Montagne lombarde: decine di milioni di Euro, zero idee

Di nuovo mi tocca noiosamente (viste tutte le volte che già l’ho dovuto fare, e chiedo venia per ciò) evidenziare lo sconcerto che si manifesta in me nel leggere notizie come quella a cui si riferisce l’immagine qui sopra (cliccateci sopra per leggerla). Interventi che ogni volta vengono pomposamente presentati come fossero la “soluzione ideale” alla realtà dei territori montani ma che invece non fanno altro che dimostrare palesemente la TOTALE mancanza di visione strategica e parimenti politica nei confronti delle nostre montagne e del loro sviluppo futuro. Nessuna progettualità, nessuna reale programmazione a medio-lungo termine, nessun piano di interventi strutturali che sostenga l’intero territorio in oggetto e tutta la sua comunità. Tutto resta legato ai soliti vecchi, spesso fallimentari modelli, alla monocultura dello sci, alla montagna come bene di consumo da vendere all’ingrosso al cliente-turista, come fossimo ancora negli anni Settanta del Novecento: forse, mi viene da pensare, perché spendere i soldi in questo tipo di turismo sciistico è facile e non serve avere molte idee per farlo come invece ne abbisognerebbero per progettualità più strutturate, e parimenti così è più facile formulare mirabolanti dichiarazioni propagandistiche accompagnate da sorrisoni vanagloriosi esibiti alla stampa!

Insomma: non c’è nessuna nuova intuizione, iniziativa, idea riguardante tutte quelle belle parole che così spesso sentiamo proferire nei succitati discorsi pubblici: “destagionalizzare”, “sostenibilità”, “sviluppo”, «integrazione tra sport, natura e ambiente» (sic)… e ugualmente non c’è nulla che vada realmente e concretamente a favore di chi abita i luoghi, di chi li vive e li rende vitali a prescindere da ogni altra cosa. Anzi: nello specifico, per farla breve, si vuol fare che gli sciatori a Bobbio arrivino e se ne vadano più rapidamente di prima – un turismo mordi e fuggi all’ennesima potenza, insomma: proprio ciò che serve alla montagna! – nel mentre che si pensa soltanto a far trovare loro un facile parcheggio (come dite? “Mobilità sostenibile”? Non pervenuta, mi dispiace). Ancora peggio, ai Piani di Artavaggio, diventati negli ultimi anni un esempio emblematico e virtuoso di rinascita post sciistica studiato anche da oltre i confini regionali (parlo per esperienza diretta) e apprezzato proprio per la sua pressoché ritrovata naturalità, si vuole ricominciare a sviluppare un luna park impiantistico: certo, in montagna camminare per qualche minuto sulla neve per tornare alla stazione della funivia è un crimine contro l’umanità, no?
Un’autentica follia, insomma. Anzi, per restare in tema, il “crimine” potenziale – a danno della bellezza del luogo e al suo buon futuro – è proprio quello che i promotori del progetto in questione vorrebbero realizzare.

Ma forse questi figuri non ce la fanno, non ci arrivano proprio a vedere la realtà effettiva delle cose e a comprenderla, come fossero accecati – qui in Lombardia – da due grandi scritte al neon: “ELEZIONI 2023” e “OLIMPIADI 2026”! E come se non esistesse altro che lo sci e tutto andasse bene, come se il mondo nel frattempo non stesse andando altrove (non solo dal punto di vista climatico) e le montagne, per quegli amministratori, rimanessero null’altro che spazi da far monetizzare il più possibile (a favore di chi, poi?) e senza alcuno scrupolo per la loro essenza culturale, sociale, ambientale. Risultato, in tal caso: altri undici milioni sottratti al buon futuro dei territori montani.

A quanto ammonta ora il totale dei soldi buttati al vento dei monti? Ma ci rendiamo conto di quanto denaro sta venendo sprecato in questi modi? E di quante cose si potrebbero realizzare per sostenere realmente e compiutamente l’economia dei territori di montagna?

Fatto sta che il denaro per queste iniziative lo si trova sempre facilmente ma nel frattempo, mi dicono dall’alto Lario, in questo periodo per trovare un medico di base bisogna percorrere quasi 50 km su strade per la gran parte di montagna. Costruire impianti sciistici dove non nevica quasi più, sparare neve finta e realizzare megaparcheggi da utilizzarsi per poche settimane all’anno evidentemente in Lombardia è più importante che salvaguardare e sviluppare la sanità pubblica o potenziare altri servizi primari per le comunità che vivono in questi territori, già.

“Sviluppo integrato delle aree montane”? Sì sì, proprio vero. Complimenti!

