INTERVALLO – Dublino (Irlanda), Monumento a Oscar Wilde

The Quare in the Square in Merrion Square Park, dell’artista Danny Osborne, è il monumento che celebra Oscar Wilde nella sua città natale, Dublino. Egli vi nacque nel 1854, presumibilmente al numero 21 di Westland Row, e vi risedette fino al 1878, nel frattempo frequentando con ottimi risultati il celeberrimo Trinity College. Gli occhi della statua guarderebbero non casualmente verso il civico numero 1 di Merrion Square, dove Wilde abitò (e dove, secondo alcuni, sarebbe anche effettivamente nato) Di fronte al monumento, una colonna a base quadrata riporta alcuni dei suoi più noti aforismi.


Le immagini sono dello scrivente, scattate lo scorso Agosto 2014. Cliccate QUI per saperne di più.

Radio Thule #6, lunedì 16/12: una “anteprima d’artista”…

Una preziosa anteprima d’artista, per la prossima puntata di RADIO THULE che andrà in onda su RCI Radio lunedì 16 Dicembre prossimo…
Seguite il blog e a breve ne saprete di più, ma nel frattempo date pure una sfogliata qui sotto…

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Giovedì 21/02, Villa di Serio (BG), ore 20.45: una serata-evento su e con Francesco Lussana (presentato da Silvia Gervasoni e da me!)

Locandina_Lussana_21feb2013_corniceL’artista bergamasco Francesco Lussana da anni porta avanti una personale ricerca artistica assolutamente originale che, sotto certi punti di vista e in base a particolari peculiarità, rappresenta qualcosa di unico. Lussana ha fatto della fabbrica – in senso letterale, ovvero del proprio luogo di lavoro quotidiano del quale peraltro va fiero e che mai ha abbandonato, anche quando le sue opere hanno cominciato a trovare le porte delle gallerie aperte e il consenso della critica – il proprio studio-atelier, e dalla produzione industriale, ovvero da quanto di apparentemente più lontano ci potrebbe essere dal concetto e dall’accezione popolare di “arte”, ha saputo estrarre e mettere in luce un valore artistico, appunto, che lascia forse inizialmente confusi, quando lo si ha di fronte, ma subito dopo genera una sensazione quasi di sconcerto per non essere stati in grado di vedere quanta bellezza (sì, un termine assolutamente non avulso da ciò di cui sto trattando) e quanto senso artistico vi possa essere pure in oggetti creati da “rozzi” macchinari meccanici.
Per tale motivo (anche, ma non solo), nell’opera artistica di Francesco Lussana le varie declinazioni – tradizionali e alternative – del termine “lavoro” trovano un (quasi) inaspettato e notevole incontro. Lussana lavora e nel lavorare crea arte, facendo dell’arte stessa un “lavoro” nel senso più pieno del termine, non soltanto in quello pratico, materiale. Non solo: dei due termini, “arte” e “lavoro”, amplia il senso, le accezioni e il valore assoluto, ricuperandone sotto molti aspetti la nobiltà intrinseca, oggi molto spesso travisata e offuscata.
Tra il lavoro che nobilita l’uomo, e la bellezza (dell’arte, qui) che salverà il mondo, Francesco Lussana ci invita a riscoprire, o forse meglio sarebbe dire ri-comprendere, quella virtuosa capacità che l’essere umano possiede quale sublime unione tra intelletto e manualità che è il creare. E lo fa’ attraverso lavori Lussana_image_3artistici (definizione assolutamente consona, come ormai comprenderete bene) intensi e affascinanti. Uno di questi – anzi, mi permetto di dire che sia l’opera più rappresentativa, in tal senso – è certamente Struttura OMCN – Interruttore ITALGEN, l’installazione permanente creata da Lussana per Villa di Serio, cittadina alle porte di Bergamo: un lavoro di grande impatto e potenza espressiva sul quale ho già scritto in passato qui nel blog. Una ancor migliore e più approfondita conoscenza dell’opera in questione e di Francesco Lussana si potrà avere giovedì 21 Febbraio, alle ore 20.45 presso la Biblioteca di Villa di Serio (Bergamo), in una serata-evento nella quale l’artista presenterà Struttura OMCN – Interruttore ITALGEN con il prezioso supporto critico della storica dell’arte Silvia Gervasoni, l’intervento di Gian Luigi Della Valentina in vece della municipalità di Villa di Serio (ammirevole e rara nel saper prestare tale lungimirante attenzione all’arte contemporanea) nonché del sottoscritto, investito da Lussana del grande onore di introdurlo ai presenti e di fare da “moderatore” (se mai ve ne fosse bisogno!) della serata, che sarà resa ancora più affascinante dalla ulteriore presentazione del video realizzato da Lussana che racconta il progetto, dall’idea iniziale fino alla realizzazione finale (che ho già avuto modo di vedere in anteprima in una versione quasi definitiva, e che esplica perfettamente quanto prima scritto sul rapporto lavoro-arte che Francesco Lussana ha saputo intessere con la sua arte).
Cliccate sull’immagine della locandina per averne un formato più grande e stampabile, e nel frattempo potete saperne di più sull’opera di Villa di Serio cliccando qui e leggendo i vari articoli che nel blog ho dedicato all’opera stessa e all’arte di Francesco Lussana – e non solo articoli…
Vi invito caldamente a partecipare alla serata: sarà veramente qualcosa di interessante, affascinante e illuminante, come forse solo oggi sa essere l’arte nelle sue manifestazioni più sublimi.

