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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

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UN ALTRO GHIACCIAIO A RISCHIO DI CROLLO, COME A BLATTEN

Un anno dopo il crollo del ghiacciaio che ha devastato il villaggio alpino svizzero di Blatten, un altro apparato glaciale nella stessa valle minaccia di cedere parzialmente: il ghiacciaio di Oigschtchummun sopra la frazione di Fafleralp, a pochi chilometri dal ghiacciaio del Birch e da quello che rimane del villaggio di Blatten. Le autorità hanno intensificato il monitoraggio, ma affermano che per il momento il rischio rimane limitato. Tuttavia ciò dimostra la notevole attenzione che deve essere posta in modo crescente ai ghiacciai delle Alpi e ai terreni con permafrost, che le conseguenze della crisi climatica sottopone a stress sempre più intensi con rischi altrettanto crescenti per i territori abitati ai loro piedi.


LA TANGENZIALE DI TIRANO, ENNESIMO SIMBOLO DELL’INEFFICIENZA OLIMPICA

Il sito di informazione “Valtellina Mobile” ricostruisce la storia della “Variante di Tirano” sulla SS38 dello Stelvio, che doveva rappresentare una delle opere simbolo – peraltro attesa da decenni – della modernizzazione della viabilità valtellinese in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, entro il cui inizio le “autorità” avevano giurato e spergiurato che aprisse e invece ora, in forza dei continui rinvii, è oggetto di una crescente sfiducia tra i cittadini valtellinesi, molti dei quali hanno assistito per anni a dichiarazioni ottimistiche regolarmente smentite dall’andamento effettivo dei lavori. La Variante di Tirano è così diventata non soltanto un’infrastruttura attesa, ma anche il simbolo di una distanza percepita tra le promesse della politica e la realtà dei cantieri.


UNA NUOVA CICLOPEDONALE IN LESSINIA, PRO E CONTRO

Anche in Lessinia, bellissimo e vasto altopiano a nord di Verona in larga parte compreso nell’omonimo Parco Naturale Regionale, è stato di recente presentato il progetto di una nuova ciclopedonale turistica, e come altrove si è acceso il dibattito interrogandosi su opportunità reali e rischi potenziali. La questione centrale riguarda il modello di sviluppo che si intende promuovere in Lessinia. È davvero necessario incentivare ulteriormente l’afflusso turistico in quota, soprattutto attraverso la diffusione delle ebike, in un territorio che già oggi registra livelli di frequentazione molto elevati? E quale ulteriore impatto potrebbe avere ciò sul territorio e sui suoi ecosistemi. Se ne discuterà in un incontro pubblico domenica 14 giugno a Sezano (Verona).


ANCHE SULLE ALPI AUSTRIACHE LO SCI ESTIVO È PROSSIMO ALLA FINE

Anche la località di Hintertux, sulle Alpi austriache, una delle poche ancora in grado di garantire lo sci da discesa per tutto l’anno grazie al proprio ghiacciaio, alza bandiera bianca: i gestori dei quasi 20 chilometri di piste del comprensorio estivo, infatti, ancor prima di iniziare la stagione estiva ne hanno già ufficializzato la data di chiusura: sarà il 26 luglio 2026, mai così presto prima d’ora. A fare chiarezza sulle motivazioni, facilmente intuibili, sono stati gli stessi organizzatori: «È troppo caldo in estate, il ghiacciaio sta fondendo». Ma non ci sono solo motivazioni climatiche alla base della fine dell’era dello sci estivo: c’è anche una netta diminuzione della domanda da parte di ski club, maestri e turisti, descritta dai gestori di Hintertux come «estremamente bassa».


LA LOMBARDIA HA PAGATO I PROPRI DEBITI OLIMPICI CON LA SVIZZERA?

