(Cliccate sull’immagine per avere tutte le informazioni sull’evento, oppure qui per saperne ancora di più. Ci vediamo oggi, ok?! 😉 )
Tag: geografia
Domani, Milano, ore 15, per Book City 2019
Ringrazio molto “MountainBlog Italia” per aver ripreso – insieme a molti altri – la notizia dell’evento con Davide Sapienza e con il sottoscritto al Museo di Storia Naturale di Milano, nell’ambito di Book City 2019 (cliccate qui per conoscerne i dettagli). E li ringrazio anche per la risata che, loro malgrado, mi hanno suscitato con quel “autore emergente”, una definizione tanto diffusa quanto da sempre per me divertente e incomprensibile… Già: emergente da cosa? E a qual titolo? A quasi 50 anni, poi? E ancora: ma voglio esserlo, “emergente”?
Be’, taglio la testa al toro, come si dice, e aggiro la questione: non posso di certo essere “emergente”, io, visto che non so nuotare!
Comunque domani mi va bene: a Milano, al Museo, non c’è acqua entro la quale rischiare un annegamento, semmai mi auguro di “annegare” insieme a Davide in un pubblico assai folto! Insomma: partecipate numerosi!
(Cliccate sull’immagine per leggere l’articolo originale.)
Il muro tra il Messico e il Colorado
Quando non c’è, o viene a mancare, un’autentica e attiva relazione tra l’uomo e il territorio in cui vive o che deve gestire, inevitabilmente si guasteranno il territorio stesso, la sua identità culturale, la vita in esso e, dunque, l’uomo stesso che lo vive e abita. È un principio tanto semplice quanto fondamentale, questo, la cui inosservanza (spesso funzionale a meri e biechi tornaconti materiali) diviene la causa per molti dei problemi che i territori presentano, materiali e immateriali: il degrado di certe aree urbane, la proliferazione dei nonluoghi, la cementificazione selvaggia, i dissesti idrogeologici, la cattiva gestione delle risorse eccetera, così come la conoscenza pratica dei luoghi stessi, la loro geografia, la capacità di elaborare e comprenderne i paesaggi, il dialogo con il Genius Loci – senza contare poi gli stati di spaesamento, dissonanza e alienazione che tutto ciò finisce per provocare in molte delle persone che lo subiscono. Senza quella relazione (che nello specifico è di matrice antropologica ma, in senso generale, è direttamente attinente alla cultura storica dei luoghi ed ei territori in questione), e senza la sua proficua “coltivazione” culturale, si può anche costruire il luogo più bello del mondo ma, rapidamente, finirà in degrado e poi in rovina. Ciò vale per qualsiasi territorio e per chiunque lo viva, sia esso un abitante permanente, un visitatore temporaneo, un tecnico, un amministratore pubblico – personalmente lo constato quasi sempre, quando mi occupo di pratiche culturali per i territori di montagna, ambiti particolarmente esposti e fragili in tal senso ma, ribadisco, non c’è area antropizzata che ne sia esente.
Ecco.
Tutto ciò per dire che, ahinoi, nel nostro fake world contemporaneo sempre più simile a una distopia – termine che non a caso deriva dal greco antico “δυς-” (dys), “cattivo” ma che funziona anche come prefisso di negazione, e “τόπος” (topos), “luogo”, quindi cattivo luogo o non luogo – la situazione sopra illustrata ha raggiunto un livello di gravità tale da permettere che il territorio corrispondente alla più grande potenza del pianeta elegga a proprio presidente un tizio che dimostra quasi quotidianamente di non conoscere quel territorio che deve amministrare, ovvero che è privo della relazione di cui sopra ho detto, la decadenza di entrambi – territorio e potere che lo governa – è pressoché inevitabile.
E infatti è già in corso, come si può ben constatare.
No: come dovrebbero sapere tutti gli americani che abbiano fatto almeno qualche giorno di scuola (e che votano alle elezioni, tanto più), il Colorado non confina con il Messico.
