«Il mondo salverà il mondo»: in che senso?

Nel senso dei paesaggi del mondo, della loro bellezza primordiale, fondamentale e salvifica (appunto) che l’arte sa esaltare più di ogni altra cosa umana, dell’importanza vitale della relazione che possiamo e dobbiamo intessere con essi, ovunque ci troviamo e per quanto tempo ci stiamo – un’ora sola o una vita intera – al fine di godere della «possibilità di uscire dal regno orizzontale delle relazioni sociali per entrare in quello verticale dove la terra e il cielo, la materia e lo spirito sono allineati» (Rebecca Solnit). Perché «la bellezza salverà il mondo» e il mondo con i suoi paesaggi è “la” bellezza, dalla quale nasce ogni altra inclusa quella che anche noi umani possiamo concepire, creare e contemplare. E dalla quale nasce anche la salvezza: di noi, del mondo, e di ogni altra cosa.

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