Uomini, nei boschi comportatevi da bestie!

Nei boschi le bestie non sporcano ma gli uomini sì.
Si prega di comportarsi come le bestie.

(Anonimo, letta sulla pagina facebook di Sweet Mountains.)

Eh già. Quante volte si “glorificano” – giustamente e comprensibilmente, certo – quelli che vanno in montagna, che stanno all’aria aperta e non al chiuso dei centri commerciali, che apprezzano le bellezze naturali e paesaggistiche… Ma poi, andando per strade, mulattiere e sentieri in ambiente, è un frequente veder sul terreno carte, cartacce, fazzoletti, mozziconi di sigarette, rifiuti vari e assortiti

C’è qualcosa che non quadra, o sbaglio?

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Quelli che buttano i mozziconi in terra

Comunque, ci tengo anche a dire che quei tanti (troppi!) fumatori che tranquillamente fumano le loro sigarette lungo le pubbliche vie e poi, altrettanto tranquillamente, come fosse la cosa più normale e ovvia da farsi, buttano in terra i mozziconi, fosse per me li condannerei a 5 (cinque) anni di lavori socialmente e culturalmente utili. E, in caso di recidiva, altri 5 anni che comprendano specificatamente la pulizia del suolo pubblico con la personale orofaringe anteriorela lingua, sì.

Perché proprio in forza della sua semplicità e banalità, che l’ha reso tanto automatico e istintivo, il gesto di buttare i mozziconi di sigaretta in terra trovo che sia di una maleducazione e di una inciviltà mostruose. Oltre che, chiaramente, d’una nocività estrema: la città di Ginevra, che di recente ha lanciato una campagna di denuncia e contrasto di tale inciviltà (la quale, appunto, purtroppo ha caratteri pandemici planetari, e infatti altre città si sono mosse in tal senso – ma evidentemente a molti il fumo ha dato alla testa), ha calcolato che in una sola domenica vengono gettati sul suolo pubblico cittadino 476.000 mozziconi. Se si considera che Ginevra è una città di nemmeno duecentomila abitanti (d’uno stato peraltro ben più civile di molti altri) e se dunque si prova a immaginare come quella quantità di mozziconi possa proporzionalmente aumentare, su scala globale (ve lo anticipo io: 10.000.000.000 – dieci miliardi al giorno, si veda qui), e se infine si considera che un mozzicone di sigaretta impiega anche decine di anni per decomporsi, ne esce il ritratto di una vera e propria catastrofe ambientale. Quasi invisibile dacché estremamente frammentata ma, proprio per questo, altrettanto estremamente dannosa.

Ecco.

Forse, a invocare la condanna suddetta per gli incivili che buttano i mozziconi di sigaretta in terra, sono stato fin troppo magnanimo, già.

P.S.: sì, di nuovo so benissimo che ci sono in vigore leggi punitive (troppo poco tali, forse) al riguardo, ma tanto qui quasi nessuno le rispetta e quasi nessuno le applica e le fa rispettare. Dunque, amen!

Sette colli de monnezza (e non solo)

«La domenica andavamo al mare su queste nostre spiagge italiane che tutto il mondo ci invidia ma che sono una grande zozzeria: catrame, gatti morti, cinti erniari… guanti de Parigi!… Signor Presidente, ma lei lo sa che a Roma due esseri che si amano nun sanno dove mettere piede, perché è tutto una montagna de monnezza! Sette colli, sette colli de monnezza! È la città più zozza d’Europa!»

(Oreste Nardi/Marcello Mastroianni in Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) di Ettore Scola, 1970. Citato da Christian Caliandro in Il senso delle macerie sul grande schermo, su Artribune nr.41.)

A riprova di come l’Italia, per strategia mirata e consolidata da decenni, “risolva” (o ritenga di “risolvere”) i propri problemi rendendoli la normalità. Era il 1970 quando Mastroianni/Scola denunciavano la zozzeria di Roma (e, inutile dirlo, il luogo non conta, quantunque particolarmente emblematico): dopo 50 anni è cambiato qualcosa? Ovvio che no. Ovvio che è ormai la norma che Roma sia sporca, ovvio che innumerevoli altri gravi problemi italiani siano tali e irrisolti da lungo tempo al punto da diventare normalità, appunto, esattamente come lo stato istituzionale del paese.

È “normale” tutto ciò? Ovvio che no – ma in Italia sì, evidentemente.