Ieri sera, in auto, tornando a casa a tarda sera, sono stato testimone radiofonico di un sacrilegio assoluto.
Ascoltavo una radio, appunto, sulla quale d’un tratto mandano Enjoy the silence dei Depeche Mode, uno dei brani più belli* di una delle band fondamentali della musica contemporanea. Sono un orgoglioso “estremista musicale”, io, ma per i DM ho una venerazione quasi religiosa.
Ebbene: all’improvviso la ricezione non diventa disturbata e, sul segnale della radio che stavo ascoltando, non entra quello di Radio Maria?!
Blasfemia!!!
Radio Maria con le sue scempiaggini integraliste teo(il)logiche che copre Enjoy the silence?!? Un fatto di una empietà sconcertante, la profanazione di un brano celestiale che non è in nessun modo accettabile e che necessiterebbe di un’adeguata “giustizia divina”, sperando in tal caso che possa esistere.
Maledetti!
*: peraltro, proprio tra pochi giorni ricorrono i 30 anni esatti dalla prima esecuzione in pubblico del brano, il 2 dicembre 1989 al Peter’s Pop Show della ZDF, in Germania – clic.



Be’, con tutto il rispetto per chiunque, una scena musicale, ancorché pop (il che non è affatto sinonimo di bassa qualità o di banale nazional-popolarità – all’estero, intendo dire), che elegga a “band di rilievo” e imponga il successo dei relativi brani di un gruppo del genere, è un po’ come una comunità di recupero dalla tossicodipendenza che avesse eletto a suo testimonial il