A Sua immagine e somiglianza?

Senta, Dio
Ecco, io sarei agnostico, dunque non so se Lei esista o meno e non ritengo sostanzialmente valida alcuna tesi a sostegno dell’una o dell’altra ipotesi (nonostante la realtà dei fatti terreni faccia ritenere più plausibile il “meno”… ma è un altro problema, questo), d’altro canto per lo stesso principio posso anche ipotizzare che esista veramente e che sia stato effettivamente Lei a dare vita alla creazione del mondo, dunque mi permetto di chiederLe: ma quando disse, almeno come è scritto nella Genesi 1,26-28:

«“Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”. Dio creò l’essere umano a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e Dio disse loro: “Fruttificate e moltiplicate e riempite la terra e sottomettetela; e dominate i pesci del mare e gli uccelli del cielo e tutti i viventi che si muovono sulla terra”.»

Ecco, quando disse ciò, ovvero ripensando a quando lo disse… non è che si è reso conto di aver detto una gran ca… ehm, voglio dire… non è che si è pentito di tutta questa magnanimità nei confronti del genere umano? E che, quando ha detto “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza”, in verità l’ha sparata parecchio grossa, e non l’ha fatto esattamente a Sua immagine e somiglianza ma, diciamo, gliel’ha fatto credere, che tanto l’uomo è effettivamente un po’ scemo e tende a dare credito facilmente anche a cose del tutto strampalate e prive di qualsiasi fondamento, basta che siano utili a gonfiare il suo ego e a fargli guadagnare qualche tornaconto?

Voglio dire: una parte del genere umano ha fatto cose meravigliose e strabilianti, certamente, tuttavia l’altra parte, quella che ha fatto cose spaventose e assai perniciose, sembra essere più impattante della prima, oggi anche più che nel passato. Tutte le altre specie viventi del pianeta Terra lo sanno ormai bene, purtroppo per loro.

Ora, non che se avesse fatto i delfini, o gli orsi oppure i leoni “a Sua immagine e somiglianza” vorrebbe automaticamente dire che le cose sarebbero andate meglio. Non lo si può sapere, chiaro. Anche in tal caso, dunque, sono agnostico – nonostante la realtà dei fatti terreni mi faccia pensare che sarebbe piuttosto plausibile…
Ma, appunto, non è il caso di speculare troppo. Che di problemi ingombranti la mente, quaggiù sulla Terra, ce ne abbiamo fin troppi, già.

Insomma, alla fine, pur da agnostico, non mi dispiacerebbe se Lei, Dio, esistesse sul serio e sistemasse le cose, qui. Ce n’è proprio bisogno, visto che noi esseri umani, vanitosamente “certi” di essere fatti a Sua immagine e somiglianza ma palesemente incapaci di mettere a frutto una tale dote divina, non ne siamo proprio capaci, a quanto pare.

P.S.: l’illustrazione in testa al post è del grande Bruno Bozzetto, che ho avuto la bella fortuna di conoscere e di farci insieme una bella camminata/chiacchierata sui “nostri” monti – siamo conterranei, già. Cliccateci sopra per visitare il suo sito web.

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Monkey Punch (1937-2019)

Notizia triste, accidenti.
Leggo che è morto Monkey Punch, all’anagrafe Kazuhiko Kato. È il creatore di Lupin III, da cui poi fu tratto il celeberrimo, affascinante cartone animato col quale, lo posso ben dire, sono venuto grande – e con me chissà quanti altri dai 40 in su, immagino. Aveva 81 anni ed è morto lo scorso 11 aprile, ma la notizia è stata diffusa solo oggi.

«Ciao ciao Zazzà» soleva dire Lupin fuggendo per l’ennesima volta al suo irriducibile nemico, l’ispettore Zenigata. Ciao ciao Monkey Punch! – ora tocca mestamente dire parafrasando Lupin a noi, suoi irriducibili fans.

Il mondo di oggi nella matita appuntita (e pungente) di Quino

Joaquín Salvador Lavado Tejón, in arte Quino, è conosciuto ovunque e da tutti per essere il “padre” di Mafalda. Meno conosciute invece, proprio perché nascoste, per così dire, dalla grande popolarità della ragazzina terribile – e terribilmente sagace -, sono le tante altre sue tavole che in poche vignette, con pungentissimo humor e illuminante chiarezza (per di più senza nemmeno aver bisogno di dialoghi) riescono a illustrare alcune delle più controverse verità del mondo in cui viviamo.

Come la tavola qui sopra, dedicata al rapporto o, meglio, all’antinomia tra libertà e potere, o quella sottostante, che ancor meno abbisogna di commenti. Lavori, peraltro, anche di qualche lustro fa eppure sempre attualissimi. Drammaticamente attuali, per questo di gran valore e meritori di massima conoscenza, quella che nel mio piccolo sto cercando di agevolare ora, qui.

DisneItaly

Un topo terrorizzato dalla visione di un topo, un cane che porta a spasso al guinzaglio un cane.

Non so, ma a me il “magico” (o squinternato, semmai) immaginario disneyano fa venire in mente l’Italia contemporanea

(Ma obiettivamente l’Italia degli ultimi anni fa più ridere dei cartoni Disney, eh!)

Claudio Cristiani, illustratore

Resto sempre estremamente affascinato nell’ammirare l’opera dei migliori illustratori, perché il disegno è un’arte che conserva in sé un qualcosa di unico, rispetto alle altre discipline figurative. Forse perché è quella attraverso cui la rappresentazione di ciò che abbiamo intorno o di ciò che non c’è ma può esserci nella nostra fantasia si mantiene – se così posso dire – “affabile”: se l’arte visuale propriamente detta oggi tende a (o pretende di) soddisfare la mente, il disegno continua come poche altre cose a saper soddisfare il cuore, senza troppe fughe verso l’ambito concettuale, appunto, ma restando coi piedi per terra, che tuttavia usa per compiere viaggi inimmaginabili e sovente meravigliosi.

Per questo trovo affascinanti i lavori di Claudio Cristiani, illustratore di mirabili capacità figurative e artistiche: perché sì, il disegno di tal livello è arte nel senso più pieno del termine, è rappresentazione della realtà attraverso doti figurative eccezionali e lo è anche nel caso di un lavoro eseguito per un libro di scuola – anzi: per come possa e sappia sollecitare la fantasia dei suoi lettori, così come in ogni altro caso il disegno sa fare rispetto a illustrazioni di altro genere proprio per quella sua dote di affabilità espressiva, lo è anche di più.

In ogni caso volevo scrivere di Claudio Cristiani per un paio d’altri motivi, diversi da quanto finora detto (ah, peraltro quello in testa al post non è che uno “schizzo”… ho detto tutto!): primo, perché delle sue così grandi capacità artistiche sono molto invidioso (beh, ingiustificatamente, ovvio; il disegnatore era una delle cose che avrei voluto fare, da ragazzino, proprio perché l’ho sempre vista come un’espressione grafico-artistica di e della grande libertà creativa individuale); secondo, perché siffatto grande illustratore ho la fortuna di conoscerlo. E conoscere persone così in grado di creare cose belle è un po’ come essere dotati di un ombrello quando scoppia un acquazzone improvviso e la gente d’intorno non ce l’ha.



Cliccate qui per visitare la pagina di Claudio Cristiani nel sito dell’Associazione Autori di Immaginivisionare altri suoi lavori e così conoscerne meglio l’arte.