Domenica 15 giugno: di nuovo in cammino ai piedi della “Montagna Sacra”

Domenica 15 giugno 2025: ecco la data nella quale anche quest’anno si tornerà in Valle Soana per la quarta edizione di “Insieme per la Montagna Sacra”, la giornata di cammino riflessivo e collettivo ai piedi del Monveso di Forzo, la montagna nel gruppo del Gran Paradiso individuata dal progetto “Montagna Sacra – Monveso di Forzo” (del cui comitato promotore faccio parte) – come simbolo di rispetto del Limite.

Come per le scorse edizioni il ritrovo sarà alle ore 10 a Molino di Forzo: da qui si partirà per una passeggiata del tutto elementare alle borgate Boschietto e Boschettiera, un’ora e mezzo di cammino per poco più di 300 metri di dislivello positivo con momenti di informazione sul progetto e pranzo al sacco. Ritornati a Molino nel pomeriggio, alle 17 si potrà assistere al Concerto per la Montagna Sacra del gruppo musicale celtic rock LabGraal, al quale va fin da ora il ringraziamento caloroso per aver rinnovato la disponibilità a suonare per i partecipanti alla giornata.

Per la prossima edizione di “Insieme per la Montagna Sacra” ci sono tre novità significative, e questo è il motivo per il quale ricevete questa newsletter con largo anticipo rispetto alla data prefissata.
La prima: all’arrivo della comitiva di camminatori a Boschietto, avrà luogo l’inaugurazione dell’opera d’arte appositamente dedicata al Monveso e donata alla causa dalla pittrice torinese Barbara Tutino. Realizzata su Alluminio riciclato e dunque fatta per restare all’aria aperta, ritrae il Monveso con la chiesa di Boschietto. L’opera verrà poi installata in modo permanente su una delle case della borgata posta lungo il sentiero che risale la valle, restando così ben visibile da chiunque transiti dalla borgata al fine di rappresentare un suggestivo e potente elemento di attenzione e riflessione sul nostro progetto e sui suoi fini.

(Nelle immagini soprastanti: alcune vedute di Boschietto e di Boschettiera scattate durante l’edizione 2024 di “Insieme per la Montagna Sacra”.)

La seconda novità deriva direttamente da Barbara Tutino e dalla sua idea di trasportare simbolicamente l’opera, e soprattutto ciò vuole rappresentare riguardo la Montagna Sacra, dalla Valle di Cogne alla Val Soana, così unendo i due versanti valdostano e piemontese del Monveso. Per questo sabato 14 giugno è in programma il “trasporto simbolico” dell’opera con una traversata che passerà dal Colle di Bardoney, uno dei valichi di collegamento della Valle di Cogne con la Valle Soana posto a circa 2800 metri di quota tra il Monveso e la Torre di Lavina. L’escursione, che si sviluppa in un ambiente di alta montagna grandioso e affascinante, non è difficile ma per sviluppo, dislivello e terreno è comunque riservata a buoni camminatori, che saranno accompagnati da guide escursionistiche. Come detto, alla spettacolarità del percorso si unisce il valore simbolico del transito tra i due versanti del Monveso rispetto al messaggio di fondo che il progetto della “Montagna Sacra” elabora e trasmette, il quale poi troverà una rappresentazione anche visiva proprio grazie all’opera di Barbara Tutino esposta a Boschietto.

(Nelle immagini soprastanti, alcune vedute del Colle di Bardoney: nell’ordine, il valico, il versante della Valle Soana e quello della Valle di Cogne.)

L’escursione sarà comunque da confermare a inizio giugno in funzione delle condizioni ambientali lungo il percorso, soprattutto sul versante valdostano, oltre che ovviamente di quelle meteorologiche nell’imminenza della data. Chiunque ne fosse interessato lo comunichi quanto prima: alla mail montagnasacra22@gmail.com o ai recapiti telefonici 335/7035304 (Toni Farina) e 335/1417877 (Sandro Francesconi, una delle guide escursionistiche che accompagneranno la comitiva). Per ragioni intuibili il numero di partecipanti sarà limitato a non più di dieci.

