004 e dalla prima edizione de I diari di Rubha Hunish) mette nero su bianco la “disciplina” geopoetica sapienziana []

(Leggete la recensione completa de Il Geopoeta. Avventure nelle terre della percezione cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Avvertenze ai naturalisti

Ecco, dato che lo scorso 21 marzo è stata celebrata (anche) la Giornata Mondiale della Poesia, e siccome qui ho apertamente dichiarato (con serissima ironia, o ironica seriosità) cosa penso, personalmente, di tali celebrazioni, ora dico anche che, ad esempio, un libro come Poesie Creaturali di Tiziano Fratus è di quelli che consente di celebrare sempre la poesia, come dovrebbe essere a prescindere da qualsiasi “Giornata”. Perché la poesia è l’arte letteraria assoluta per eccellenza, dunque non può confinarsi in limiti di tempo o di spazio (che non sia quello, ovviamente funzionale, della pagina e del libro), e perché quelle di Fratus sono «composizioni selvatiche, animate, agitanti, che non ne vogliono sapere di smettere di crescere». Superando ogni limite di spazio e di tempo, appunto.

(Cliccate sulla poesia – dopo averla letta con consona attenzione, ovvio! – per saperne di più su Poesie Creaturali. Io ve ne riparlerò ancora, più avanti.)

Leonardo – non l’ex calciatore!

Non so, magari sono io che faccio il rompipalle senza motivo, però notare che, se si immette nella barra di ricerca di Google “Leonardo”, pensando di trovare rapidamente delle pagine dedicate al grande genio del quale quest’anno ricorre il 500° anniversario della morte, vien fuori un ex calciatore, mi lascia un po’ basito. Ovvero, al nome “Leonardo” è associato siffatto ex calciatore prima del suddetto genio universalmente riconosciuto – che, è vero, si chiamava Leonardo di ser Piero da Vinci nella forma completa ma riguardo al quale tutti, in modo popolare tanto quanto accademico, si riferiscono con la forma “Leonardo”. Appunto.
Ecco.