Oggi, alle ore 14 su Italia 1, interverrò in “E-Planet”, il magazine green di TGCOM24 che si occupa di tutela dell’ambiente, attualità e delle storie di chi cerca di migliorare il Pianeta con innovazione e inventiva, per parlare di iperturismo (o overtourism) nei territori montani. Un tema che, inutile denotarlo, è sempre più di attualità e diventa spesso critico per molte località di montagna e per i loro territori tanto meravigliosi quanto delicati, ma che ancora viene trattato in maniera fin troppo superficiale e ben poco definita: per incompetenza, negligenza o per malizia.
Potete vedere “E-Planet” in TV su Italia 1 alle ore 14, oppure sul sito della trasmissione nel quale trovate anche tutte le puntate già andate in onda.
Grazie di cuore da subito a chiunque vorrà spendere qualche minuto del suo tempo assistere alla puntata!
A proposito di iperturismo: domenica prossima 2 febbraio alle ore 14 su Italia 1 interverrò in “E-Planet”, il magazine green di TGCOM24 che si occupa di tutela dell’ambiente, attualità e delle storie di chi cerca di migliorare il Pianeta con innovazione e inventiva, per parlare di iperturismo (o overtourism) nei territori montani. Un tema che, inutile denotarlo, è sempre più di attualità e diventa spesso critico per molte località di montagna e per i loro territori tanto meravigliosi quanto delicati, ma che ancora viene trattato in maniera fin troppo superficiale e ben poco definita: per incompetenza, negligenza o per malizia.
Potete vedere “E-Planet” in TV su Italia 1, domenica alle 14, oppure sul sito della trasmissione nel quale trovate anche tutte le puntate già andate in onda.
Grazie di cuore da subito a chiunque vorrà spendere qualche minuto del suo tempo assistere alla puntata!
[Immagine tratta da www.iltquotidiano.it.]P.S.: grazie a Sara Del Dot, una delle curatrici di “E-Planet”, per avermi concesso l’opportunità di intervenire nel programma, e a Giovanni Baccolo che ha fatto da tramite.
[Veduta del Vallone delle Cime Bianche. Immagine tratta da https://www.facebook.com/varasc.%5DMi rende sempre felice leggere di nuove serate dedicate al Vallone delle Cime Bianche, l’«ultimo vallone selvaggio» delle Alpi valdostane, e alla battaglia in sua difesa rispetto ai progetti funiviari e sciistici che lo devasterebbero, degradando un luogo tra i più straordinari delle Alpi occidentali assoggettandolo al business dell’industria dello sci – come se già non ce ne fossero a sufficienza di grandi comprensori sciistici a fronte di un mercato che da anni è considerato “maturo” e non cresce, mentre aumenta sempre più la richiesta dei vacanzieri montani di un turismo lento e sostenibile grazie al quale godere ben più profondamente della bellezza alpina e di luoghi più unici che rari come il Vallone.
Questa volta saranno gli amici del CAI di Brescia a poter scoprire e conoscere il mirabile fascino alpestre del Vallone delle Cime Bianche e ad approfondire le informazioni sul pericolo che sta correndo, grazie ai cari amici Annamaria Gremmo, Marco Soggetto e Francesco Sisti, infaticabili promotori del comitato “Insieme per Cime Bianche” e fautori del progetto fotografico indipendente “L’Ultimo Vallone Selvaggio. In difesa delle Cime Bianche” dal quale è nata la battaglia in corso.
L’ingresso e la partecipazione saranno, come sempre, liberi e assolutamente gratuiti. Nonché importantissimi, aggiungo.
Si tratterà della ventisettesima serata del progetto: tante, ma in realtà ancora poche, perché il Vallone delle Cime Bianche merita la conoscenza più ampia e diffusa nonché l’appoggio alla sua difesa di sempre più amici della montagna. Dunque, cento e più ancora di queste serate, e lunga vita al Vallone!
Per contribuire sempre e comunque alla difesa del Vallone:
La seconda raccolta fondi “Insieme per Cime Bianche”, volta a sostenerne la tutela legale: https://sostieni.link/36071
Da oggi, 15 gennaio, sul sito di “OROBIE” e sulle principali piattaforme potete ascoltare “Uomini e montagne”, il nuovo podcast curato da Davide S. Sapienza con la regia e il sound design di Damiano Grasselli: un’affascinante immersione per voci e suoni tra vette che toccano il cielo e storie che sfidano il tempo, da scoprire, esplorare, conoscere lascandosi guidare un passo dopo l’altro fin nel cuore e nell’anima della montagna.