La risposta è no, di nuovo. Il piano per gestire il traffico sulle strade grigionesi duranti le gare olimpiche nella vicina Valtellina è costato 3,5 milioni di franchi, e il governo cantonale intende farsi carico solo delle prestazioni proprie pari a circa 0,9 milioni di franchi. I restanti 2,6 milioni circa sono stati fatturati all’Italia, come da accordi. Ai media la Consigliera di Stato grigionese Carmelia Maissen ha spiegato che la fattura alla Regione Lombardia è stata inviata a metà maggio. «Abbiamo fissato un termine fino a metà giugno. Finora, però, non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta», ha affermato Maissen. Oltre ai danni e alle beffe olimpiche, il governo lombardo farà pure la figura del cattivo pagatore?

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: catalogo

INTERVALLO – Milano, OPEN

open_bookstore-1-750x410OPEN Milano è senza dubbio uno dei “luoghi dei libri” più particolari e dinamici oggi esistenti, e non solo nella metropoli lombarda. Si autodefinisce “il primo ecosistema creativo”: libreria, coworking, spazi eventi e café-bistrot. In particolare, lo spazio libreria offre seimila titoli in vendita all’insegna dell’open mindedness, della creatività, dell’informazione, della cultura, del business e della curiosità. Non il solito catalogo, ma un’accurata selezione di narrativa, saggistica, attualità, manuali, graphic novel e illustrati. E per i coworker un servizio di scambio e consultazione di libri e manuali, cartacei e digitali.

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In ogni caso, OPEN è un luogo tutto da scoprire e da vivere. Cliccate sull’immagine in testa al post per visitarne il sito web, oppure qui per visitare la pagina facebook.

Scritto il 22 febbraio 201720 febbraio 2017Categorie IntervalloTag aperitivi,bar,bistrot,café,catalogo,cene,conference room,Eventi,facebook,foto,Groupon,incontri,intervallo,jazz,lettura,libreria,libri,Milano,musica,Open,pranzi,prenotazione,presentazioni,programma,scrittori,spazi,trip advisor,vendita,webLeave a comment on INTERVALLO – Milano, OPEN

INTERVALLO – Milano, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

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Inaugurato a Milano nell’area di Porta Volta lo scorso 13 dicembre, il nuovo edificio dove la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli trasferisce la sua sede si sviluppa su cinque piani e circa 2.700 metri quadrati, ed è stato ideato dallo studio internazionale di architettura Herzog & de Meuron.
Il piano terreno ospita una libreria Feltrinelli, mentre il primo piano è occupato da uno spazio polifunzionale attrezzato per ospitare anche proiezioni ed eventi artistici dal vivo. Il secondo e il terzo piano saranno invece destinati alla zona uffici e alle aule per incontri e seminari in grado di ospitare complessivamente circa 160 persone. Infine, la sala lettura della biblioteca/archivio (con una dotazione di 250.000 volumi e oltre un milione e mezzo di di carte manoscritte), situata all’ultimo piano dell’edificio, è dotata di postazioni di lettura multimediali. L’edificio della Fondazione, dal punto di vista urbanistico, è destinato non solo ai residenti della zona ma a tutti i cittadini milanesi, grazie alla realizzazione di un’ampia area verde pubblica con boulevard e piste ciclabili, intesa come estensione e prolungamento dei viali già esistenti.
La nuova sede non vuole solo essere un – già di suo notevole e prezioso – centro culturale, ma mira pure a diventare uno spazio di cittadinanza attiva, anche grazie alla caffetteria e alle suddette sale eventi a disposizione della città.

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Chapeau!, insomma, alla Fondazione Feltrinelli: un apprezzamento del tutto meritato per un progetto che ci si augura diventi assolutamente esemplare.
Cliccate
sull’immagine in testa al post per saperne di più.

Scritto il 21 dicembre 201620 dicembre 2016Categorie IntervalloTag archivio,bastioni,biblioteca,catalogo,centro culturale,Città,cultura,De Meuron,Feltrinelli,fondazione,foto,Herzog,immagini,libreria,manoscritti,milanese,Milano,mura,Porta Volta,progetto,società,Tate,volumiLeave a comment on INTERVALLO – Milano, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