Un talk condiviso sul buon sviluppo della montagna, giovedì ai Piani Resinelli (aperitivo incluso!)

È un onore e un piacere essere ospite di Resinelli Tourism Lab per chiacchierare di montagne nel ciclo di talk PERSONEFANNOCOSE, giovedì prossimo 28/07 alle 19.30 ai Piani Resinelli. Ancor di più lo è perché sarò presente lassù, ai piedi della meravigliosa Grignetta, non per insegnare qualcosa ma per imparare moltissimo: da chi interverrà, dal loro legame con il luogo e la sua essenza, dal luogo stesso, dal paesaggio narrante innumerevoli storie, da quella dimensione speciale nella quale si può entrare ogni qualvolta saliamo su una montagna scoprendoci sempre qualcosa di nuovo, prezioso, illuminante. Qualcosa che possiamo imparare, assimilare, comprendere per poi “riportare” alla montagna (da residenti stanziali tanto quanto da visitatori occasionali, la cosa non cambia), contribuendo fattivamente al suo più virtuoso sviluppo così da salvaguardarne l’essenza tanto fondamentale. In fondo la montagna non potrebbe offrirci il suo paesaggio così straordinario se noi non fossimo capaci di percepirlo, comprenderlo, elaborarlo e apprezzarlo: su questa relazione armonica si fonda il senso e la sostanza della nostra presenza sui monti, e la possibilità di costruire lassù il miglior futuro possibile, a favore dei territori di montagna, di chi ci vive e li fa vivere ma, in fondo, a vantaggio di chiunque.

Dunque vi aspetto, giovedì alle 19.30 ai Piani Resinelli presso la sede dell’Ufficio Turistico, di fronte alla chiesetta dei Piani. Ricordate che la prenotazione è obbligatoria alla mail resinellitourismlab@gmail.com, mentre per saperne di più su PERSONEFANNOCOSE, date un occhio qui. Non mancate, ci sarà da divertirsi – e da mangiare/bere, il che non guasta affatto, no? 😉

PERSONEFANNOCOSE e me, giovedì 28/07

Per saperne di più, cliccate sull’immagine!

Ci vediamo giovedì 28 luglio prossimo, nella meravigliosa frescura montana dei Piani Resinelli! 😉

Una Caccia al Tesoro Poetico, a Colle di Sogno!

REMINDER!
Una particolarissima caccia al tesoro in un particolarissimo nucleo montano… non può che uscirne un’esperienza particolarissimamente intrigante!

Sabato 23 luglio alle 18.00, a Colle di Sogno (Carenno), uno dei più bei borghi delle Prealpi Lombarde a quasi 1000 m di quota (alla faccia della canicola in basso); la prenotazione è obbligatoria qui: segreteria@teatroinvito.it oppure su Whatsapp al 339.860.18.38. L’ingresso è di 5 Euro ma l’uscita, da un evento così bello non avrà prezzo, statene certi!

Per saperne di più, cliccate sull’immagine lì sopra.

A monte lo spettacolo!

In certi casi, per apprezzare al meglio uno spettacolo artistico, bisogna mandarlo a monte!

O meglio al monte, ovvero farlo salire di quota, in alcune località montane di particolare suggestione o che abbiano montagne a far da scenografica quinta naturale, e lì proporre eventi non solo originali e divertenti ma pure formativi, a loro modo, nei confronti dei luoghi stessi e della loro bellezza paesaggistica.

A far ciò ci pensa Teatro Invito con una delle sue intriganti rassegne diffuse nel territorio lecchese e nelle zone limitrofe: A MONTE LO SPETTACOLO!, undici appuntamenti artistico-culturali, uno diverso dall’altro, in altrettante località tra lago e montagne, da luglio a ottobre, e con uno slogan tanto semplice quanto bello: vivere la natura per amare la cultura. Il quale funziona altrettanto bene e con immutato valore anche invertendo i “fattori”: vivere la cultura per amare la natura.

Veramente bello e attraente, no?

Se potete, partecipate a qualche evento: ne vale la pena, statene certi. Per mio “interesse di parte”, vi segnalerei soprattutto l’appuntamento di sabato 23 luglio a Colle di Sogno, luogo per me speciale, ma, ribadisco, ogni evento del calendario è intrigante. D’altro canto, l’organizzazione e la cura di Teatro Invito è garanzia sia di qualità assoluta che di divertimento assicurato.

La locandina della rassegna è lì sopra, potete cliccarci sopra per ingrandirla: insomma, non vi resta che (m)andare a monte anche voi!