Fanno latte, le vacche

Accarezzo tra le corna le vacche di mio padre, irrequiete come me. Rasente alle vacche, in uno stretto passaggio, passano le belle automobili, qualcuno ci fa delle fotografie. Sul treno c’è gente che guarda da dietro i vetri, chiusi; altri si sporgono, battono le mani. Gli automobilisti procedono lentamente, guardano che le vacche non urtino le loro macchine. Una donna, molto bella, coi guanti, sporge la testa bionda da un finestrino e chiede «Fanno niente queste mucche?». Fanno latte, penso, ma la donna è molto bella e sorride gentile, allora l’assicuro che proprio non deve aver paura.

(Giovanni Orelli, L’anno della valanga, Edizioni Casagrande, 1991-2017, pag.106; 1a ed. Mondadori 1965.)

INTERVALLO – Ingenbohl (Svizzera), un futuro “Bibliotunnel”?

Nel comune di Ingenbohl (Canton Svitto, Svizzera) è stato pubblicato un annuncio immobiliare molto particolare, il cui immobile in vendita è un ex tunnel ferroviario lungo 135 metri, con superficie totale di 600 metri quadrati. In realtà, il tunnel è annesso alla vendita di un immobile residenziale di quattro piani (cosa comunque bizzarra che un edificio residenziale abbia come pertinenza un tunnel!) ma non è escluso che la galleria possa essere venduta separatamente. Negli ultimi decenni è servita come cantina per i formaggi, mentre in precedenza vi transitava la vecchia linea del Gottardo: dal 1882 al 1947 fu attraversata esclusivamente da treni a vapore. È stata definitivamente abbandonata nel 1974.

Bene: tra le varie nuove destinazioni immaginate per il tunnel, qualcuno ha pure pensato di trasformarlo in una biblioteca. Nel caso fosse realizzata, sarebbe senza dubbio tra le più particolari del pianeta, e c’è da scommettere che, nelle sue sale di lettura, il silenzio di cui i lettori potrebbero godere sarebbe pressoché assoluto. Oh, e anche una temperatura gradevolissima pur nelle estati più roventi!

Cliccate sull’immagine in testa al post per saperne di più – o nel caso siate interessati all’acquisto del tunnel!

Il bosco come necessità vitale

Ma lui cammina così sull’harnust per controllare nei boschi gli effetti dell’inverno: i danni delle nevicate pensati di novembre, quelli delle bufere di gennaio e ancora delle nevicate pesanti di fine febbraio che qualche volta hanno trasparenze rossicce per la sabbia del Sahara che il vento dei tropici porta fin qui.
Nessuno gli dice di andare per i boschi a constatare i danni, per controllare questi ci sono i guardaboschi comunali e le guardie forestali della Regione; ma lui ci va ugualmente perché questi boschi li sente suoi più che ogni altro, non per proprietà ma perché parte della sua vita, e necessari a lui come l’aria, l’acqua, il cibo.

(Mario Rigoni Stern, Il vecchio boscaiolo in Uomini, boschi e api, Einaudi, 1a ed.1980, pag.172.)

N.B.: harnust (“corazza”) è termine di origine longobarda con il quale sull’Altopiano di Asiago, i cui abitanti in origine sono Cimbri dunque di stirpe germanica, ci si riferisce al tipico manto nevoso primaverile, caratterizzato in superficie da una dura crosta ghiacciata generata dalla fusione diurna e dal seguente rigelo notturno.

Esseri strani, misteriosi, criptici… o forse no! – questa sera in RADIO THULE, su RCI Radio!

Questa sera, 25 febbraio duemila19, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la 10a puntata della stagione 2018/2019 di RADIO THULE, intitolata Esseri o non esseri, questo è il mistero!”.

