Il Modulo Lunare LEM si sgancia dal Modulo di Comando Apollo e comincia la discesa verso la superficie della Luna.
(Immagine tratta da qui.)
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19 luglio 1969, ore 19.38 (IT)
Vista dal Modulo di Comando dell’Apollo 11 verso la parte Nord-Est della Luna, sorvolando il cratere Mendeleev. Il cratere Moissan domina il primo piano dell’immagine, mentre il cratere Richards è oltre la punta estrema della catena Mendeleev.
(Immagine tratta da qui.)
INTERVALLO – Firenze, “Gallibreria”/Centro Di
Una libreria che è anche una galleria d’arte, un archivio, un luogo per esposizioni artistiche di varia natura, di incontri pubblici e seminari. La Gallibreria è il multiforme spazio aperto da giugno 2018 a Firenze dal Centro Di – Centro di Documentazione Internazionale sulle arti, fondato nel 1968 da Alessandra e Ferruccio Marchi e divenuto, tra le altre cose, una delle più rinomate case editrici italiane di volumi d’arte, architettura, arti decorative, archeologia, cataloghi di mostre e libri d’artista, con un archivio di oltre 25.000 titoli ora reso fruibile proprio grazie alla Gallibreria. Nei suoi ambienti, accanto alla vendita dei volumi, è proposta una serie di mostre tematiche sui libri con i libri: sei esposizioni all’anno, allestite partendo da una speciale selezione di volumi dall’archivio storico e da collezionisti privati a cui si aggiungeranno nuove edizioni nazionali e internazionali, con il preciso intento di comporre una ideale bibliografia del tema proposto, partendo dal passato e arrivando fino agli esiti più recenti.
Cliccate qui, per visitare il sito web della Gallibreria e conoscerne ogni cosa.
La maschera di Nabokov
«Pensa mai ai suoi lettori quando scrive?»
«No», dichiara Nabokov, «non quando scrivo. Ma a volte mi capita di sognare una sala piena di lettori dei miei libri, e tutti quei lettori tengono davanti al viso una maschera che è il ritratto di Vladimir Nabokov.»
(Jan Brokken, Bagliori a San Pietroburgo, Iperborea, 2017, traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo, pagg.157.)
Armonie urbane
Le città, in fondo ancora più che gli spazi naturali, devono basarsi sull’armonia – e non solo urbanisticamente o architettonicamente.
Se il paesaggio in Natura è il frutto della percezione culturale di un territorio già formato e semmai solo modificato dall’uomo, il paesaggio in città deve rappresentare la percezione – comunque culturale – del territorio che l’uomo può e deve formare, e che la Natura può solo ingentilire.
Quando ciò accade, le città possono essere luoghi autenticamente vitali. Altrimenti la sciatteria e il caos urbani sono dietro l’angolo di ogni loro edificio.
