Una cosa della quale preoccuparsi?

[Foto di sarajulhaq786 da Pixabay.]
Siamo al 25 di gennaio del nuovo anno e in questi venticinque giorni forse solo una volta m’è successo di scrivere “2020” al posto di “2021”: una cosa, questa di sbagliare l’anno corrente con quello precedente, che in passato mi capitava ben più spesso.

Be’, non so se di ciò debba essere orgoglioso oppure me ne debba preoccupare, ecco.

Referendum e risate

[Foto di jacqueline macou da Pixabay, rielaborata da Luca.]
Leggo che a breve, in Italia, i cittadini saranno chiamati a votare in un referendum l’assenso o meno al taglio del numero dei parlamentari.

AHAHAHAHAH! Notevole trovata comica, non c’è che dire! Di quella comicità grottesca nella quale le “istituzioni” italiani sono maestre, indubbiamente.

È un po’ come se, a bordo di una nave piena di falle nello scafo che per questo imbarca acqua e affonda inesorabilmente, i marinai dell’equipaggio si mettano a discutere su quali mobili dell’arredamento di bordo buttare a mare perché ritenuti troppo pesanti e così colpevoli dell’inabissamento.
I mobili, già, non i buchi nello scafo.
Veramente una gag comicissima, appunto!

Al netto delle considerazioni sui pro e sui contro al riguardo, nonché delle gran risate (personali, ribadisco), sul serio in Italia si pensa e si crede che sia un problema di quantità e non invece di qualità della rappresentanza politica? E che tra 900, 600 o 10 oppure cinquemila parlamentari, se comunque incapaci, impreparati e cialtroni (pare che la politica italiana attiri solo figure del genere, da tempo), le cose possano cambiare?

Be’, bisogna ammetterlo: gli italiani sono proprio un popolo “divertente”. Molto divertente.

P.S.: che poi, a buttare i mobili in mare, si finisce per inquinarlo, eh! Col rischio che, una volta colata a picco la nave e finiti in ammollo, ci si ritrovi pure immersi nell’acqua sporca. Ecco.

La semplificazione

[Foto di Andrew Martin da Pixabay]
Fa piacere leggere che il Governo italiano vuole procedere, finalmente, a un’autentica semplificazione burocratica, e che voglia farlo «in tempi rapidi».

Infatti, a breve, la commissione parlamentare incaricata di esaminare la materia, che verrà appositamente creata tramite delibera parlamentare controfirmato dall’ufficio della Presidenza del Consiglio, una volta stabilita la propria composizione proporzionale in base ai numeri dell’organo maggiore, procederà con l’analisi della questione e l’elaborazione dei relativi dossier corredati di allegati e sub-allegati nei quali si raccoglieranno le osservazioni delle sotto-commissioni ad interesse locale – da istituire dietro apposite delibere degli organi amministrativi regionali (con obbligo di supervisione e consenso delle relative giunte) – in base ai quali elaborare una proposta pre-operativa che dovrà ottenere il consenso dei due terzi della commissione più i tre quinti delle suddette sotto-commissioni oltre che, superato il primo livello approvativo, quello dell’ufficio di presidenza del Parlamento, del sottosegretario alla presidenza, del funzionario vicario preposto, del capo di gabinetto del vicesegretario della giunta di controllo delle delibere (con la necessaria approvazione dei cinque ottavi dei membri della giunta), così da poter essere finalmente sottoposta a lettura da parte dell’ufficio della Presidenza del Consiglio e messa in discussione in entrambi i rami parlamentari con convocazione obbligatoria dei dodici diciottesimi dei membri, con eventuale approvazione in base al numero di voti maggiore o uguale al quorum funzionale fissato in una frazione superiore alla metà del numero totale dei votanti o degli aventi diritto al voto.

Se questo iter sarà concluso con successo, finalmente la suddetta commissione potrà istituire una task force atta allo studio delle semplificazioni da adottare, non prima tuttavia di aver designato una sub-task force che vigili sui lavori della prima per la quale il regolamento sarà da discutere al più tardi in data da destinarsi.

