Proverbio per i leccapiedi

Proverbio per i potenti: se qualcuno ti lecca le scarpe, mettigli il piede addosso prima che incominci a morderti.

[Valéry nel 1938. Foto di Studio Harcourt, vedi qui.]

(Paul ValéryCattivi pensieri, Adelphi Edizioni, 2006.)

Si può leggere anche al contrario, come “proverbio per i leccapiedi”: se leccate le scarpe a qualcuno, vi metterà il piede addosso prima che possiate fare altro.

La maggioranza

Se pensi come la maggioranza, il tuo pensiero diventa superfluo.

[Valéry nel 1938. Foto di Studio Harcourt, vedi qui.]
(Paul Valéry, Cattivi pensieri, Adelphi Edizioni, 2006.)

Gli intellettuali sono pericolosi

[Immagine tratta da beirut-today.com, fonte originale qui.]
Il brutale omicidio dell’intellettuale libanese Lokman Slim mette ancora una volta in luce come da sempre, nella storia dell’umanità, gli intellettuali siano considerati dal potere i nemici principali, ben più che quelli geopolitici con i quali si combattono le guerre e poi, una volta finite, si stringono alleanze. L’intellettuale, quando non abdichi al valore socioculturale della sua figura per “vendersi”, rimane un pericolo assoluto in forza della propria intelligenza critica, della consapevolezza civica e della libertà di pensiero che ne deriva: tutti elementi radicalmente avversi a qualsiasi forma di potere e di qualsivoglia segno, colore, matrice, che miri al costante rafforzamento della propria egemonia a scapito dei diritti e delle libertà della comunità ad esso sottoposta.

Anche per questo, ultimamente, il termine “intellettuale” viene sovente utilizzato con accezione quasi spregiativa da certi personaggi politici e dai media ad essi sodali, associandolo a raffigurazioni elitarie, snobistiche, egocentriche e così via. Ora, senza entrare nel dibattito al riguardo per non dilungarmi eccessivamente su altri temi (peraltro già trattati, qui sul blog: l’ultimo contributo è qui, altri in ordine sparso li trovate qui), se in certi casi quanto appena rimarcato è vero, non è sicuramente una questione di termine e di suo senso assoluto ma di persone, e di loro (scarsi) coerenza, onestà intellettuale, autentico civismo, dunque di bieco sovvertimento di quel senso: ovvero, sono i casi in cui accade quanto accennavo poco sopra, la rinuncia della figura in questione alle proprie prerogative socioculturali per inseguire mere mire di comodo, per motivi magari comprensibili ma non sempre (anzi, quasi mai) ammissibili, appunto.

Lokman Slim – scrittore, editore, promotore culturale e attivista politico – era scomodo a chi vuole dominare il suo paese perché intellettuale e intellettualmente libero: come riporta l’articolo di “Internazionale” che potete leggere cliccando sull’immagine in testa al post, Slim «sapeva di essere sconvolgente con le sue prese di posizione», ciò perché la libertà di pensiero è sempre sconvolgente per chiunque invece voglia regimentarla, ordinarla, conformarla funzionalmente ai propri interessi di potere. Accade da sempre, da millenni, è accaduto ancora – in Libano come in molti altri paesi, anche di quelli apparentemente più “avanzati”, accadrà di nuovo. E finché gli intellettuali, i veri, liberi, illuminanti, rivoluzionari intellettuali, verranno assassinati, questo mondo non potrà affatto dirsi civile, avanzato e progredito. Per nulla.

Gli astuti infausti

[Foto di Sarah Richter da Pixabay]
Spesso si crede che le persone “intelligenti” siano anche quelle “astute”, come se i due termini fossero sinonimi, ma in realtà c’è una bella differenza: la persona intelligente è quella che capisce le cose, la persona astuta è quella che fa credere di averle capite.
Ecco: temo che, in circolazione e forse proporzionalmente ancor più in posizioni di comando e influenza, ci siano molte più persone astute che intelligenti. Per questo alcuni credono o s’illudono che il mondo sia più razionale (e raziocinante) di quanto in realtà non sia; d’altro canto, basterebbe ben poca intelligenza per capire lo stato di fatto e non far finta – per un’astuzia indotta e invero grossolana – che viceversa vada tutto bene così.
Il che spiega anche l’infausta presenza nei posti di comando di quelle persone così mendaci, tra l’altro. Già.

Gli idioti

Idiota (s.m.). Membro di una grande e potente tribù che nel corso dei secoli ha sempre esercitato un dominio assoluto sulle vicende umane.

[Frances Soulé Campbell, ritratto di Ambrose Bierce, 1909; fonte: qui.]
(Ambrose BierceDizionario del diavolo, scelta e introduzione di Guido Almansi, traduzione di Daniela Fink, TEA, 1988.)