La terza novità è che in occasione delle giornate di giugno sarà installata a Forzo, a cura del Comune, la bacheca dedicata alla “Montagna Sacra” con le informazioni sostanziali sul progetto, che così sarà “inaugurata” ufficialmente a sua volta. L’installazione rappresenta un’iniziativa “piccola” nella forma ma assolutamente significativa nella sostanza perché esprime la vicinanza solidale del Comune di Ronco al nostro progetto e ai suoi fini: una cosa niente affatto scontata fino a qualche tempo fa, dunque la prossima presenza della bacheca rimarca l’attenzione e la considerazione crescenti della “Montagna Sacra” anche presso la comunità locale.

In ogni caso i dettagli delle giornate del 14 e 15 giugno sono ancora in via di definizione e qui vi sono solo anticipati, come denotato; più avanti verranno diffusi gli aggiornamenti e il programma definitivo.

Vi sono altre potenziali interessanti novità che bollono nella pentola della Montagna Sacra: l’augurio è di concretizzarle a breve e dunque di darne notizia al più presto.

Intanto, il progetto “Monveso di Forzo – Montagna Sacra”, in forza del suo messaggio sempre più attuale e necessario nei confronti delle realtà dei territori montani (e non solo), continua a raccogliere sempre maggiori interessi, consensi, condivisioni, citazioni da parte di persone di radici e culture diverse: alpinisti, escursionisti, naturalisti, giornalisti, scrittori, artisti, montanari, frequentatori rispettosi di ogni vita e di ogni luogo che hanno condiviso con entusiasmo la proposta e hanno aderito al progetto. Nessun conquistatore.

È un bel risultato, tuttavia, vista l’attenzione crescente che sta suscitando il progetto, ci sono ampi margini di incremento ovvero di sempre più ampia conoscenza del progetto stesso e delle sue finalità. Per questo vi invitiamo di nuovo a far aderire amici o conoscenti: ogni adesione in più è fondamentale per la nostra causa e, a ben vedere, se gli oltre millecinquecento firmatari del progetto portassero un nuovo aderente per ciascuno, la forza della “Montagna Sacra” diverrebbe ben più importante e significativa di quanto già non sia ora.

Aderire è semplice. Si va sulla pagina web del progetto, www.sherpa-gate.com/la-montagna-sacra/, si compila il modulo e si conferma poi con mail. Oppure si scrive a montagnasacra22@gmail.com indicando semplicemente «aderisco al progetto Montagna Sacra» e, se si vuole, con quale qualifica si vuole apparire in elenco.

Per ogni altra informazione sul progetto:

La “Montagna Sacra” e un doppio evento al riguardo, in Val Soana

Il progetto “Monveso di Forzo – Montagna Sacra”, del cui Comitato ho l’onore di fare e che propone la “provocazione” della libera astensione dalla salita sulla vetta del Monveso di Forzo, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso tra Val Soana e valle di Cogne, per far riflettere sulla necessità di un senso del limite nella nostra relazione con i territori montani, sta facendo sempre più parlare di sé e attivando interessanti e preziosi dibattiti su quel senso ormai indispensabile, in montagna, e in generale sul portato della presenza umana contemporanea nelle terre alte. Un fondamentale strumento di divulgazione del progetto e dei suoi temi fondanti è La Montagna Sacra, il libro di Enrico Camanni che, dalla sua uscita nelle librerie lo scorso aprile, ha ottenuto numerose recensioni e suscitato altrettante belle riflessioni, dimostrando la grande forza del progetto della “Montagna Sacra” e la sua capacità di toccare argomenti che stanno a cuore a tutti i frequentatori consapevoli delle montagne e dell’ambiente naturale, andando ormai oltre agli iniziali fraintendimenti di chi non ha voluto cogliere il senso autentico del progetto, il quale è basato sul Monveso di Forzo che elegge a suo “simbolo” ma si coniuga perfettamente – al netto della sua “sacra provocazione” – a qualsiasi altro ambito nel quale la presenza antropica si fa eccessiva e per ciò richiede una riflessione al riguardo.

