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I rivoluzionari educati
Un tempo, per fare gli antagonisti e/o i “sovversivi” si tiravano i sampietrini, le molotov, ci si accapigliava, si urlavano slogan, si mettevano le città a ferro e fuoco.
Oggi, a voler fare antagonisti e/o i “sovversivi”, c’è da essere educati, gentili, capaci di dialogare pacatamente, dimostrare senso civico e della realtà, solidarietà reciproca, intelligenza.
Le “sovversioni” d’una volta – le più incivili e becere, soprattutto – sono ormai diventate il politically correct, sdoganate fino ai vertici sociali e istituzionali, imposte come “legittimo” modus vivendi. I più maleducati, prepotenti, rozzi, ottusi, magari più furbastri e cialtroni, fanno facilmente carriera e guadagnano preminenza sociale; gli onesti – in senso intellettuale, civile, umano – vengono considerati dei cretini, presi a pesci in faccia, messi da parte, denigrati come fossero degli sfigati.
Un individuo gentile ed educato, che pretenda in ciò reciprocità dagli altri, è invece oggi un grande rivoluzionario, con a sua disposizione un’arma micidiale: l’educazione figlia dell’intelligenza e del senso civico. Arma micidiale proprio contro le orde di prepotenti e maleducati che pensano di poter dominare e che cercano lo scontro con i loro pari credendo di vincere, ma che nulla possono contro ciò che demolisce immantinente la loro in verità fragilissima e debolissima spocchia, verso cui non hanno difese. La civiltà è fatta di persone civili, l’inciviltà è destinata per natura a soccombere, anche quando pare stia dilagando: ma, appunto, il mare è fatto di acqua, non di pietre, le quali in esso vanno a fondo inesorabilmente.
E, sia chiaro, che quell’arma sia micidiale tanto da essere definitivamente letale, ecco.
P.S.: sostenevo tutto ciò già più di due anni fa, per la cronaca, qui. Proprio vero che certe volte – o in certi posti – il tempo va all’indietro.
10 buoni motivi per non mancare, questa sera alle 18, alla libreria Monti in Città di Milano…
- Una bellissima e originale libreria;
- Roberto Mantovani;
- Il nuovo libro di Roberto Mantovani, Forse lassù è meglio;
- La curatela dell’evento di Alpes;
- Una chiacchierata letteraria coinvolgente come non mai;
- Un aperitivo con ottimi vini;
- Porta Romana, quartiere milanese cantato da Svampa, Jannacci, Gaber…
- Obiettivamente, cos’altro di meglio ci può essere da fare a Milano, alle 18 di oggi?
- Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla libreria Libri di Montagna / Monti in Città!
- E lode, non c’è altro voto per un evento così!
Ecco. Vi aspetto (sì, ci sono pure io!) stasera alle 18 in libreria, con Roberto Mantovani e Cristina Busin (ma non solo loro!), nell’ambito di BookCity Milano 2018. Non mancate!
Hasta la dirección siempre, camerata Lele!
A me ‘sta cosa che Dario Giulio Alessandro Gabriele – per gli amici Lele – Mora diriga L’Unità mi pare una notizia (fake? non fake?) sublime.
Sì, voglio dire: ci si lamenta tanto della spettacolarizzazione delle notizie e dell’informazione? E allora perché non dare uno dei quotidiani storici italiani direttamente in mano a un agente dello spettacolo? Di più: si dibatte da tempo riguardo la punibilità o meno dei giornalisti, no? E dunque perché non elevare alla carica di direttore d’una redazione giornalistica uno con la fedina penale più sporca d’un trafficante colombiano? Non solo: si discute tanto delle post ideologie dominanti, della destra che non è la destra e della sinistra che assomiglia alla destra… Quindi, mettere a direttore dello storico organo d’informazione della sinistra un fascista convinto mi pare perfetto!
Insomma: tutto coerente, tutto consequenziale, tutto assolutamente italiano. E tutto così spassosamente sublime! Suvvia, di che vi lamentate, dunque?
Uomini, nei boschi comportatevi da bestie!
Nei boschi le bestie non sporcano ma gli uomini sì.
Si prega di comportarsi come le bestie.
(Anonimo, letta sulla pagina facebook di Sweet Mountains.)
Eh già. Quante volte si “glorificano” – giustamente e comprensibilmente, certo – quelli che vanno in montagna, che stanno all’aria aperta e non al chiuso dei centri commerciali, che apprezzano le bellezze naturali e paesaggistiche… Ma poi, andando per strade, mulattiere e sentieri in ambiente, è un frequente veder sul terreno carte, cartacce, fazzoletti, mozziconi di sigarette, rifiuti vari e assortiti…
C’è qualcosa che non quadra, o sbaglio?