Stefano Lovison, “ritrattista” di vette alpine

Di primo acchito, ammirando gli Alpine Sketches di Stefano Lovison, verrebbe da dire: «beh, dei bellissimi paesaggi di montagne!»
Vero. Anzi, no. O meglio: di più, c’è molto di più, ma con meno.
Mi spiego: gli sketches alpini di Lovison non ritraggono semplicemente delle meravigliose montagne. Fateci caso: in molti di essi – nella maggior parte, mi pare di constatare – è ritratta la vetta della montagna resa soggetto dell’opera. L’apice, il punto Lovisonculminante, l’assoluto oltre il quale non c’è più nulla, il limite sul quale entrano in contatto la Terra e il cielo. Nonché, per molti aspetti, la parte che conferisce la più spiccata personalità alla montagna, la “faccia” del suo Genius Loci, se così posso dire.
Ecco: Stefano Lovison, a mio modo di vedere, è un ritrattista non di monti tout court ma di vette alpine. Proprio per quanto appena affermato uso questo termine, “ritrattista”, altrimenti poco consono. È come se, attraverso la sua mirabile capacità artistica, volesse concentrare la nostra attenzione sull’espressione (e l’espressività) più sublime dei monti, facendo sì che il nostro rapporto con la sua opera funga non solo da eccitante estetico ma anche da elevatore spirituale, metafisico: di fronte alla parte più alta delle montagne, a nostra volta possiamo (e dobbiamo) ritrovare la parte più “alta” di noi stessi. In tal modo la sua arte raggiunge scopi e apporta messaggi che vanno ben oltre la semplice rappresentazione di matrice estetica con fini primari di esaltazione della bellezza della montagna: diventa piuttosto una sorta di elegia all’elevazione, a riflettere nell’apice della vetta la possibilità di un “apice” della nostra vita in un processo di trasumanazione che parte dall’elemento estetico e, passando da ambiti spirituali, arriva a quello umano – più profondamente, intimamente umano.

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Un’arte, insomma, che pare rimandare ai versi di quel noto componimento del grande poeta americano Henry Wadsworth Longfellow:

Bada agl’aridi pini, alla foresta | Già dirotta dal turbine, ti sia | Custode il ciel dalla valanga.” È questa | La buona notte che il villan gli invia. | Lontano in sulla cima | Una parola intìma: | Excelsior!

“Excelsior!” cioè, letteralmente, “più in alto!”: l’anelito materiale e spirituale dell’uomo a salire appunto fin dove la Terra, proprio con le vette delle montagne, si avvicina maggiormente al cielo, ovvero verso dove la dimensione quotidiana e terrena può entrare in contatto con quella metafisica – qualsiasi cosa ciò possa significare.
In fondo l’arte, quando di valore, è anche questo: un ponte tra realtà fisica e metafisica sul quale possiamo transitare in forza di una relativa e consona consapevolezza che nasce in primis dal relazionarsi con l’arte stessa. E penso che, in tal senso, l’arte di Stefano Lovison sia uno di quei ponti sul quale – e attraverso il quale – salire. Verso l’alto, e verso l’oltre.

Scritto il 26 luglio 201625 luglio 2016Categorie (L.),Arte,Buoni consigli,Magazzino,OpinioniTag acquerello,Agner,Alpi,alpinismo,arte,bellezza,blog,Brenta,Capucin,catalogo,Cervino,Charmoz,come,Dolomiti,facebook,fine art,foto,galleria,immagini,Marmolada,Montagne,Paesaggi da vivere,Pelmo,pittura,pitture,quadri,Stefano Lovison,vette2 commenti su Stefano Lovison, “ritrattista” di vette alpine

Kari Hotakainen, “La legge di natura”

