Gli incendi dolosi sono atti di terrorismo

Tre immagini assai eloquenti – tratte dal web – dell’incendio che nei giorni scorsi ha devastato i monti dell’alto Lago di Como, una zona che personalmente conosco benissimo. In particolare, l’immagine notturna riprende le fiamme vicine al millenario Tempietto di San Fedelino, un piccolo/grande gioiello di storia e d’arte posto sulle rive del Lago di Mezzola, appena a nord del Lago di Como.

Ciò per ribadire una cosa della quale sono profondamente convinto (già ne disquisivo qui al riguardo): il paesaggio, e il territorio naturale che ne è fonte, sono cultura, ovvero bagaglio e patrimonio culturale – con i tesori architettonici e artistici che contengono – degli abitanti di quel territorio e di chiunque possa fruire di quella bellezza, dunque di tutti. Per tale motivo, gli incendi dolosi (e sono tali nella stragrande maggioranza dei casi, ancorché colposi – ma gli avvisi di non accendere fuochi all’aperto stanno girando ovunque da giorni, impossibile ignorarli), con la terribile devastazione che provocano alla Natura, agli animali, alle persone e alle cose ma pure al paesaggio, all’identità culturale dei luoghi, alla relazione tra essi e chi li vive, devono essere considerati alla stregua di atti di terrorismo e conseguentemente puniti. Ne più ne meno.

Ribadisco ancora: sono attentati terroristici. Chi li cagiona, ancor più se consapevolmente, va punito nel modo più radicale possibile. Punto.

La testa tra le nuvole, e oltre

A volte bisogna avere la testa tra le nuvole. Perché è l’unico modo per passarvi attraverso, sbucarvi oltre e finalmente tornare a essere illuminati dal Sole e dalle stelle.

Altrimenti da quella coltre nuvolosa riguardo alla quale ci si convince (o si è convinti) che infilarci la testa sia inopportuno, sbagliato, azzardato, si finirà per essere costantemente limitati e, infine, per restarne oppressi, laggiù in basso, privi di luce e di energia.

(L’immagine è mia, ed è di qualche giorno fa.)

Uomini, nei boschi comportatevi da bestie!

Nei boschi le bestie non sporcano ma gli uomini sì.
Si prega di comportarsi come le bestie.

(Anonimo, letta sulla pagina facebook di Sweet Mountains.)

Eh già. Quante volte si “glorificano” – giustamente e comprensibilmente, certo – quelli che vanno in montagna, che stanno all’aria aperta e non al chiuso dei centri commerciali, che apprezzano le bellezze naturali e paesaggistiche… Ma poi, andando per strade, mulattiere e sentieri in ambiente, è un frequente veder sul terreno carte, cartacce, fazzoletti, mozziconi di sigarette, rifiuti vari e assortiti

C’è qualcosa che non quadra, o sbaglio?