Monte San Primo, quando l’insensatezza si scorge anche da lontano

Due fine settimana fa ero in Valle Varaita, nelle Alpi cuneesi, per presentare il mio ultimo libro. Durante una pausa una persona del pubblico, abitante in zona, mi si avvicina e chiacchieriamo insieme di cose di montagna, di quelle belle e di altre meno belle.
«A proposito» mi dice ad un certo punto, «ho saputo di un progetto di riattivare persino una stazione sciistica a poco più di 1000 metri di quota… non ricordo il nome, ma se non sbaglio si trova dalle sue parti…»
«Il Monte San Primo, immagino!» gli dico.
«Ecco, esatto, si chiama proprio così. Ma che razza di progetto folle è, quello? Chi sono quelli che l’hanno pensato?»
«Eh, ce lo chiediamo tutti, dalle mie parti!» rispondo.

Già, se lo chiedono pure a centinaia di km di distanza, come si possa presentare un progetto di sviluppo turistico come quello sul Monte San Primo talmente dissennato, la cui eco evidentemente si diffonde un po’ ovunque e lascia interdetti tutti. Eccetto gli amministratori pubblici che stanno sostenendo il progetto ovviamente – Comune di Bellagio, Comunità Montana del Triangolo Lariano con il sostegno di Regione Lombardia – i quali invece continuano a o fingono di non volerne capire l’irrazionalità e la dannosità per il meraviglioso territorio del San Primo, ciechi e sordi a qualsiasi presa d’atto e di coscienza riguardanti la realtà del territorio, il suo valore culturale, il paesaggio e l’ambiente, le autentiche potenzialità di sviluppo economico, turistico e sociale, celando le proprie pretese dietro documentazioni e motivazioni tanto (funzionalmente) arzigogolate quanto del tutto insostenibili. Per avere maggiori dettagli al riguardo basta consultare articoli e post sul sito web del CoordinamentoSalviamo il Monte San Primo e sulla pagina Facebook “Per il Monte San Primo”.

Perché tanta insensatezza, così palese da essere colta anche lontano dal Triangolo Lariano? Perché tanta incapacità di riflessione e giudizio, tanta mancanza di sensibilità e di visione strategica? Perché così tanto cinismo riguardo le nostre montagne – sul Monte San Primo come in altre, troppe località montane?

Se lo chiedono veramente tutti, già.

N.B.: qui trovate i numerosi articoli che nell’ultimo anno e mezzo (ovvero da quanto si è saputo del progetto succitato) ho dedicato alla questione del Monte San Primo.

Un’altra montagna, un altro Monte San Primo

Cose belle e importanti a cui partecipare, qui sopra, e delle quali poter far parte. Perché qualsiasi persona dotata di buon senso ha il compito di salvaguardarlo, il buon senso diffuso, che non è così scontato come sembra. Lo dimostrano bene tante cose, ad esempio certe idee di sfruttamento delle montagne – altro fondamentale patrimonio di tutti – che sembrano più azioni di sciacallaggio ai danni della bellezza del paesaggio e della Natura – nonché del buon vivere presente e futuro di chi ci abita – che altro, e il progetto di “sviluppo turistico” che si vorrebbe realizzare sul Monte San Primo è uno di quegli esempi, tra i più chiari in tutta la sua drammaticità.

È un compito, quello di salvaguardare il buon senso per il miglior buon vivere il mondo, e le montagne soprattutto – che bisogna saper formulare come pratica di senso civico e come atto politico concreto e non solo blaterato, come diritto verso se stessi e come dovere verso il prossimo, verso la comunità della quale si fa parte e il mondo che insieme si abita.

Per tutto questo partecipare a incontri come quello di venerdì 16 giugno sul San Primo, montagna della quale la Conca di Crezzo, posta ai piedi della sua parte sommitale, è uno dei luoghi più ameni (lo potete constatare nell’immagine qui sopra), è bello e importante. Anche in forza di chi ne è promotore: l’APE Milano, The Clean Outdoor Manifesto e il Coordinamento “Salviamo il Monte San Primo” che riunisce più di trenta associazioni di varia natura che si sono unite per difendere la montagna da quello scriteriato e dannoso progetto. Se potrete e vorrete essere presenti, trovate i dettagli dell’evento qui.

P.S.: i miei vari articoli pubblicati sulla vicenda del Monte San Primo li trovate qui.

Ieri sera, al Filandone di Martinengo

Ringrazio di cuore i presenti alla serata di ieri sera al meraviglioso Filandone di Martinengo nella quale Francesco Garolfi e io abbiamo riproposto TALLINN BLUES, la performance musical-letteraria incentrata sul mio libro Tellin’ Tallinn. Storia di un colpo di fulmine urbano (Historica Edizioni). Leggere alcuni brani del libro accompagnato dalla mirabile arte musicale di Garolfi in un luogo così speciale è stata un’esperienza assolutamente forte, che mi auguro di poter ripetere ancora, nel prossimo futuro. E già stiamo pensando al come riproporla…

Ringrazio di cuore anche Emanuela Zappalalio, attiva e sensibile responsabile della Biblioteca di Martinengo, che ha reso possibile l’evento (alcune delle foto lì sopra sono sue), e l’Officina Culturale Alpes con la sua presidente Cristina Busin, con la quale io e Francesco a vario titolo collaboriamo, per averci “costruito intorno” questa bella serata – nonché per alcune altre foto della galleria pubblicata.

Alla prossima! 😉

Questa sera a Martinengo… TALLINN BLUES!

Questa sera alle 20.45, al Filandone di Martinengo, avrò il piacere di riproporre insieme al mirabile Francesco Garolfi TALLINN BLUES, la performance musical-letteraria incentrata sul mio libro Tellin’ Tallinn. Storia di un colpo di fulmine urbano (Historica Edizioni). Vi guideremo attraverso il cuore di una delle città più belle e particolari d’Europa, che diventa emblema dell’essenza del concetto di “viaggio” e dell’idea di “meta”, accompagnati da letture scelte del libro e dalle affascinanti note della chitarra di Garolfi. Il tutto in uno dei più bei luoghi recuperati alla cultura in Lombardia (e non solo): il Filandone di Martinengo.

Dunque vi aspettiamo, stasera a Martinengo, e vi assicuriamo che faremo di tutto per regalarvi una serata veramente emozionante. Garantito!

“Tallinn Blues”, venerdì 9 giugno a Martinengo

Venerdì 9 giugno, al Filandone di Martinengo, avrò il piacere di riproporre insieme al mirabile Francesco Garolfi Tallinn Blues, la performance musical-letteraria incentrata sul mio libro Tellin’ Tallinn. Storia di un colpo di fulmine urbano (Historica Edizioni). Vi guideremo attraverso il cuore di una delle città più belle e particolari d’Europa, che diventa emblema dell’essenza del concetto di “viaggio” e dell’idea di “meta”, accompagnati da letture scelte del libro e dalle affascinanti note della chitarra di Garolfi. Il tutto in uno dei più bei luoghi recuperati alla cultura in Lombardia (e non solo): il Filandone di Martinengo.

Dunque save the date! Vi aspettiamo, venerdì sera a Martinengo, e vi assicuriamo che faremo di tutto per regalarvi una serata emozionante. Garantito!

Sulla locandina trovate le info necessarie: cliccateci sopra per ingrandirla e scaricarla, oppure cliccate qui. Per saperne invece di più sul libro, date un occhio qui.

P.S.: ringrazio di cuore Emanuela Zappalalio, attiva e sensibile responsabile della Biblioteca di Martinengo, che ha reso possibile l’evento.