20150716150309_250_cover_altaLa civiltà umana, al fine di reggersi, evolvere con ordine e strutturarsi in società, si è dotata fin dall’antichità di ordinamenti legislativi. Prima che accadesse ciò, i rapporti tra le persone erano governati dalle convenienze del caso ovvero, in senso generale, dalla Natura stessa (la scrivo sempre con la N maiuscola, sì), alla quale gli uomini erano sostanzialmente soggetti e ad essa dipendenti, quando non succubi. Poi ci sono stati millenni di evoluzione (almeno così ci hanno insegnato e convinto, facciamo che sia effettivamente tale!) e si è giunti fino ai giorni nostri, ma fin dall’inizio c’è stata, e c’è, una differenza fondamentale tra i due ordinamenti suddetti, la legge degli uomini e quella della Natura: la prima è sancita dall’uomo stesso che poi spesso è il primo a non volerla rispettare, la seconda è al di fuori di qualsiasi controllo umano ma ben più che la prima all’uomo tocca rispettarla, dacché non può fare altrimenti.
Ovvero: la prima, soprattutto in ambito fiscale, è quella che Jussi Rautala, il protagonista de La legge di natura di Kari Hotakainen (Iperborea, 2015, traduzione e postfazione di Nicola Rainò; orig. Luonnon Laki, 2013) non ha quasi mai rispettato nella sua vita di piccolo e scaltro imprenditore; la seconda è quella che lo stesso Rautala si ritrova a dover inesorabilmente rispettare dopo un terribile incidente stradale dal quale ne esce vivo per miracolo ma alquanto conciato, e quindi bloccato per una lunga convalescenza in un letto d’ospedale. Un letto che alla collettività costa un sacco di soldi ma per la cui eventuale necessità lui, da incallito evasore, non ha mai contribuito…

Hotakainen2Leggete la recensione completa di La legge di natura cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

Scritto il 6 giugno 20163 giugno 2016Categorie LettureTag biografia,catalogo,citazioni,copertina,facebook,Finlandia,foto,frasi,Helsinki,images,incidente,Iperborea,Kari Hotakainen,La legge di natura,La rondine,libri,Natura,Nicola Rainò,ospedale,recensione,romanzo,società,uomo,web,Wikipedia2 commenti su Kari Hotakainen, “La legge di natura”

Write and Roll Society, le migliori interviste

wnrAmmetto la mia terribile ignoranza: non la conoscevo, la Write and Roll Society, prima che Historica (numerosi ceri votivi ad essa, dunque) pubblicasse il libro-raccolta (che però nell’aspetto pare un magazine) delle migliori interviste realizzate dalla nascita della Società, avvenuta nel Febbraio 2014.
Sì, perché “l’ultimo barlume di lucidità prima del grande Nero” – come si autodefinisce, fa e pubblica (anche) interviste. Ma dimenticatevi le solite artificiose cantilene da botta-risposta-apatia immediata che trovate su tanti altri media, perché i ragazzi della WRS vanno a cercare sia grandi e celebrati personaggi che contemporaneo fenomeni (più o meno) da baraccone che, chissà per quale disgrazia, raggiungono la notorietà, magari effimera ma tale, e li tempestano di domande ostiche, sovente scomode, spesso assurde, invitando gli intervistati ad essere sinceri e aperti nelle risposte come mai prima.
Da James Ellroy (intervista che apre la raccolta e che, francamente, mi sembra la meno riuscita, o la più banalotta) ai fenomeni trash Andrea Diprè e Leone di Lernia, passando per Chef Rubio, Pierpaolo Capovilla, Gian Paolo Serino (un grande! – si veda anche qui), Emiliano Ponzi, Umberto Smaila, fino a una impossibile eppure del tutto autentica “intervista” a Charles Bukowski.
Insomma: un libro in primis divertentissimo oltre che curioso, interessante, intrigante, persino sconcertante a volte (e con foto consone), che ha il pregio di  rivelare, in molti casi ovvero quando l’intervista sia ben riuscita, veramente il meglio e il peggio di individui che con tutta probabilità in molti conosciamo come ce li fanno conoscere i media “tradizionali” nelle loro macchiette televisive e giornalistiche, ovvero per nulla.
Compratelo qui, il volume, direttamente dal sito di Historica (oppure nei vari eventi dedicati ai libri a cui Historica partecipa in giro per l’Italia) e conoscetela meglio, questa Write and Roll Society. Non fatevi fagocitare definitivamente dal grande Nero!

Scritto il 7 dicembre 20155 dicembre 2015Categorie Buoni consigli,Letteratura,Libri,Magazzino,OpinioniTag catalogo,facebook,foto,Historica,interviste,Jovanotti,libro,Parente,Piccinini,Rubio,sito web,Society,web,Write and RollLeave a comment on Write and Roll Society, le migliori interviste

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