La realtà “vera” è nei libri

Chi legge libri dice spesso che la lettura rappresenta anche una specie di “fuga” dalla realtà quotidiana e dalle sue frequenti brutture. È una cosa vera, ma questa tale fuga verso qualsivoglia fantasia letteraria – perché tale viene superficialmente intesa da molti: come un perdersi nell’irrealtà, nelle illusioni di dimensioni immaginarie (o immaginate) e inventate dunque “false” – piuttosto è forse il modo migliore per svelare e comprendere quanta illusione e falsità ci siano nella quotidiana realtà, ovvero in ciò che ci viene fatta ritenere tale.
Anche per questo chi legge buoni libri il mondo lo sa vedere e capire meglio, nonostante la letteratura lo faccia fantasticare come poche altre cose saprebbero fare (e molto meglio di esse).

INTERVALLO – Spresiano (Treviso), “Parole in movimento” & Dennis the BookBus

In questo nostro miserrimo paese, che vede morire le librerie e prosperare le sale slot, ogni metodo utile a portare ovunque i libri e diffondere la pratica della lettura è da considerarsi oltre modo necessario, se non drammaticamente urgente. Ancor più nel caso che, per conseguire tale fine, si scelga pure un’opzione assolutamente suggestiva, come hanno fatto Sara e Simone, due fantasiosi e intraprendenti librai trevigiani…

PAROLE IN MOVIMENTO, che innanzi tutto è la storia di un lungo viaggio: quello di un double-decker inglese (il tipico autobus rosso a due piani) chiamato Dennis che, dopo anni di onorato servizio nel trasporto pubblico britannico, è stato scelto da una coppia di librai trevigiani per diventare la loro libreria viaggianteUna libreria dedicata ai lettori di tutte le età.

Dennis è partito da Londra l’autunno scorso e, dopo un lungo viaggio per mare, è finalmente arrivato a Spresiano (piccola cittadina nella provincia di Treviso). Qui verrà allestito con tanti scaffali in legno e riempito di libri per poi riprendere la sua strada con una nuova missione: portare la passione per la lettura e i libri nei luoghi in cui mancano le librerie… quelle normali, per intenderci. perché Sara e Simone vogliono che Dennis, invece, diventi una libreria speciale: the Best BookBus!

In questi giorni è in corso il crowdfunding per sostenere il progetto di Parole in movimento: potete parteciparvi e contribuire qui. Per saperne di più sul progetto, invece, potete visitare la relativa pagina facebook.

Tempo (nuvoloso?) di Libri

Ah.
Dunque questo giovedì comincia la seconda edizione di Tempo di Libri, la fiera dell’editoria di Milano “avversaria” del Salone del Libro di Torino?

M-mm.
E com’è che non ne sta parlando quasi nessuno?

Che i “milanesi” stiano preparando un altro bel buco nell’acqua, a tutto (e rinnovato) vantaggio del Salone torinese?
Uhm…

In ogni caso, continuo a pensare che due saloni dell’editoria pressoché speculari, in Italia, hanno lo stesso “senso” di due motoscafi lunghi 50 metri in un piccolo lago di montagna. Uno è già troppo o quasi, insomma, visto pure la tendenza costante di quel laghetto a perdere acqua, quando invece dovrebbe colmarsene ben di più… figuriamoci due!

Ennio Flaiano, “Diario Notturno”

C’è il forte rischio, sappiatelo fin da subito, che questo mio testo che avete appena cominciato a leggere risulti estremamente breve. Sì, come quando si abbia da disquisire su qualcosa di cui ci sia moltissimo da dire ovvero fin troppo, e dunque non si sappia bene da che parte cominciare o come condensare il tutto, nonché come quando abbia la forte impressione – o timore, dovrei dire – che nulla di ciò che si potrebbe dire/esprimere/scrivere possa risultare all’altezza dell’elemento disquisito.

Perché, insomma, senza perdermi in troppi giri di parole, credo che Ennio Flaiano sia stato un genio, e geniale ciò che ci ha lasciato di scritto e che io non esiterei a far leggere nelle scuole, come testi fondamentali per un’altrettanto fondamentale e formante educazione civica. Credo che Flaiano – se dovessi riassumere il suo valore culturale (e non solo) in una sola e chiara definizione – abbia rappresentato una delle più vivide coscienze critiche del Novecento italiano, un imprescindibile elemento morale, rigoroso tanto quanto mordace, comprensivo eppure feroce, in grado come pochi altri di riconnettere – forse come mai più è accaduto o almeno come oggi non mi pare che accada – la mente col cuore e con l’animo della nazione. Sempre che di nazione si possa parlare, nel caso italiano: ma senza dubbio, se fatta l’Italia temo non si sia riusciti a fare gli italiani, credo che l’acutissima e illuminante intelligenza di Flaiano sia quanto meno riuscita a mettere nero su bianco (dunque a darle almeno una “sostanza” riconoscibile) la cronaca d’una messinscena nazional-popolare la cui teatralità parodistica egli è stato tra i pochi a comprendere nel profondo, a divertirsene così come a inquietarsene: una situazione grave ma non seria, insomma – per citare uno dei suoi più celebri aforismi – la quale continua a essere assolutamente tale.

Dunque, potrei anche finire qui la mia disquisizione conseguente alla lettura del Diario Notturno, (Adelphi Edizioni, 1994-2010; 1a ediz. 1956.), dacché veramente non ci sarebbe molto altro da dire per mettere in evidenza il valore fondamentale dell’opera di Flaiano []

(Leggete la recensione completa di Diario Notturno cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

La resa (coatta)?

Tranquilli, a breve cambierà tutto. Una nuova classe politica e dirigente salirà al potere, fatta di esponenti che parlano quotidianamente di salvaguardia e promozione autentica della cultura, che si vantano di quanti libri di pregio leggano ogni mese e che finalmente promettono di mettere davanti a tutto quanto il paese ha più di tutti gli altri, ovvero il proprio patrimonio artistico e culturale, consci che quel paese che abbia a cuore la cultura è un paese che si garantirà un buon futuro… – insomma, vedrete: le cose verranno sistemate.
Sì, “sistemate”.

Ecco perché un libro è un fucile carico, nella casa del tuo vicino. Diamolo alle fiamme! Rendiamo inutile l’arma. Castriamo la mente dell’uomo.

(Ray Bradbury, Fahrenheit 451, 1953.)

P.S.: grazie a Mara della Libreria Maramay per la segnalazione.