GARIBALDI MAP, il progetto di Diego Caglioni sull’eroe italiano per eccellenza (con gli “occhi” di Google Street View)

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Garibaldi Map è un progetto dell’artista Diego Caglioni (Bergamo, 1983), il quale si propone di mappare tutti i monumenti a Giuseppe Garibaldi, per quanto possibile, sparsi in tutto il mondo. “Probabilmente – spiega l’artista bergamasco nella presentazione del progetto – la maggior parte delle statue dell’eroe dei due mondi si possono trovare nelle piazze, incroci o sulle strade principali. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui sono tali monumenti risultano spesso inosservati e ignorati dai passanti.
Ogni volta che Caglioni trova una “nuova” statua di Garibaldi, la “fotografa” con uno screenshot di Google Street View e, dall’immagine che ne ricava, crea una vera e propria cartolina postale – di quelle classiche che si mandano (o si mandavano, forse, una volta certo più di frequente) quando si è in vacanza, per intenderci – stampabile dal blog e dunque perfettamente spedibile per posta.
Caglioni ritiene questo progetto uno strumento molto utile per osservare come il leader è stato ritratto e, cosa ancora più importante, per comprendere il rapporto tra il lavoro pubblico e l’ambiente nel quale è stato inserito e si trova. Nella sua apparente semplicità, in effetti Garibaldi Map è un esperimento molto interessante. Inutile dire quanto sia importante (pur se oggi sostanzialmente meno di un tempo, soprattutto nelle e per le nuove generazioni) la figura di Giuseppe Garibaldi nell’immaginario collettivo italiano e nella storia del paese, e in fondo, al di là appunto della conoscenza più o meno scolastica del personaggio, il più immediato contatto tra di esso e la gente che ha contribuito a rendere nazione è dato proprio da quei monumenti sparsi un po’ ovunque, in Italia e non solo. Mapparli significa un po’ tracciare una sorta di rete storico-antropologica del sentimento generato dal personaggio, della memoria di esso, della sua simbologia e di come essa faccia parte dei nostri panorami urbani quotidiani. Come ritiene Caglioni, tantissima gente passa giorno dopo giorno sotto i monumenti garibaldini senza ormai più degnarli di alcuna attenzione, al pari di qualsiasi altro arredo od oggetto urbano; eppure, al di là di qualsivoglia possibile retorica (del tutto fuori luogo, sia chiaro, dacché non c’è in Garibaldi Map alcuna banale celebrazione dell’eroe!), quei monumenti cristallizzano nella loro pietra o nel bronzo del quale sono fatti, nel bene o nel male, una piccola/grande parte del sentimento nazionale e del valore che la società contemporanea conferisce ad esso, rappresentando inoltre una sorta di studio open air del processo di “mitizzazione” del personaggio e della sua effigie pubblica.
Eppoi è pure divertente girare l’Italia attraverso le postcards garibaldine di Caglioni! Date un occhio al blog – cliccate sull’immagine in testa al post (che ritrae il monumento presente a Crema) e vi entrerete: è interessante e, l’avrete ormai capito bene, assolutamente particolare.