Il mondo di oggi nella matita appuntita (e pungente) di Quino

Joaquín Salvador Lavado Tejón, in arte Quino, è conosciuto ovunque e da tutti per essere il “padre” di Mafalda. Meno conosciute invece, proprio perché nascoste, per così dire, dalla grande popolarità della ragazzina terribile – e terribilmente sagace -, sono le tante altre sue tavole che in poche vignette, con pungentissimo humor e illuminante chiarezza (per di più senza nemmeno aver bisogno di dialoghi) riescono a illustrare alcune delle più controverse verità del mondo in cui viviamo.

Come la tavola qui sopra, dedicata al rapporto o, meglio, all’antinomia tra libertà e potere, o quella sottostante, che ancor meno abbisogna di commenti. Lavori, peraltro, anche di qualche lustro fa eppure sempre attualissimi. Drammaticamente attuali, per questo di gran valore e meritori di massima conoscenza, quella che nel mio piccolo sto cercando di agevolare ora, qui.

Leggere Claudio Vercelli

[…] L’essere cittadini implica senz’altro il chiedere di venire riconosciuti come persone, con la propria specificità, ma anche l’accettare di essere leali nei confronti delle norme e delle regole che garantiscono la vita insieme. Tra di esse, la fedeltà alle istituzioni. Ma bisogna poi vedere quali siano, e cosa comportino, queste regole. Soprattutto, da chi vengano dettate e con quali obiettivi. Poiché non sono il prodotto di qualcosa di astratto, ma di concreti rapporti di forza. Non sempre la legalità, infatti, corrisponde alla legittimità. È legale ciò che è conforme alle regole vigenti; è legittimo ciò che risponde ad imperativi morali non sindacabili.
La questione del potere, ossia di chi ha la forza di decidere e di imporre sugli altri la propria volontà, è allora strategica. In una democrazia liberale e sociale i centri di potere, non a caso, sono molti. Principalmente per evitare che troppa forza si concentri in poche mani. Quando questo invece avviene, le minoranze quasi sempre sono a rischio. Non per capriccio del potente di turno, autocrate, despota, dittatore o capo che sia (anche il “popolo” può essere dispotico, se vogliamo ragionare in questi termini), ma per l’ossessione che si crea rispetto a chi non è omologabile agli interessi e agli obiettivi di una maggioranza che viene completamente schiacciata su un conformismo che è funzionale al potere medesimo. Chi non aderisce a tale principio di “fede” è da subito messo ai margini. Per non dire di peggio. […]

Claudio Vercelli, autore del brano qui sopra – tratto da qui – è uno storico (e intellettuale, uno dei pochi che io riesca a definire tale) che trovo imprescindibile per chiunque voglia analizzare e (cercare di) comprendere la realtà contemporanea, le sue origini storiche – soprattutto moderne – nonché il futuro che probabilmente ci aspetta. Per questo spesso mi trovo a citarlo, qui sul blog, e ugualmente per questo, ovvero per quanto ho appena scritto, voglio segnalare l’uscita, proprio oggi, di un altro suo volume che io credo molto importante: Neofascismi, per le Edizioni del Capricorno (cliccate sulla copertina qui accanto per saperne di più).

Un libro in fondo importante da leggere in primis proprio per chi si dica “di destra”, per capire che se il pensiero e la cultura di destra contemporanei non sanno/sapranno far altro che identificarsi in mere forme di neofascismo (sia pure post ideologico e deculturato come quello attualmente più votato, in Italia), non fanno e faranno altro che firmare la propria autocondanna a morte. Cosa del tutto deleteria, a mio modo di vedere, ma d’altro canto in perfetta par condicio funerea con la parte ideologica (o presuntamente tale/post tale) opposta, peraltro.

Come e cosa sarà il web di domani? Ce lo svela Dario Bonacina questa sera in RADIO THULE, su RCI Radio!

Questa sera, 5 novembre duemila18, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 3a puntata della stagione 2018/2019 di RADIO THULE, intitolata “Meglio conoscere oggi il web di domani”!

