Acqua alta

Della Libreria Acqua Alta di Venezia avevo detto pure io tempo fa qui, nella rubrica del blog INTERVALLO, in quanto così suggestiva e particolare da essere considerata da molti tra le più belle al mondo. Vederla sommersa dall’acqua, e vedere rovinati migliaia di libri, pone ancora più in evidenza il dramma di Venezia e la sua impotenza nei confronti di un fenomeno con quale ha sempre convissuto e al quale fino ad oggi ha saputo più o meno sopravvivere, ma che nel futuro andrà peggiorando, lasciando la città e i suoi abitanti privi di autentiche difese – dato che il MOSE, faraonico nel progetto quanto nei soliti scandali all’italiana, come evidenziato da molti esperti (vedi qui e qui, ad esempio) sarà probabilmente inefficace per la difesa di Venezia e dei suoi inestimabili tesori in caso di fenomeni eccezionali di alta marea, sempre più frequenti.

Cliccate sull’immagine per vedere il servizio al riguardo dell’AGI.

Venerdì 22/11, a Bergamo: Jung, Paris e io!

È per me un gran piacere affiancare di nuovo Giacomo Paris, scrittore dallo stile raffinato e dall’originalissima narrativa, al’uscita di una sua nuova opera. L’ho già fatto altre due volte ed è sempre stato un gran divertimento, perché i racconti di Paris sono uno strumento di giunzione perfetta tra temi altissimi, personaggi altrettanto (all’apparenza) inarrivabili e storie molto più quotidiane quantunque mai ordinarie – anzi, sempre stravolgenti, per così dire, ma in modi che colpiscono l’animo, lo scuotono forse ma pure lo intrigano grandemente.

Dunque («non c’è due senza tre» dice l’adagio popolare, no?) venerdì 22 novembre, alle ore 18, sarò alla Libreria UBIK di Bergamo per presentare il nuovo libro di Giacomo, Jung parlava coi pesci, edito da Bolis Edizioni, insieme a Vittorio Rodeschini – altro personaggio di gran cultura e rara sagacia. Lo Jung del titolo è ovviamente Carl Gustav, il grande psichiatra e psicoanalista svizzero, certamente una delle pietre miliari del pensiero umano del Novecento: ma, come “accaduto” con Freud e Hegel, come ne uscirà dall’incontro letterario e con la fantasia di Paris? Probabilmente in un modo del tutto impensabile e, appunto, forse “sconvolgente”…

Insomma: posto tutto ciò, quello che ho affermato riguardo i suoi libri vale pure per ogni chiacchierata pubblica con Giacomo, che risulta sempre divertente, intrigante, illuminante e assolutamente coinvolgente per chi vi interviene. Ergo: intervenite numerosi, sarà un’altra bella conversazione letteraria e non solo, ve lo assicuro! E mi auguro fin d’ora che quell’adagio popolare sopra citato alla fine risulti “sottostimante”…

Libero su smartphone

Non avete ancora (o mai) letto Libero, il mio libro edito da Giraldi Editore nel 2009?
Be’, visto che sono passati giusto 10 anni dall’uscita, dunque per festeggiare tale anniversario, sappiate che qui potrete scaricarlo anche nei vari formati atti alla lettura su smartphone.
Se invece preferite le “vecchie maniere”, coi libri, date un occhio qui, o qui – ma se invece andate in una libreria, magari indipendente, è ancora meglio.
Ecco.

Luciano Bolzoni, “Carlo Mollino. Architetto”

«È forse meno difficile essere un genio che trovare chi sia capace di accorgersene.» Così ha scritto Ardengo Soffici nel 1915, nel suo Giornale di bordo, cogliendo una delle peculiarità da sempre fondamentali riguardo la genialità: l’essere sovente incompresa, considerata con sufficienza se non con malignità, scambiata per pazzia o, quando va bene, per stramberia. D’altro il genio è colui che è in grado di vedere attraverso lo spazio e il tempo con mille occhi e verso mille direzioni, ma quasi mai in quella verso cui la maggioranza guarda: ciò lo rende sfuggente – a volte suo malgrado e altre volte per una sorta di autodifesa, di istinto di sopravvivenza – nonché contrastato ovvero osteggiato, con malignità più o meno palese.

Tra i personaggi del Novecento italiano che meglio si riflettono in quanto ho appena scritto, e che può ben ambire a quell’enfatico tanto quanto impegnativo appellativo di “genio”, bisogna senza dubbio annoverare Carlo Mollino. Fotografo rinomatissimo, progettista poliedrico, docente universitario, designer, arredatore, sceneggiatore, e al contempo occultista, sciatore, aviatore, pilota automobilistico ma, ancor più – o forse soprattutto, ci sarebbe da dire – architetto, visionario ideatore di edifici sovente innovativi e iconici eppure non così di frequente ricordato per tale sua specializzazione accademica, “nascosta” dietro le più suggestive fotografie di nudi femminili o i suoi un tempo celeberrimi manuali di discesismo. Luciano Bolzoni, architetto a sua volta ma non solo per questo uno dei maggiori mollinisti – esperti di Mollino, intendo dire – in circolazione, interviene a risolvere tale mancanza culturale sulla figura del grande torinese con Carlo Mollino. Architetto (Silvana Editoriale, 2019) col quale l’autore mette finalmente in luce e in ordine la visione e la pratica architettonica di Mollino attraverso numerosi focus dedicati ai progetti più emblematici e ai concetti teorici (ma non solo) che vi stavano alla base, e sui quali si è formata una carriera per molti aspetti (positivi e negativi) originale e senza dubbio inimitabile []

(Leggete la recensione completa di Carlo Mollino. Architetto cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Una colpa grave

Fatto sta che saranno un venti giorni più o meno che non acquisto libri – anche perché ho gli scaffali di casa sui quali tengo quelli ancora da leggere che traboccano, e dopo averne acquistati almeno un buon centinaio, quest’anno – e mi sento terribilmente in colpa.
Già.

(L’immagine è presa da qui.)