Leopardi Vs Trapper!

Non fa una piega, in effetti, con buona pace del grande Charles Darwin – il quale, d’altro canto, in che modo avrebbe potuto prevedere una tale inopinata involuzione dell’Homo Sapiens, ovvero d’una considerevole parte di essi?

(Trovata su facebook qui, in una pagina notevolissima che merita tutta la vostra attenzione. In ogni caso, per la cronaca, personalmente continuo a considerare meno peggio certi “trapper” di cert’altri pseudocantantucoli festivaldisanremesi o talentshowini. Fate voi come siamo messi, in tema di musica!)

Quelli che cercano i libri in libreria e poi li comprano on line

La Fountain Bookstore, una libreria indipendente di Richmond, nello stato americano della Virginia, poco prima di Natale ha denunciato sul proprio profilo Twitter (cliccate sull’immagine per leggere il tweet) la frequenza con la quale constata il deprecabile fenomeno dello showrooming, ovvero l’abitudine di molte persone di recarsi in libreria per cercare libri, magari chiedere consigli ai librai, fotografarne le copertine e poi acquistarli on line, su Amazon in primis, vantandosi pure di tale propria “furbizia”. Dalle nostre parti ne ha parlato Business Insider Italia: cliccate qui per leggere l’articolo, che contiene altre interessanti osservazioni intorno alla questione in oggetto.

Posto quanto sopra, e in particolare che siffatte persone, da me intercettate più volte anche qui, si vanterebbero di questo loro showrooming così deleterio per le librerie indipendenti (del cui incalcolabile valore socioculturale quali genuini presidi a difesa della pratica della lettura dei buoni libri, ergo dell’editoria di qualità, spero sia inutile riparlare), con malcelabile orgoglio permettetemi di vantarmi (non per mero snobismo polemista, semmai per doverosa par condicio) del contrario: dacché io, per abitudine ormai consolidata, cerco i libri che vorrei leggere on line e poi vado ad acquistarli dal mio piccolo librario (indipendente, ça va sans dire) di fiducia. E se non li ha, glieli ordino e in pochi giorni li faccio arrivare. In fondo, l’attesa della lettura di un libro è essa stessa parte del piacere di poterlo leggere, no?
Ecco.

Vento forte (di nuovo)

Tira ancora un ventaccio fortissimo, oggi qui, ma stavolta non mi faccio fregare: ho legato con un cordino d’acciaio il pc portatile sul quale sto scrivendo questo post alla mia auto parcheggiata qui di fronte, per evitare che possa di nuovo volare via per una raffica improv

Quelli che lavorano col…

Tra i buoni propositi per l’anno appena iniziato: accrescere la personale insofferenza verso quelli che lavorano male, che la mattina occupano il proprio posto di lavoro tanto per tirar sera, che se ne sbattono altamente della qualità di ciò che fanno e delle conseguenze che ne derivano a danno altrui, che svolgono le proprie mansioni, i propri compiti, i propri doveri professionali e non col… anzi, di più: a mentula canis, ecco.

Sarà per quanto sopra ovvero per l’insofferenza crescente, appunto, ma a me pare che tali figure siano in costante aumento. Sbaglierò forse, chissà.