I geni, e gli stupidi

Continuo a essere convinto che, salvo rari casi (ovvio pensare a Leonardo da Vinci, viste le celebrazioni in corso) non siano esistiti e non esistano geni a questo mondo – e intendo, col termine, gente che fa cose di valore e utilità fuori dall’ordinario a favore del nostro mondo, semmai sono sempre esistiti e continuano a esistere fin troppi stupidi. Che abbassano la media, deprimono il livello di discrimine (condizione che nulla c’entra con il tasso di istruzione, ça va sans dire) e, di conseguenza, rendono “geniali”, ovvero considerati tali, individui di ragguardevole ma non insuperabile ingegno. Posti i veri, grandi, indubitabili geni, ribadisco, che sono comunque (e a prescindere da qualsiasi relativizzazione) eccezioni.

Sia chiaro, la mia non è una riflessione con la quale voglio sminuire il valore di tali ingegnosi individui, anzi, per fortuna – per il mondo e l’umanità, appunto – che ve ne sono. Al contrario, è una riflessione con la quale vorrei evidenziare quanta stupidità ci sia, al mondo. E niente affatto fortuita e involontaria, sovente conscia, indotta, ben “coltivata” e pervicacemente praticata. Insomma, nel suddetto processo diffuso di degradamento e confusione intellettuale, la persona capace di mostrarsi ingegnosa spesso vede inesorabilmente depotenziata la propria possibile genialità – e i benefici da essa derivanti, di conseguenza – rischiando pure la disconoscibilità. Forse di “geni” – di persone capaci di fare cose importanti e preziose – ce ne potrebbero essere anche di più, in pratica, se il suddetto livello fosse in generale più alto e molta meno gente non ambisse a manifestarsi e mostrarsi tanto stupida, ergo dannosa per il mondo in cui vive – in cui tutti noi, vicini o lontani, ingegnosi o meno, viviamo.

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Leonardo – non l’ex calciatore!

Non so, magari sono io che faccio il rompipalle senza motivo, però notare che, se si immette nella barra di ricerca di Google “Leonardo”, pensando di trovare rapidamente delle pagine dedicate al grande genio del quale quest’anno ricorre il 500° anniversario della morte, vien fuori un ex calciatore, mi lascia un po’ basito. Ovvero, al nome “Leonardo” è associato siffatto ex calciatore prima del suddetto genio universalmente riconosciuto – che, è vero, si chiamava Leonardo di ser Piero da Vinci nella forma completa ma riguardo al quale tutti, in modo popolare tanto quanto accademico, si riferiscono con la forma “Leonardo”. Appunto.
Ecco.