
La grande ed eclettica eleganza della sua musica è ben rappresentata dall’ultimo lavoro pubblicato, proprio in concomitanza dei suoi 60 anni: un cofanetto di 3 cd tra i quali uno contiene il personale omaggio di Fresu ad un mito che credo pochi accosterebbero facilmente all’universo jazz, David Bowie, la cui poliedrica e immortale grandezza, tuttavia, lo stesso Fresu rimarca come sia sempre stata molto attinente al jazz e alla sua cultura. Ne scaturisce la rilettura tanto rispettosa quanto particolare di alcuni dei brani celeberrimi di Bowie, tra i quali quello che, a mio parere, forse Fresu riesce a rendere maggiormente proprio pur salvaguardandone il fascino originale è Space Oddity – in qualche modo così indennizzando il pregio autentico del brano rispetto alla precedente “versione italiana” del 1970, quella caratterizzata dal (secondo me) pessimo testo che scrisse Mogol convincendo Bowie che fosse fedele al proprio quando invece non c’entra(va) nulla.
Ma, tali facezie a parte, l’intero omaggio bowieano di Fresu è alquanto pregevole e affascinante, rappresentando un emblematico “omaggio di rimando” a uno dei migliori artisti musicali italiani in assoluto, il cui ascolto risulta sempre un’esperienza rigenerante e riequilibrante. Insomma: we can be heroes just for one day and Fresu for sixty years!


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