“I Tesori della DOL” a Milano – in prima assoluta!

Lo scorso luglio 2017 la 5a edizione de In Viaggio sulle Orobie, il trekking culturale (nel senso più ampio dell’aggettivo) organizzato dalla rivista OROBIE, ha percorso la DOL – Dorsale Orobica Lecchese, uno degli itinerari montani più belli delle Alpi Centrali. È stata un’edizione speciale, avente il preciso scopo di rilanciarne e valorizzarne la bellezza paesaggistica e le infinite potenzialità turistiche del percorso, peraltro ricco di autentici “tesori” naturali, storici, architettonici, etnografici. Al punto che dal Viaggio, e dalle tante suggestioni scaturite in quei giorni di cammino e nei mesi successivi, è nato un docu-film che rappresenta la più affascinante e illuminante testimonianza del trekking e, in primis, della bellezza e del valore della dorsale: I Tesori della DOL, con la prestigiosa “firma” del regista Carlo Limonta, che sarà presentato in anteprima assoluta giovedì 19 aprile presso la sezione SEM – Società Escursionisti Milanesi – del CAI, a Milano. Una “prima” imperdibile per una pellicola assolutamente affascinante, che parlando della DOL, delle genti, dei paesaggi, delle culture – e ovviamente parlando e facendo parlare i viaggiatori che hanno composto il gruppo in cammino – parla di una storia di montagna meravigliosa e assai emblematica, e di come un territorio apparentemente “secondario” rispetto ad altre aree turisticamente più sviluppate (e per questo a volte fin troppo degradate) possa invece non solo essere rilanciato ma divenire addirittura un modello di sviluppo e di evoluzione turistico-culturale tra i migliori possibili. E di sicuro I Tesori della DOL e la grande perizia artistica di Carlo Limonta, film maker pluripremiato e unanimemente apprezzato, sono il più spettacolare biglietto da visita per la DOL e le sue montagne.

Dopo il 19 aprile il film comincerà un tour promozionale che mi auguro lungo e proficuo: per il momento segnatevi anche la data del 29 aprile, quando I Tesori della DOL verrà proiettato splendida chiesa di San Nicola in Lemine ad Almenno San Salvatore (Bergamo), in una sorta di chiusura d’un circolo virtuoso, visto che proprio in questo luogo il 16 luglio 2017 si concluse il Viaggio sulle Orobie lungo la DOL!

Ma seguiranno molti altri appuntamenti con il film, ai quali mi auguro parteciperete. E, nel caso, ne resterete profondamente affascinati, ne sono certo: dunque, per evitare di farvi trovare impreparati, tenete pronto lo zaino e un buon paio di scarponi, per quando tornerete dalle proiezioni!

Enrico Camanni, “Il Cervino è nudo”

Intorno al 1930, in prossimità di un colle alpino tra il Piemonte e la Francia il cui toponimo pare risalga ad un cippo di pietra ivi presente (Petra sistaria, ovvero “sesta pietra”) misuratore di distanza dalla città più vicina, e fino ad allora abitato da pochissimi allevatori di bestiame, succede qualcosa che cambia drasticamente il destino della frequentazione ludico-ricreativa delle Alpi: nasce la prima località di villeggiatura interamente pensata a beneficio dei turisti e totalmente svincolata dalla realtà del luogo e dei suoi abitanti: Sestriere. Una vera e propria cittadella dello sci o, per meglio dire, un pezzo di città ricreato in quota, con tutti gli annessi e connessi tipici d’una grande conglomerazione urbana. È un evento che cambia totalmente e drasticamente, appunto, il modo di frequentare turisticamente la montagna dacché costruisce un nuovo immaginario alpino – anzi, di nuovo, che riproduce un immaginario sostanzialmente urbano in un contesto montano, così che il turista (per semplificare al massimo il concetto di fondo) si possa sentire a casa propria anche a 2.000 metri di altezza, in pieno inverno e con tanta neve intorno.

Sestriere diventa un progetto modello per molte altre stazioni di montagna: in particolare, solo qualche anno dopo, comincia l’edificazione di un’altra località completamente progettata a beneficio dei villeggianti e, sotto molti aspetti, di ancor più drastica realizzazione (e impatto ambientale) rispetto a Sestriere: Cervinia, nome “artificiale” (e molto ispirato all’immaginario fascista, al tempo al potere in Italia) per un agglomerato urbano che cambia i connotati di una delle zone montane più peculiari dell’arco alpino occidentale, la conca del Breuil dominata dalla iconica e spettacolare mole del Cervino.

L’essenza e la sostanza di Cervinia, di natura architettonico-urbanistica, ambientale ma ancor più antropologica, sono del tutto emblematiche in merito allo sviluppo antropico delle vallate alpine votate al turismo degli sport di montagna – in particolar modo di quelli invernali: Enrico Camanni, scrittore e giornalista torinese tra i massimi esperti italiani di cultura di montagna, ne analizza realtà, significati e conseguenze in Il Cervino è nudo (Liasion Editrice, 2008), un volumetto tanto veloce e agile (sono solo 65 pagine) quanto denso di contenuti e di riflessioni illuminanti, soprattutto per maturare un quanto mai necessario sguardo consapevole verso la realtà della montagna italiana moderna e contemporanea nonché l’altrettanto necessaria visione di un “buon” futuro per essa []

(Leggete la recensione completa de Il Cervino è nudo cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Si può visitare un “Sogno”? Sì: salendo sul suo “Colle”, domenica 18 marzo!

