La scarpa che sta bene ad una persona sta stretta a un’altra: non c’è una ricetta di vita che vada bene per tutti.
(Carl Gustav Jung, Realtà dell’anima, Bollati Boringhieri, 2015.)
(Clic.)
La scarpa che sta bene ad una persona sta stretta a un’altra: non c’è una ricetta di vita che vada bene per tutti.
(Carl Gustav Jung, Realtà dell’anima, Bollati Boringhieri, 2015.)
(Clic.)
È per me un gran piacere affiancare di nuovo Giacomo Paris, scrittore dallo stile raffinato e dall’originalissima narrativa, al’uscita di una sua nuova opera. L’ho già fatto altre due volte ed è sempre stato un gran divertimento, perché i racconti di Paris sono uno strumento di giunzione perfetta tra temi altissimi, personaggi altrettanto (all’apparenza) inarrivabili e storie molto più quotidiane quantunque mai ordinarie – anzi, sempre stravolgenti, per così dire, ma in modi che colpiscono l’animo, lo scuotono forse ma pure lo intrigano grandemente.
Dunque («non c’è due senza tre» dice l’adagio popolare, no?) domani, venerdì 22 novembre, alle ore 18, sarò alla Libreria UBIK di Bergamo per presentare il nuovo libro di Giacomo, Jung parlava coi pesci, edito da Bolis Edizioni, insieme a Vittorio Rodeschini – altro personaggio di gran cultura e rara sagacia. Lo Jung del titolo è ovviamente Carl Gustav, il grande psichiatra e psicoanalista svizzero, certamente una delle pietre miliari del pensiero umano del Novecento: ma, come “accaduto” con Freud e Hegel, come ne uscirà dall’incontro letterario e con la fantasia di Paris? Probabilmente in un modo del tutto impensabile e, appunto, forse “sconvolgente”…
Insomma: posto tutto ciò, quello che ho affermato riguardo i suoi libri vale pure per ogni chiacchierata pubblica con Giacomo, che risulta sempre divertente, intrigante, illuminante e assolutamente coinvolgente per chi vi interviene. Ergo: intervenite numerosi, sarà un’altra bella conversazione letteraria e non solo, ve lo assicuro! E mi auguro fin d’ora che quell’adagio popolare sopra citato alla fine risulti “sottostimante”…
Della Libreria Acqua Alta di Venezia avevo detto pure io tempo fa qui, nella rubrica del blog INTERVALLO, in quanto così suggestiva e particolare da essere considerata da molti tra le più belle al mondo. Vederla sommersa dall’acqua, e vedere rovinati migliaia di libri, pone ancora più in evidenza il dramma di Venezia e la sua impotenza nei confronti di un fenomeno con quale ha sempre convissuto e al quale fino ad oggi ha saputo più o meno sopravvivere, ma che nel futuro andrà peggiorando, lasciando la città e i suoi abitanti privi di autentiche difese – dato che il MOSE, faraonico nel progetto quanto nei soliti scandali all’italiana, come evidenziato da molti esperti (vedi qui e qui, ad esempio) sarà probabilmente inefficace per la difesa di Venezia e dei suoi inestimabili tesori in caso di fenomeni eccezionali di alta marea, sempre più frequenti.
Cliccate sull’immagine per vedere il servizio al riguardo dell’AGI.
È per me un gran piacere affiancare di nuovo Giacomo Paris, scrittore dallo stile raffinato e dall’originalissima narrativa, al’uscita di una sua nuova opera. L’ho già fatto altre due volte ed è sempre stato un gran divertimento, perché i racconti di Paris sono uno strumento di giunzione perfetta tra temi altissimi, personaggi altrettanto (all’apparenza) inarrivabili e storie molto più quotidiane quantunque mai ordinarie – anzi, sempre stravolgenti, per così dire, ma in modi che colpiscono l’animo, lo scuotono forse ma pure lo intrigano grandemente.
Dunque («non c’è due senza tre» dice l’adagio popolare, no?) venerdì 22 novembre, alle ore 18, sarò alla Libreria UBIK di Bergamo per presentare il nuovo libro di Giacomo, Jung parlava coi pesci, edito da Bolis Edizioni, insieme a Vittorio Rodeschini – altro personaggio di gran cultura e rara sagacia. Lo Jung del titolo è ovviamente Carl Gustav, il grande psichiatra e psicoanalista svizzero, certamente una delle pietre miliari del pensiero umano del Novecento: ma, come “accaduto” con Freud e Hegel, come ne uscirà dall’incontro letterario e con la fantasia di Paris? Probabilmente in un modo del tutto impensabile e, appunto, forse “sconvolgente”…
Insomma: posto tutto ciò, quello che ho affermato riguardo i suoi libri vale pure per ogni chiacchierata pubblica con Giacomo, che risulta sempre divertente, intrigante, illuminante e assolutamente coinvolgente per chi vi interviene. Ergo: intervenite numerosi, sarà un’altra bella conversazione letteraria e non solo, ve lo assicuro! E mi auguro fin d’ora che quell’adagio popolare sopra citato alla fine risulti “sottostimante”…
Non avete ancora (o mai) letto Libero, il mio libro edito da Giraldi Editore nel 2009?
Be’, visto che sono passati giusto 10 anni dall’uscita, dunque per festeggiare tale anniversario, sappiate che qui potrete scaricarlo anche nei vari formati atti alla lettura su smartphone.
Se invece preferite le “vecchie maniere”, coi libri, date un occhio qui, o qui – ma se invece andate in una libreria, magari indipendente, è ancora meglio.
Ecco.