Se l’ereader sembra già quasi “modernariato”

M’è arrivata, nella casella email personale, la pubblicità di un ereader. Era da un po’ che non ne ricevevo, quando invece qualche anno fa questi messaggi promozionali erano quotidiani o quasi.

In effetti di gente che legge libri o altri prodotti editoriali su un ereader è da tanto che non ne vedo, pur girando spesso per spazi e ambiti pubblici assai affollati; certo, se ne vedono pure pochi che leggano libri cartacei – siamo in Italia, ahinoi – ma almeno ogni tanto qualcuno me lo ritrovo davanti. Con degli ereader raramente; semmai con uno smartphone, ma con lettori di libri elettronici quasi nessuno. Seppur qualche anno fa, appunto, pareva che per mano degli ereader la fine del libro di carta fosse ormai scontata e sempre più vicina, e invece…

In verità, ciò non significa che non si leggano ebook: il mercato è in crescita, anche se in maniera molto blanda e per nulla “rivoluzionaria” (anzi, da qualche parte si registrano pure dei cali continui), in ogni caso l’aver ricevuto quella solitaria mail promozionale, poco fa, mi ha generato una sensazione di… di roba superata, di qualcosa che ha già fatto il suo tempo, di modernariato quasi.

In pratica, quello che avrebbero dovuto rapidamente diventare i libri di carta, con l’avvento di ebook e ereader. E invece…

Ieri, 1° maggio…

Comunque ieri, in un capoluogo di provincia lombardo (mi ci trovavo per un evento letterario), ho visto gente sfilare nel corteo per il 1° maggio, applaudire con convinzione gli interventi dei vari rappresentanti dei sindacati e poi, nel pomeriggio, l’ho vista entrare nei negozi del centro.
Aperti anche il 1° maggio. Ovviamente.

Ma alcuni altri negozi erano chiusi, per la cronaca.

Ecco.

1° maggio. Ma chi è che nobilita, il lavoro?

1° maggio, Festa del Lavoro, già.

Ma poi: è il lavoro che nobilita l’uomo, o è l’uomo che deve nobilitare il lavoro che fa?
E se il lavoro non nobilita più l’uomo come (forse) un tempo, cosa che molti sostengono, non è perché l’uomo non è (forse) più tanto nobile da saperlo fare?

Be’, tanto domani è il 2 maggio e amen. Ecco.

La libertà (di andartene dove ti pare)

La vodka cominciava ad agire e io avevo pensato: Si sta bene in libertà! Appena mi congedano, me ne vado per ore a zonzo per le strade di Leningrado. Faccio un salto al bar di via Marat, mi fumo una sigaretta sulla panchina davanti al palazzo della Duma…
So che la libertà è un concetto filosofico. Ma non m’interessa. Gli schiavi non si interessano mica di filosofia, no? Andare dove ti pare, ecco cos’è la libertà!…

(Sergej Dovlatov, La valigia, Sellerio Editore, Palermo, 1999-2017, traduzione di Laura Salmon, pag.75.)

Gli accordi tra Italia e Cina, spiegati benissimo

Ecco. Nulla da aggiungere.
(Se non di cliccare sull’immagine per visitare la pagina facebook de Le più belle frasi di Osho.)

N.B.: Al solito, la satira sa dire e spiegare la verità delle cose come niente altro sa fare. Non prenderla sul serio, dunque, è uno degli errori più gravi che si possano commettere, dacché quanto invece ci si riesce, veramente si realizza quel celeberrimo motteggio, “Una risata vi seppellirà”. Ovvero, seppellirà falsità, ipocrisie, ingiustizie, angherie, malvagità – come nessun altra cosa saprai mai fare, appunto. Facendo peraltro del mondo un posto più divertente di quello che è: peccato, infatti, che così tante persone non la prendano sul serio, la satira…

#lepiubellefrasidiosho