Mareggiate montane

Il bello di abitare sulle montagne è anche che a volte è un po’ come abitare sul mare, ad esempio quando dalle nostre alture possiamo godere della visione di spettacolari “mareggiate” nebulose che nulla o quasi hanno da invidiare a quelle marine se non oceaniche.
“Quasi”, sì, perché quassù non ci sono navigli che spinti dai marosi vanno a schiantarsi contro le grandi scogliere montane e dunque, purtroppo, non vi sono tesori da recuperare dai loro relitti. Tuttavia, converrete che di “tesori”, forse anche più preziosi, qui ne abbiamo comunque e, non a caso, proprio così si chiama il monte dal quale è stata presa l’immagine: Tesoro, già.
Tutto torna, insomma, esattamente come le onde del mare che tutte tornano, prima o poi, a una riva.

(La foto è di Giovanni Barbagianni Tornionero, che ringrazio di cuore per avermi concesso di pubblicarla qui.)

Case-UFO sul “pianeta” montagna

[La “Futuro House” di Matti Suuronen a Dombay, Russia. Immagine tratta da qui.]
[Immagine tratta da qui.]
Di case a forma di disco volante ne sono state fatte, in giro per il mondo, fin dal momento in cui il mondo ha “scoperto” i dischi volanti. Ne sono state fatte anche in montagna, ovviamente, e devo dire che lassù, sui pendi innevati neve o con lo sfondo delle vette rocciose, queste case bizzarre assumono se possibile un aspetto ancor più particolare, più… “ufologico”.

[La “Chesa Futura” di Foster+Partners a Sankt Moritz, Svizzera. Immagine tratta da qui.]
Forse perché maggiormente che altrove danno l’impressione, a prima vista, che sul serio lassù sia atterrata un’astronave aliena, o forse, mi viene da pensare, perché in qualche modo la montagna è un pianeta a sé, un mondo diverso rispetto a ogni altro nel quale, quando ci stiamo e lo attraversiamo, siamo un po’ tutti esploratori spaziali, di un “spazio” che offre moltissimo ancora da scoprire e che probabilmente non scopriremo mai del tutto se non sapremo entrare in contatto autentico con la sua particolare dimensione.

[Un’altra casa-UFO “atterrata” a San Maurizio d’Opaglio, Piemonte. Immagine tratta da qui.]
Per tale motivo, ci siano pure case-UFO sui monti ma spesso gli “alieni” sono gli umani che arrivano lassù senza capire bene dove stanno, mal comportandosi di conseguenza. “Alieni” dacché alienati rispetto al luogo, ecco.

P.S.: se anche voi, durante le vostre esplorazioni del pianeta Terra, avete avvistato altre case-UFO “atterrate” da qualche parte sui monti, fatemelo sapere!

Sabato pomeriggio

Sabato pomeriggio, ore 17. Laggiù in città è l’ora di punta dello shopping settimanale, mi posso immaginare l’affollamento delle vie sulle quali s’affacciano i negozi e vedo l’intenso traffico in entrata e in uscita dal centro, con le auto in coda sulle strade principali. Il rumore giunge fin quassù dove stiamo io e Loki e ammetto che un poco mi disturba, mi dà fastidio che questo luogo così bello, placidamente quieto e capace di regalare vedute tanto spettacolari, veda intaccata la propria amenità da quel rumore di fondo, inevitabile, anche comprensibile ma non per questo meno spiacevole. D’altro canto, tale sensazione viene ben bilanciata dal sottile piacere di restarmene qui, ai margini del silenzio e dell’ombra accogliente del vecchio castagneto che ammanta questo versante del monte, sotto un cielo che sa già di primavera nonostante la brezza quasi fredda che fluisce da Settentrione, vicino nella distanza ma lontanissimo nella mente dal caos cittadino, a godermi questi attimi di preziosa tranquillità che, a ben vedere, sono tra le poche cose che mi rendono sopportabile il gran rumore laggiù. Da quassù di più, però.

Il mondo salverà il mondo #9

(Cliccate qui, per capire meglio.)

#9: Ivan Fedorovich Choultsé, Winter morning in Engadine, 1930~

C’erano belle montagne, in Ucraina

[Foto di Robert-Erik, opera propria, CC BY-SA 4.0, fonte: commons.wikimedia.org.]
Quella che potete ammirare nell’immagine era l’Hoverla (in ucrainoГове́рла), alta 2061 m: la montagna più elevata dei Carpazi ucraini e di tutta l’Ucraina.

Scrivo “era“, già, e non per errore: visto quanto sta accadendo, chissà se queste meravigliose montagne “esisteranno ancora”, per noi, o se “spariranno” dietro una nuova, maledetta, scellerata cortina di ferro.