Una strada unica al mondo

Povera gente fece di Dostoevskij un uomo ricco. Non lo sarebbe stato a lungo, ma grazie a quello sbalorditivo esordio Fedör poté venire immediatamente annoverato tra i grandi della letteratura e vivere tra gli agi. Nella stessa strada in cui viveva, la Malaja Morskaja, viveva Turgenev, nei rari momenti in cui non era all’estero, e Gogol’ quando cominciò Memorie di un pazzo: tutti nella stessa strada, che non era nemmeno molto lunga. È solo a San Pietroburgo che può succedere una cosa del genere. […] Un altro che sarebbe andato ad abitare nella Malaja Morskaja era Čajkovskij, ma a quell’epoca Dostoevskij era in esilio in Siberia.

(Jan BrokkenBagliori a San Pietroburgo, Iperborea, 2017, traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo, pagg.65-68.)

Omicidi poetici

«Solo da noi hanno rispetto per la poesia» osservò ad Anna Achmatova il suo amico Mandel’štam, «visto che uccidono in suo nome. In nessun altro paese uccidono per motivi poetici.»

(Jan Brokken, Bagliori a San Pietroburgo, Iperborea, 2017, traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo, pag.23.)

Vedere (nel)le persone

Ritengo di essere capace di leggere un poco nell’animo delle persone che mi circondano. Forse non è così. Nelle mie giornate migliori ho l’impressione di scrutare in fondo all’animo altrui, anche se non sono poi una gran testa. Siamo seduti in una stanza, qualche uomo, qualche donna e io. e mi sembra di vedere quel che accade dentro queste persone, e cosa pensano di me. Attribuisco un significato ad ogni cenno che appare nei loro occhi, a volte il sangue sale alle loro guance e le fa arrossire, altre volte fingono di guardare da un’altra parte e invece mi tengono d’occhio di nascosto. E io sto li e osservo tutto questo e nessuno sospetta che metto a nudo ogni anima.

(Knut Hamsun, Pan, Adelphi, Milano, 2001; 1a ediz. 1894. Controverso, contraddittorio, scuro, rude come un masso granitico levigato dai ghiacciai norreni ma pure libero fino al parossismo, anarchico, panteista, solitario, struggente. E grandissimo nella sua scrittura. Da leggere sempre, perché Hamsun come pochi altri “contiene” e rapprende in sé tanta parte della storia recente europea, dello spazio e del tempo a volte armoniosi, altre volte collidenti, la cui dimensione d’insieme risulta ancora fondamentale per la contemporaneità ovvero per tutti noi, appunto.)