Nell’ambito della scienza zoologica esiste una disciplina molto seguita all’estero ma quasi sconosciuta da noi, e sovente trattata in modo ambiguo e folcloristico nonostante la sua base assolutamente scientifica: è la criptozoologia, lo studio degli animali misteriosi, dall’esistenza ipotizzata ma non ancora dimostrata, ritenuti estinti oppure mitologicizzati dal sentire comune, a torto o a ragione. Nata negli anni ’50 del Novecento grazie all’opera del zoologo belga Bernard Heuvelmans, ha i suoi più celeberrimi simboli nello Yeti e nel mostro di Loch Ness, ma la lista di creature misteriose, avvistate da molti testimoni e tuttavia non ancora accertate, è assai lunga e comprende esseri d’ogni genere e sorta. In questa puntata di RADIO THULE andremo alla scoperta di alcuni di essi, sparsi un po’ ovunque sul pianeta, tanto bizzarri quanto a tutt’oggi resistenti ai tentativi di negarne l’esistenza o di bollarla come puro mito, senza mancare di citarne di nostrani. D’altro canto, a suffragare la bontà della ricerca criptozoologica nonostante la sua particolarità, è stato proprio il ritrovamento nella realtà di creature che si ritenevano leggendarie, come il calamaro gigante, il celacanto o l’unicorno okapi. Insomma, ci sarà di che stupirsi e meravigliarsi, in questa criptica puntata di RADIO THULE!

Dunque mi raccomando: appuntamento a stasera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate delle stagioni precedenti, qui. Infine, segnatevi già l’appuntamento sul calendario: lunedì 11 marzo, ore 21.00, la prossima puntata di RADIO THULE! Stay tuned!

Thule_Radio_FM-300Come ascoltare RCI Radio:
– In FM sui 91.800 e 92.100 Mhz stereo RDS.
www.rciradio.it (Streaming tradizionale)
http://rciradio.listen2myradio.com
(64 Kbps, 32000 Hz Stereo AAC Plus)
– Player Android: Google Play
Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Mercoledì 13 marzo, Bergamo: “Il Geopoeta. Avventure nelle terre della percezione”

È per me un grande onore essere nuovamente al fianco del leggendario Davide Sapienza per la presentazione del suo ultimo e fondamentale libro, Il Geopoeta. Avventure nelle terre della percezione, alle 18.30 di mercoledì 13 marzo a Bergamo nella Sala Viscontea dell’Orto Botanico, in concomitanza con la Giornata Nazionale del Paesaggio 2019. Intorno al libro, edito da Bolis Edizioni, chiacchiererò con Davide e con Elena Maffioletti, figura peraltro preziosa per la stesura del testo.

Già vi anticipavo qualcosa qui de Il Geopoeta e della sua importanza se possibile ancor maggiore, rispetto ad altri testi – senza affatto sminuirne i grandi valori letterari -, nella produzione di Davide Sapienza, del quale originale e distintivo cammino editoriale il libro fissa con grande forza espressiva i temi e le idee principali. Quindici anni fondamentali di un intenso tempo vitale in effetti anche più lungo in cui i viaggi, le riflessioni, i reportage e le attività con il pubblico hanno creato un percorso narrativo sempre vivo tra territorio e uomo, delineando l’idea geopoetica. “La geografia è poetica”, è creatività, ispirata ed espressa con intenzione, alla ricerca di storie sempre nuove e viste da angolazioni non convenzionali, una sfida in cui l’autore ricerca “linguaggi e non parole”.

I nove capitoli del libro sono un viaggio in luoghi reali, dove il lavoro geopoetico di Sapienza si sta svolgendo (come per esempio nel Nordland, regione dell’Artico norvegese, presso il Nordland Nasjonalparksenter), in luoghi trasfigurati, che sono geografia fisica e artistica, per arrivare alla geografia astrale. Sono queste le “avventure nelle terre della percezione”, luoghi ed esperienze solo in apparenza remoti, in cui la percezione riprende le redini del nostro vivere travalicando la geografia fisica per diventare luogo dell’immaginario: «Il geopoeta vede l’orizzonte oltre la mappa perché la geografia parla una lingua libera che ci conduce dalla percezione alla conoscenza

Fino a dopo la presentazione del 13 marzo il libro (che possiede il valore aggiunto di una bellissima opera di Samantha Torrisi in copertina) può essere acquistato solo in prenotazione, a prezzo speciale (per chi partecipa all’incontro, verrà consegnato all’ingresso) oppure nelle librerie, anche online: qui trovate le modalità per acquistarlo.
Ma certamente, inutile dirlo, sarà una gran bella e gioiosa cosa se potrete e vorrete partecipare alla presentazione che, grazie al Geopoeta e a Davide, sarà un’esperienza che vi resterà dentro vivida a lungo, ne sono sicuro.