Ecco.

L’Italia.

ItaGlia, pardon.

«Un idiota alla Casa Bianca»

La graficamente notevolissima e notevolmente emblematica prima pagina del “New York Times” del 24 maggio scorso, che presenta una lista di circa 1.000 persone morte per Covid-19 con relativi brevi necrologi, a rimarcare concretamente la spaventosa gravità della pandemia negli USA – che hanno ormai superato i 100.000 morti – come in nessun altro paese del mondo, mi ha fatto tornare alla mente, chissà come mai, un breve tanto quanto (divenuto) celeberrimo passaggio d’un libro dello scrittore e produttore televisivo (ma pure tra i massimi esperti americani di Shakespeare) Steve Sohmer:

L’America può mandare un uomo sulla Luna, figuriamoci se non possono mettere un idiota alla Casa Bianca.

(da Favorite Son, 1987, ed.it. Gli ultimi nove giorni, traduzione di Vincenzo Mantovani, Rizzoli, Milano, 1988; il passaggio è a pagina 263.)

Sohmer lo scrisse quando alla presidenza degli USA c’era ancora Ronald Reagan ma – ribadisco, chissà come mai – tale affermazione non solo non ha tempo ma risulta quanto mai perfetta proprio in questo periodo.

Chissà perché, già!

INTERVALLO – Torino, “Wild Mazzini Data Art Gallery”

Di solito, in questo spazio denominato “INTERVALLO” a memoria di quei vuoti del palinsesto dei canali RAI d’un tempo nei quali scorrevano immagini di bei paesaggi italiani, voglio similmente mostrare bei luoghi (in senso generale) dedicati principalmente ai libri e alla lettura. Oggi invece vi propongo un luogo che di lettura assolutamente si occupa e tuttavia non è una biblioteca, una libreria o altro del genere, ma una notevole e innovativa galleria d’arte di Torino: Wild Mazzini Data Art Gallery.

Come già il nome può far intuire, Wild Mazzini si occupa di lettura, certamente, ma di dati: infografiche, data visualizations, video, sculture e installazioni fatte (anche) da numeri, parole, grafici e rappresentazioni visive di informazioni capaci di accrescere la consapevolezza intorno a temi come privacy e identità, copyright e fake news, fenomeni sociali e culturali. Un’idea e un progetto curatoriale i quali fanno di Wild Mazzini uno spazio fisico che è un unicum in Italia e all’estero, nel quale le opere esposte, in linea con la mission di questa disciplina, saranno in grado di leggere, analizzare e comprendere alcune delle più importanti realtà del mondo contemporaneo trasformandole visivamente senza perderne la complessità, anzi, accrescendone il valore parimenti alla fruizione e alla cognizione.

Attiva da aprile 2018, Wild Mazzini ha già ospitato alcune mostre veramente interessanti e intriganti, frutto del concept curatoriale sopra esposto: tanto per citarne qualcuna, una mostra di Adriano Attus su Numerage e Neometrie, la decostruzioni in sistemi visivi di Space Oddity di David Bowie compiuta da Valentina D’Efilippo, l’esplorazione del corpus filosofico di Immanuel Kant trasformato in segni grafici da Valerio Pellegrino, la selezione di infografiche che Federica Fragapane ha realizzato in quattro anni per “La Lettura” del Corriere della Sera… ma sono solo alcune, appunto, delle mostre ospitate da Wild Mazzini, tutte notevoli e ciascuna capace di sollecitare esercizi di autentica lettura culturale del mondo d’intorno tanto originali e affascinanti quanto preziosi e assolutamente utili.

Cliccate sulla prima immagine inserita nel post per visitare il sito web di Wild Mazzini Data Art Gallery, così da conoscerla ancora più a fondo e per avere tutte le news sulle mostre in corso e su quelle future. Eppoi andateci, che la visita di un luogo del genere non può che fare del bene alla mente e allo spirito di chiunque!