Inutile negarlo: siamo donne, uomini, individui, cittadini ma pure, e sempre di più, utenti della rete. Sul web passiamo molte ore tutti i giorni, ci “incontriamo”, parliamo, discutiamo, ci informiamo, vediamo, ascoltiamo, compriamo, qualcuno si sposa o divorzia, pure…  Social network, siti d’informazione e di influencer marketing, negozi on line, piattaforme multimediali a interattività sempre maggiore, smartphone e tablet eternamente connessi sono sempre più gli ambiti e gli strumenti nei quali/coi quali ci manifestiamo, nuove pubbliche piazze, nuove residenze virtuali presso le quali trovarci. Ma, posta tutta questa pervasività della rete nella nostra vita quotidiana, in verità dove sta andando il web? Come si sta evolvendo? Facebook ha cominciato il suo declino? Che social network monopolizzerà la rete nei prossimi anni? Quanto ancora oltre rispetto ad ora si spingeranno la multimedialità e l’interattività degli utenti con il web? La TV per come la conosciamo oggi ha gli anni contati? Cosa faranno domani gli smartphone per noi (o contro di noi)?
Temi tanto intriganti quanto importanti, questi, dei quali si disserterà in questa puntata di RADIO THULE, alle ore 21 in FM e streaming su RCI Radio, con un ospite prestigioso e qualificato: Dario Bonacina, tecnico informatico, esperto di new technologies e cultura digitale, articolista per numerose testate del settore e, in questa puntata, nostra preziosa guida nel futuro della rete, e in fondo di noi tutti.

Dunque mi raccomando: appuntamento a stasera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui. Infine, segnatevi già l’appuntamento sul calendario: lunedì 19 novembre, ore 21.00, la prossima puntata di RADIO THULE! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Il futuro del web? Comincia lunedì in RADIO THULE, su RCI Radio!

Il web, ovvero il mondo virtuale nel quale sempre più “viviamo” ovvero ci “manifestiamo”, giorno dopo giorno, tra social network, siti d’informazione e di influencer marketing, negozi on line, piattaforme multimediali a interattività sempre maggiore… Ma in verità dove sta andando, il web? Come si sta evolvendo? Facebook ha cominciato il suo declino? Che social network monopolizzerà la rete nei prossimi anni? Quanto ancora oltre rispetto ad ora si spingeranno la multimedialità e l’interattività degli utenti con il web? La TV per come la conosciamo oggi ha gli anni contati?
Temi tanto intriganti quanto importanti, questi, dei quali si disserterà nella prossima puntata di RADIO THULE, lunedì 5 novembre alle ore 21 in FM e streaming su RCI Radio, con un ospite prestigioso e qualificato
Save the date e occhio al blog, che a breve ne saprete di più!

Plastica sarà la sorte nostra…

A fronte dei tanti (troppi) che di cambiamenti climatici e conseguenze relative se ne infischiano beatamente, magari pure rallegrandosi se a fine gennaio pare di essere in primavera (come è successo più volte, negli ultimi anni), alcuni altri temono effetti assai funesti per tutto il genere umano in forza del clima che cambia, paventando cataclismi e apocalissi degne della fine dei tempi o, meglio, della fine del genere umano.

Beh, no, un attimo. Non corriamo così tanto verso tali ipotesi…

Perché ci potrebbe essere anche di peggio, già.

La plastica, ad esempio.

Recenti e autorevoli studi scientifici dimostrano infatti che entro il 2050 nei mari del pianeta ci sarà un peso maggiore di rifiuti plastici che di pesci (clic). Ma, per correre rischi alquanto letali, non dovremo – sempre noi genere umano nel suo complesso, sì – aspettare così tanto, visto che già oggi la maggior parte del sale da cucina di origine marina contiene microplastiche, le quali impunemente ci finiscono dentro l’organismo con tutti i veleni che si portano appresso.

Ecco.

Possiamo almeno un poco “consolarci”, però: sia nell’una che nell’altra ipotesi, la colpa è e sarà totalmente nostra. Quindi non dovremmo prendercela con chissà chi rodendoci il fegato e i nervi ma solo con noi stessi, e siccome da sempre non ne siamo capaci – altrimenti non ricadremmo nei consueti errori già commessi lungo la nostra storia – potremo starcene ben tranquilli e rilassati facendo finta di nulla ad attendere la nostra fine. Evviva!

L’uomo ama costruire, e tracciare strade, è pacifico. Ma da che viene che ami appassionatamente anche la distruzione e il caos?

(Fëdor Dostoevskij)