Questa prossima domenica 18 marzo, dalle ore 14.30, tornerò a farvi da guida alla bellezza, alle peculiarità storiche e architettoniche, al fascino e al Genius Loci di Colle di Sogno, uno dei più bei borghi di montagna delle Prealpi lombarde, autentico piccolo/grande tesoro di cultura capace di narrare una storia poetica che sa coinvolgere chiunque. Camminando tra le vie del borgo, immersi nel suo incanto di pietra e di legno quale fulcro di un paesaggio naturale sublime e maestoso, vi racconterò una storia fatta di tante storie, di genti, animali, alberi, usanze, tradizioni, emozioni, percezioni, di un’identità che è la personalità del Genius Loci di un luogo così potente e peculiare. È l’ecostoria – ovvero la storia impressa e narrata direttamente dai luoghi, più che sui/dai libri – di un forte legame tra l’uomo e il paesaggio costruito lungo i secoli e tutt’oggi ben presente, nonostante lo spaesamento generato da un progresso che dei luoghi come Colle di Sogno ha troppo spesso ignorato la cultura fondante. Ma la resilienza è in atto, e trova la più solida base proprio nella bellezza del luogo e della sua storia: in fondo, averne conoscenza, comprenderne il valore, entrare in essa e fare in modo che il luogo entri in chi lo visita e lo conosce, è la migliore, reciproca forma di salvaguardia e di godimento di quella bellezza. Che può salvare il mondo, appunto: proprio come sancì il dostoevskijano Principe Myškin – ma pure, più pragmaticamente, come può sancire chiunque visiti Colle di Sogno!

Cliccate qui accanto sulla locandina dell’evento – a dir poco eccezionale, visto che vi consentirà di mangiare ottime caldarroste in piena primavera! E in quale altro posto al mondo le potere trovare? – in cui la visita al borgo è inserita per saperne di più, e mi raccomando: non mancate! Sarà l’occasione per la scoperta e la conoscenza di un luogo che vi resterà nel cuore, ne sono certo!

Ci sono draghi, mostri e creature spaventose ovunque – anche in RADIO THULE, questa sera su RCI Radio!

Questa sera, 29 gennaio duemila18, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 6a puntata della stagione 2017/2018 di RADIO THULE, intitolata Un mostro sull’uscio di casa. Il Bés Gatòbe e gli altri “draghi” delle Alpi e d’Europa!

Probabilmente, non esiste angolo non antropizzato del pianeta che non nasconda in qualche suo recesso naturale – bosco, montagna, valle, grotta, specchio d’acqua o che altro – il proprio “mostro”. Anche sui monti sopra la radio vive(va) e terrorizza(va) gli abitanti il leggendario Bés Gatòbe, il quale altro non è che la riedizione in chiave locale di un mito criptozoologico presente non solo tra le profonde vallate alpine ma un po’ in tutto il continente europeo (ma pure, in diverse forme, in altri continenti). Che si chiamino Bés Gatòbe, Basilisco, Taztelwurm, Scultone, Lindworm oppure Miðgarðsormr, tali draghi leggendari da secoli pervadono l’antropologia, l’etnografia e la mitologia dei nostri territori e, come accade anche per altre creature fantastiche – l’Homo Selvadego o Homo Silvanus, ad esempio, la versione nostrana dello Yeti – non si tratta soltanto di fantasie spaventose atte a generare terrore e provocare inibizioni varie: molto spesso dietro le loro leggende si nasconde tanta verità storica e il senso profondo del legame tra l’uomo e il territorio abitato, con aspetti niente affatto spaventosi e accezioni positive e propizie più frequenti di quanto si creda oggi.

Partendo dal locale Bès Gatòbe, questa puntata di RADIO THULE vi farà compiere un viaggio alla scoperta di mostri, draghi e creature leggendarie lontane ma assai simili al “nostro” e vi farà scoprire come, in tali esseri apparentemente tanto orrorifici, ci si riflette molto di ciò che noi siamo e di quella che è la nostra storia e la nostra identità culturale. E vi consiglierà pure come “salvarsi”, dall’eventuale incontro con uno di questi mostri!

Dunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, quiStay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

P.S.: l’immagine del Bés Gatòbe è tratta dalla pagina facebook Animali Mitologici Bergamaschi.

Di “veri” mostri leggendari appena fuori l’uscio di casa – e lunedì prossimo in radio!

State attenti, quando dalle vostre parti vogliate uscire di casa per una bella passeggiata nei boschi… potreste imbattervi in un Bés Gatòbe, un Re di Béss, un Tatzelwurm o un Basilisco oppure in un altro dei “mostri” che popolano le nostre zone e tutto il Sud Europa!
Creature fantastiche e leggendarie eppur un tempo ritenute reali e che si giurava e spergiurava d’aver avvistato, draghi ed altri esseri spaventosi nelle forme ma assai meno nella sostanza, che hanno fatto parlare di sé per secoli e arricchito di emblematiche narrazioni le nostre culture identitarie – ovvero, in tal modo, “parlando” di noi stessi e della nostra storia anche più delle loro spaventose apparizioni nonché dello sguardo sul mondo e sulla realtà quotidiana in tempi non così lontani e, forse, non ancora passati.

Ne parleremo lunedì prossimo, 29 gennaio alle ore 21, nella prossima puntata di RADIO THULE su RCI Radio!