Il primo episodio si intitola “L’intelligenza dei piedi” ed è dedicato a uno degli angoli più spettacolari e emblematici delle Grigne, la parete Fasana del Pizzo della Pieve, alla cui storia si intreccia quella di un figura fondamentale per le montagne e l’alpinismo: Vitale Bramani, primo salitore con Eugenio Fasana della parete e inventore delle suole “Vibram”, negli anni Trenta rivoluzionarie e a tutt’oggi tra le più utilizzate in assoluto da chiunque vada per monti e vette.
[Immagine tratta da “Orobie Extra” del 07/01/2025. Cliccate qui per vedere la puntata.]Nel podcast ci sono anche io: cercherò di raccontarvi il Genius Loci della parete Fasana e la relazione speciale, geografica, antropologica, culturale che lega la parete e il Pizzo della Pieve con la Valsassina, la sua gente e con chi da turista o escursionista vi passi alle sue pendici e volga lo sguardo verso l’alto cogliendone l’imponenza e la referenzialità per l’intero territorio valsassinese.
Dunque, vi invito calorosamente all’ascolto di “Uomini e montagne” e, nel caso, fatemi sapere che ne pensate!
Approfittando della calma apparente dei passati giorni festivi e/o pseudo tali, ho finalmente visto (e non potevo certo evitare di farlo, prima o poi) Un mondo a parte, film uscito a marzo 2024 con Antonio Albanese e Virginia Raffaele, con regia di Riccardo Milani, che racconta la montagna italiana – quella appenninica nello specifico ma nella sostanza tutte le terre alte nostrane, le cui criticità sono simili ovunque – e certi suoi problemi con raro approfondimento narrativo e tematico pur mantenendo una chiave di lettura affine alla commedia.
Voi lo avete visto? Che ne pensate?
[Immagine tratta dalla pagina Facebook “Meraviglie d’Abruzzo.]Girato nei bellissimi territori montani attorno al Lago artificiale di Barrea e in particolare nel piccolo comune di Opi, in Abruzzo (lo vedete qui sopra), centra la propria trama su una di quelle numerose criticità di cui soffrono le comunità di montagna italiane, la possibile chiusura di una scuola primaria per mancanza di alunni, e sul tentativo di un maestro che scappa dalla frenesia di Roma insieme alla vicepreside locale (Albanese e Raffaele, ovviamente) di salvarla, inventandosi mille cose nella convinzione che la piccola scuola è uno degli ultimi elementi vitali del luogo, senza il quale lo spopolamento diverrebbe definitivo. Insomma, una questione che chi si occupa di montagna conosce bene un po’ ovunque, nella cui narrazione cinematografica offerta se ne innestano molte altre altrettanto tipiche e croniche: la presenza e la bellezza della natura, la relazione culturale delle genti con la montagna, l’antitesi con la città e il suo progresso, la volontà di restanza (al riguardo Vito Teti è citato, naturalmente), il senso di comunità, l’abbandono alla rassegnazione e la contro-resistenza, il sostanziale disinteresse della politica verso questi territori e i loro abitanti, bacini elettorali dei quali evidentemente ormi si può fare a meno.
Il film è bello: come dicevo, ha il pregio di raccontare temi sicuramente poco d’appeal rispetto ad altri eppure, in un paese come l’Italia, fatto per la gran parte di montagne, fondamentali. Ma sovente banalizzati e quasi sempre sottovalutati, purtroppo: Un mondo a parte li racconta mantenendo un’ironia di fondo – a volte più amara, a volte meno – forse favoleggiandone troppo certi aspetti ma d’altro canto con una chiarezza e un coinvolgimento assolutamente apprezzabili. Non manca qualche stereotipo o apparente banalità ma che in fondo è comprensibile, dentro la forma narrativa scelta dal regista, e non apparirà affatto tale a chi dei temi trattati non abbia troppa competenza e invece manifesti interesse sincero. La percezione dell’anima montana del luogo che ne scaturisce – un’anima locale, come detto, ma in fondo simile a quella di tante altre montagne italiane – e che lo spettatore può cogliere è semplificata (ribadisco: non è una colpa del film, per certi aspetti è un pregio) ma efficace e funzionale a portare al grande pubblico temi che, appunto, o non verrebbe nemmeno toccati, o solo superficialmente oppure tramite saggi profondi e fondamentali ma (purtroppo) ben poco pop.
Visione (se già non avvenuta) consigliabilissima a tutti ma, soprattutto, a chi di montagna ne sa qualcosa perché la vive o la frequenta con assiduità. A patto che poi abbia voglia di dirmi che ne pensa!