Oltre i monti la vita

Il Giorno della Memoria è domani e io, come ogni anno, tenterò di parlarne in modo interessante (sperando di riuscirvi) con un post apposito. Ma anticipo oggi il bell’evento di domani sera a Chiavenna per dar modo a chi possa farlo di andarci, il quale avrà come protagonista una persona meravigliosa, mirabile scrittrice e proprietaria di un’intelligenza e di una brillantezza rare (nonché appassionata frequentatrice di montagne, il che la rende ancora più consonante allo scrivente), Marina Morpurgo. Il suo ultimo libro, Il passo falso, racconta proprio una storia per gran parte ambientata in quegli anni bui, quando sulle sponde occidentali del Lago di Como si incrociavano i destini disperati degli ebrei in fuga verso la Svizzera e le brame di malvagità dei nazifascisti che li braccavano. Ma la Morpurgo d’altro canto è una fonte inesauribile di saperi su tali vicende e non solo su di esse, che sempre sa raccontare con sensibilità e sagacia intriganti: dunque, se potete, andateci ad ascoltarla, domani sera a Chiavenna. Ne uscirete contenti, ve l’assicuro.

N.B.: la foto della locandina ritrae la partenza da Santa Margherita Ligure di una parte della famiglia Morpurgo per l’esilio americano, dopo le famigerate Leggi Razziali emesse dal Fascismo nel 1938.

E se la memoria dovesse svanire?

Sul tema del Giorno della Memoria, poco fa alla radio, ho sentito un interessante intervento nel quale veniva posta una domanda cruciale: quando non ci saranno più testimoni diretti atti a mantenere viva – perché direttamente vissuta – quella fondamentale storia della quale si chiede di salvaguardare la memoria, questa che fine farà? C’è il rischio che, nonostante il suo valore necessario e imperituro, svanisca come è già accaduto per altre pur importanti memorie?

Be’, risposta ovvia dacché immediata, ma forse non così banale: bisogna generare nuovi custodi della memoria, capaci anche di tenere pienamente vivo lo spirito delle testimonianze dirette, quando di esse non ve ne saranno più. Seguito altrettanto ovvio, ma affatto banale stavolta: sono le nuove generazioni a poter diventare quei custodi, e non solo perché “nuove” ma pure perché potenzialmente più sensibili di noi “grandi” (nonostante tutto ciò che si dice all’opposto: si veda la sensibilità verso la questione climatica) verso una tale basilare missione.

Posto ciò, ho la fortuna di conoscere (anche se non quanto vorrei) Marina Morpurgo, storica, giornalista, traduttrice e raffinata scrittrice che ha lavorato per quattro anni al Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, e che per la casa editrice Pearson (con la quale ha pubblicato un nuovo corso di storia per la Scuola secondaria di primo grado Luci sulla storia) ha scritto uno “speciale” per studenti intitolato Gli ebrei sotto il nazismo: “pecore al macello” o combattenti? Col quale mette in luce i tanti atti di resistenza morale e culturale che, oltre gli episodi di resistenza militare, gli ebrei seppero organizzare contro la barbarie nazista. Una resistenza disperata e proprio per questo straordinaria nei risultati che riuscì a conseguire.

Cliccate sull’immagine in testa al post per leggerlo – merita molto, inutile rimarcarlo.