Ecco, sabato prossimo 12 ottobre “La Montagna Sacra” tornerà protagonista proprio ai piedi del “suo” Monveso di Forzo, in Val Soana, con un doppio evento di notevole rilievo.

Alle ore 17.00 Enrico Camanni presenterà il proprio libro La Montagna Sacra a Ronco Canavese, in un incontro organizzato da Toni Farina e patrocinato dalla Biblioteca di Ronco Canavese, che si terrà presso il teatro comunale.

Camanni dialogherà dei temi legati al nostro progetto e toccati nel libro con Toni Farina, il Sindaco di Ronco Lorenzo Giacomino, il Sindaco di Val di Chy (comune della Valchiusella confinante con la Val Soana) Remo Minellono, il Pastore Valdese di Torre Pellice Davide Rostan e Don Gian Paolo Bretti, parroco della Val Soana.

In occasione della presentazione di Camanni, nella mattinata è stata organizzata una camminata da Campiglia, il villaggio più antico della Val Soana, fino al Pian dell’Azaria, uno dei luoghi più affascinanti della valle (ne vedete uno scorcio nell’immagine lì sotto), come specificato nella seguente locandina:

La camminata, molto semplice, sarà guidata da Caterina Morgando, guida ambientale e escursionistica molto attiva in Val Soana e nell’alto Canavese, e rappresenterà un’ulteriore occasioni per riflettere sui temi legati alla “Montagna Sacra” agevolati dalla grande bellezza dei luoghi attraverso i quali si camminerà e dai tanti spunti di interesse offerti.

La prenotazione alla camminata è da effettuarsi direttamente a Caterina Morgando, ai recapiti indicati nella locandina oppure direttamente dal suo sito (nel quale trovate ogni altra informazione utile), qui: https://catitiracconta.it/Escursione-Azaria/. Il numero massimo di partecipanti è fissato in 25 persone.

Nel complesso quella di sabato prossimo sarà senza dubbio una giornata intensa e coinvolgente, importante sia per gli scopi del progetto “Monveso di Forzo – Montagna Sacra” – e sia per la Val Soana che ne è “casa”: l’invito personale (e ovviamente del Comitato di cui faccio parte) a parteciparvi è ovviamente assai fervido, al pari di quello di approfondire la conoscenza del progetto e, magari, di sottoscriverlo qui.

Sviluppare le montagne con l’arte e la cultura (nonostante certa politica). Intervista a Cristina Busin, presidente dell’Officina Culturale “Alpes”

(Articolo pubblicato in origine martedì 3 settembre su “L’AltraMontagna”, qui.)

Dal 2012 Alpes, “Officina culturale di luoghi e paesaggi” che dalla propria sede di Milano opera in tutto l’arco alpino, elabora e propone iniziative di matrice artistica e culturale appositamente studiate per i territori montani (ma non solo per questi) e personalizzate a ciascun contesto di riferimento. Collaborando con enti pubblici e privati e grazie a un team di autori e artisti di vario genere, Alpes propone una nuova e per molti versi innovativa modalità di frequentazione della montagna basata sulla produzione culturale che mira alla ri-conoscenza delle geografie dei luoghi, a beneficio tanto dei visitatori quanto dei residenti.

Cristina Busin, perché una “Officina Culturale” per la montagna? Come nasce Alpes e con quale missione?

