I bollettini meteo e le creme “scioglipancia”

Tempo fa, sulla base delle mie esperienze personali, ero giunto alla conclusione di poter ritenere la categoria dei previsori meteorologici affidabile, nei propri bollettini (salvo rarissime eccezioni), quanto quella degli astrologi da rivista di gossip.

Ora, ripensando a ciò e avendo nel frattempo accumulato ulteriori testimonianze al riguardo, credo di essermi sbagliato. Sì, gli astrologi ci azzeccano di più. A quanto pare, tirare a indovinare vaticini con le congiunzioni astrali è più facile che inventare bollettini con le congiunzioni meteoriche, ecco.

Conseguentemente, basarsi sulle previsioni dei bollettini meteo che ordinariamente circolano sui mezzi di informazione e sul web e far dipendere da essi le proprie attività quotidiane, salvo sporadiche eccezioni (ma per la cui “convenienza meteorologica” sovente basta il più ordinario buon senso), è pratica ormai da degradare a un livello inferiore rispetto a quella del dar fede agli oroscopi dei rotocalchi, dunque da fissare al livello degli acquisti delle «creme scioglipancia» di Wanna Marchi.

Tuttavia, sia chiaro, la meteorologia vera è tutt’altra cosa rispetto alle “previsioni del tempo”, così come la nostra relazione con il mondo e con le sue fenomenologie naturali è tutt’altra cosa da quella praticata da chi il mondo lo vive dando fede ai “vaticini” degli oroscopi, alle televendite di prodotti miracolose e ai bollettini meteo farlocchi. In fondo il principio di base è lo stesso di quei prodotti-fake di Wanna Marchi: non era di lei che vendeva falsità la colpa maggiore, ma di chi le credeva. Già.

P.S.: sì, continuo la mia personale battaglia contro le “previsioni del tempo”, secondo me una delle cose più futili della nostra ordinaria contemporaneità. Una battaglia persa in partenza, forse: ma, nel caso, è una sconfitta che non mi provoca alcun dispiacere.

Date di scadenza

Ma se gli esseri umani, un po’ come per i beni e i prodotti deperibili, avessero a loro volta impressa da qualche parte sul corpo la personale “data di scadenza” (che potrebbe anche non coincidere con il momento del decesso, a ben vedere), secondo voi si comporterebbero meglio di come si comportano, oppure ancora peggio?

Forte Love! (?)

Eh no! Niente da fare, “caro” Grande Fratello che governi il web e profili tutti quelli che ci navigano… tranne lo scrivente!
Perché dopo avermi rifilato pubblicità di improbabili e ridicoli gadget religiosi, dopo averci provato con articoli riservati a persone di età ben maggiore della mia con relative “problematiche” di salute, come montascale a poltroncina e sospensori, dopo i numerosi inviti a eventi di sex dating, ora è la volta – nella mia casella email – di FORTE LOVE – Fail safe patogeno femminile (?).

“Femminile”, già.

Nulla da fare, appunto. Evidentemente non ce la fanno, quei profilatori a profilarmi.
Oppure, “esimio” Grande Fratello, potrebbe anche essere che abbiano bisogno di ferie, no?
Be’, intanto io attendo fiducioso nuove mirabolanti e dissonanti promozioni. Ecco.

P.S.: peccato, però! A metà prezzo, era una bella occasione.

Pubblicità mirata?!?

Dunque… in pochi giorni, nella casella di posta elettronica del sottoscritto (maschio, 47 anni), tra innumerevoli altre mail più o meno interessanti/utili/futili sono giunti:

  • Numerosi messaggi da mittenti femminili sconosciute, generalmente dall’estero, con oggetti (nel senso di titoli delle stesse) “ammiccanti”;
  • Diversi messaggi d’invito a siti in cui “esercitarsi” nel sex dating;
  • Un messaggio che pubblicizza il prodotto Gocce 7-Slim. Come districare il metabolismo e perdere peso;
  • Una mezza dozzina di messaggi pubblicitari di prodotti che “sostengono” e “favoriscono” le prestazioni sessuali (uno è lì sopra);
  • Un messaggio che pubblicizza sospensori;
  • Un messaggio da una società che produce montascale a poltroncina per persone con difficoltà di deambulazione.

Ora: caro, egregio, illustre (?!) Grande Fratello che governi il web e tutti noi che volenti o nolenti ci stiamo… forse che tu mi voglia dire qualcosa?

P.S.: comunque, posto quanto sopra, è un notevole sollievo constatare l’assenza tra le suddette mail di messaggi provenienti da onoranze funebri, produttori di casse mortuarie o monumenti cimiteriali. In tal senso forse non sono ancora così vecchio, per il web. Già.

Di sistemi di condizionamento emotivo-mentale occulti

Comunque, a volte mi sorge netta e assai vivida l’impressione che certi sistemi di condizionamento emotivo, e dunque pure mentale, siano ben più diffusi di quanto si possa credere, sovente celati in oggetti apparentemente banali e innocui.

Le confezioni termosaldate degli alimenti nella grande distribuzione, ad esempio – salumi, formaggi, eccetera -, in particolare quelle con le scritte, generalmente sugli angoli, “APRI QUI”.
Ecco, apri qui. Ti dici: bene, c’è scritto, bastano due dita, tirare un pochino, la confezione si aprirà come niente, no? Invece niente, appunto: di frequente la confezione non si apre affatto, tu tiri, tiri, tiri, t’inquieti, tiri, storci l’angolo e i lembi, tiri ancora, t’innervosisci sempre più… niente da fare, la confezione “APRI QUI” non s’aprirebbe nemmeno se a tirare i suoi lembi invincibili fosse il campione del mondo di forza bruta. C’è gente che per eccessiva fiducia verso il proprio apparato dentale (ha provato ad aprire la confezione pure coi denti, sì) s’è ritrovata a spendere un bel tot di Euro dal dentista, eh! Meno male che c’è un paio di forbici, in un cassetto della cucina, ma nel mentre che ti tocca intervenire con tale “piano B” ti arrovelli mente e animo chiedendoti con non poco astio: ma che ca…volo ce la mettono a fare, i maledetti, quella scritta APRI QUI? Che ti fanno pure male le punte delle dita, per quanto hai tirato inutilmente!

Caso opposto: confezione con scritta “APRI QUI” o “TIRARE QUI”, magari accompagnata con un’invitante “apertura facilitata, confezione richiudibile!”. Eh – ti dici – un gioco da ragazzi, per di più che è pure comoda, ‘sta confezione richiudibile (ovvero, l’orgoglio di aver fatto un buon acquisto, anche in senso pratico: roba mica da poco per chi non sia così avvezzo alla spesa quotidiana al supermercato). Così, sicuro di te stesso e di ciò che stai per fare, tiri leggerissimamente, ed ecco che la confezione ti si disintegra tra le mani, con il contenuto che inesorabilmente cade un po’ ovunque (di solito su un pavimento tirato a lucido da pochissimi istanti) e insieme cadono – verso abissi di cupo disagio – il tuo orgoglio ferito immantinente nonché, ovvio, il tuo umore.

Ecco. Ditemi se queste circostanze non finiscono per condizionarti la giornata!

O non finirebbero per: in fondo, basta servirsi del buon vecchio alimentari vicino casa, risolvendo la questione coi suoi bei pacchetti di carta, possibilmente riciclata/riciclabile. Certo, sempre che per via della proliferazione di megacentri commerciali e dei loro prodotti termosaldati sottocosto tre-per-due tessera-punti-ricchi-premi ce ne sia ancora qualcuno di tali negozietti, vicino a dove vivete.