Nessun libro finisce; i libri non sono lunghi, sono larghi.
(Giorgio Manganelli, Pinocchio: un libro parallelo, Adelphi, Milano, 2002.)
Nessun libro finisce; i libri non sono lunghi, sono larghi.
(Giorgio Manganelli, Pinocchio: un libro parallelo, Adelphi, Milano, 2002.)
“Letteratura” di genere, be’… non giallo, nemmeno noir o rosa… rosso o bianco, ecco!
(Per chi non lo conoscesse, Carlo Porta è lui.)
Qualunque libro, per innocuo, per utile che sia, può diventare dannoso, secondo la mente dell’uomo che ‘l legge.
(Giuseppe Bianchetti, Dei lettori e dei parlatori: saggi due, Le Monnier, Firenze 1858, pag.31.)
Ecco: provate a sostituire la parola “libro” con social e converrete che quasi due secoli fa avevano già capito l’andazzo.
Mi chiedevo se un’opera d’arte può essere uno strumento di redenzione. Insomma, uno fa un sacco di cose orribili, ma poi ecco che ti esce fuori con un capolavoro. Dio considera questo capolavoro sufficiente alla redenzione? Vai a sapere. Se Hitler, mi chiedevo, dopo tutto quello che aveva fatto, fosse saltato fuori con un’opera d’arte eccezionale, dello stesso livello della Cappella Sistina, il padre eterno gli avrebbe potuto concedere qualche sconto di pena? La mia risposta era no. L’arte non ha questo potere sovrannaturale. L’arte è fatta per gli uomini, a Dio dell’arte non frega nulla.
(Maurizio Cattelan, in Francesco Bonami, Maurizio Cattelan. Autobiografia non autorizzata, Mondadori, collezione “Strade Blu”, 1a ediz.2011, pag.107.)
In fondo non ci vuole molto per poter coltivare la speranza di un buon futuro – o di un futuro “migliore”, se preferite.
Ad esempio possono bastare, nel solo vagone nemmeno così affollato della metro di Milano (linea 1) sul quale stavo ieri verso le 18, ben 5 (cinque) persone che leggevano libri, quattro cartacei e uno su ereader. Solo in quel vagone, appunto, senza considerare gli altri del convoglio.
Non frequento spesso la metro di Milano ma era da un po’ che non vi constatavo una tale quota di lettori – supponendo peraltro (e magari sbagliando, me lo auguro) che invece i tantissimi con uno smartphone in mano stessero leggendo altro di… meno “letterario”, ecco.
Sono cose belle da vedere. E confortanti, ribadisco.
P.S.: l’immagine l’ho presa dal web, non è riferita a quanto avete appena letto.