Alpes nasce innanzitutto da un’esigenza (mia e di Luciano Bolzoni, con me socio cofondatore e direttore culturale): quello di vivere la montagna, e in genere il paesaggio che attraversiamo, in modo nuovo, più coinvolgente e che vada a sollecitare il maggior numero di curiosità e temi, lasciando ai frequentatori ampio spazio alle loro riflessioni, abbandonando quel “salire in cattedra” che spesso si riscontra in molte iniziative e che ritengo allontani più che sensibilizzare le persone. Il termine “Officina”, poi, ben rappresenta l’ambito definito dalla presenza di diverse personalità culturali ed artistiche affini che operano congiuntamente allo scopo di far risaltare ed emergere le peculiarità di ogni territorio. Una particolare cura nella progettazione fa in modo che ogni azione sia ritagliata “su misura” per ogni luogo in cui ci troviamo ad operare. Come detto, il termine officina «s. f. [dal lat. officina, da un prec. opificina, der. di opĭfex -fĭcis «operaio, artigiano», comp. dei temi di opus -ĕris «opera» e facĕre «fare»]», così si legge su un vocabolario, trovo sintetizzi molto bene l’idea della missione che vogliamo perseguire con le nostre proposte.

Cosa significa produrre cultura per la montagna, oggi?

Scinderei l’attività di produzione in due azioni: una prima azione è fatta di studi, ricerca, approfondimenti, relazioni, incontri, liberi scambi di idee e, perché no, curiosità personale; fondamentale in questo step è saper costruire reti di conoscenze professionali e non il più possibile affini. È il nostro punto di forza, quello che ci permette di attingere a contenuti e collaborazioni efficaci e uniche, e che permette di mantenere il “microcosmo” Alpes in equilibrio, in termini di collaborazioni attive.
La seconda azione, meno stimolante ma necessaria, è quella “politica”. È l’azione più ostica, che prevede incontri con gli amministratori di territorio, non solo per la presentazione dei progetti ma, soprattutto, per la ricerca dei budget necessari alla loro realizzazione; più l’azione proposta è condivisa maggiore è la forza con la quale gli enti proposti si adoperano affinché vengano reperiti i fondi necessari. Questo non avviene sempre con facilità perché non dipende quasi mai dalla qualità dei progetti realizzati, diversamente li avremmo realizzati tutti, ma spesso dal “ritorno” di immagine o di convenienza politica che gli stessi potenzialmente possono apportare a quell’amministrazione (e non tanto al territorio).

Alpes collabora spesso con gli enti pubblici dei territori di montagna, che non di rado vengono accusati di non supportare al meglio gli interessi delle zone che amministrano cedendo a modelli turistico-commerciali spesso decontestuali. Dal suo punto di vista privilegiato come vede la situazione al riguardo, e come si è evoluta negli anni di attività di Alpes?

Come dicevo poco fa l’azione politica è la parte più ostica. Come ha ben evidenziato lei nella domanda, troppo spesso ci troviamo di fronte ad amministrazioni di territori di montagna a cui piace “vincere facile”, prediligendo modelli turistici prevedibili e ripetuti nel tempo e nello spazio, pertanto inevitabilmente e aridamente decontestualizzati. Rincuorano però i molti esempi virtuosi, che sovente troviamo nei territori meno blasonati, non per questo meno meritevoli in quanto a bellezza e ricchezza di storia. Territori che hanno l’intelligenza e la voglia di investire nella loro unicità: in questo caso si perfeziona quella comunione di intenti che ci permette di realizzare cose interessanti.
Per contro, ed è il caso più deludente, è possibile dover gestire anche “involuzioni” rispetto a collaborazioni già consolidate nel tempo (o che si pensava fossero tali) dovute, banalmente, all’avvicendarsi dei referenti in seno alle amministrazioni, non sempre con la preparazione necessaria in grado di cogliere l’importanza della continuità e del valore di determinati progetti culturali.
Discorso a parte meriterebbe poi il faticoso aspetto burocratico, ma non basterebbe l’intero spazio disponibile per questa intervista []

(Potete leggere l’intervista completa su “L’AltraMontagna”, qui.)