Cliccate sull’immagine in testa al post per vedere il video relativo (in inglese, ma ben comprensibile nel senso anche da chi non conosca la lingua.)
Venerdì 15/11, a Milano con Davide Sapienza per BookCity!
Venerdì prossimo 15 novembre, alle ore 15, nella prestigiosa location del Museo di Storia Naturale di Milano e in occasione di BookCity 2019, avrò nuovamente l’onore e il piacere di affiancare il grande Davide Sapienza in Geografia: dalla poesia della Terra alla scienza dei luoghi, evento che avrò come protagonista Il Geopoeta. Avventure nelle terre della percezione, il libro di Davide pubblicato ad inizio anno da Bolis Edizioni il quale giovedì, a Milano, si può dire che concluderà alla grande il suo lungo tour promozionale e letterario, andando anche oltre per come un importante contesto come l’istituzione museale milanese può consentirci di fare.
Sarà una chiacchierata molto divertente, coinvolgente e illuminante, come sempre quando Davide è in azione e si trova a duettare con il sottoscritto, e ancor più avendo, il tutto, il sigillo di Alpes, che è sempre sinonimo di qualità culturale assoluta. Un piccolo/grande evento da non perdere, insomma!
Cliccate qui per avere ogni informazione utile o sulla locandina lì sopra per scaricarla in un formato ben leggibile, e mi raccomando – anzi, vi raccomando: non mancate!
L’influenza (culturale)
Sulla propria pagina Twitter, World Index ha pubblicato di recente la graduatoria dei paesi del pianeta con maggior influenza culturale:
L’Italia è al primo posto. Posto che tali graduatorie sono sempre da prendere un po’ con le pinze ma che quelle ben fatte sono comunque significative circa lo stato di fatto delle tematiche che classificano, poniamo pure che l’Italia possa non essere prima ma che comunque si trovi nelle primissime posizioni – dacché è evidente che, col proprio inestimabile patrimonio culturale, l’Italia possa ben starci in testa a una tale graduatoria.
Be’, si conferma quanto vado affermando da tempo (non per mio particolare intuito ma per quanto sia una situazione del tutto evidente), ovvero che l’Italia potrebbe tranquillamente rappresentare la guida culturale dell’intero pianeta – ben più di qualsiasi altro paese, superpotenza o meno che sia – se sapesse mettere a frutto il tesoro di cultura che ha disposizione. Invece, a fronte di tale tesoro, è un paese che sembra aver dichiarato una sorta di guerra sadomasochistica al proprio patrimonio culturale, facendo quasi nulla da lustri per promuoverlo, salvaguardarlo, farne un volano economico, renderlo identificante in modo virtuoso di ciò che è il paese e la sua civiltà; ci vivacchia sopra, sfruttandolo parassitariamente con un turismo spesso mal organizzato e con poco altro, lasciando che vadano alla malora numerose istituzioni culturali di gran pregio, senza contare l’assenza istituzionale – in senso politico tanto quanto economico – a supporto di tutti quei comparti che sulla cultura si poggiano (scuola e istruzione, ricerca, sviluppo umanistico e non solo, arti visive, produzione culturale, tutela del paesaggio, eccetera) e che insieme ad altri rappresentano lo strumento di trasformazione della cultura in bene pubblico, progresso sociale, sviluppo economico, prestigio internazionale.
Eppure l’Italia è comunque lì, in testa o nelle prime posizioni della graduatoria, pur con tutti i suddetti problemi e con i tanti altri guai al seguito. Pensate se invece il paese promuovesse la cultura come dovrebbe, che potrebbe accadere! Ma, appunto, l’Italia è come una bellissima donna la cui avvenenza è pubblicamente riconosciuta da tutti, che tuttavia continua ad abbruttirsi nascondendo il proprio fascino dietro gli stupidi, spesso orribili mascheramenti che soprattutto la politica le mette addosso.