Non si perde tempo, qui!

[Foto di Yvonne Huijbens da Pixabay]
Comunque, volevo denotarvi che nel tempo in cui uno in città esce di casa, prende l’auto, resta bloccato nel traffico o nella folla sulla metro o sul bus, va in posta (c’è coda), va al centro commerciale, scrive dallo smartphone sui social, va a bere qualcosa (c’è pieno), cambia bar, scrive ancora dallo smartphone sui social, telefona (c’è rumore, non si sente bene) corre al parcheggio che sennò gli scade il biglietto, si rimette in coda nel traffico o tra la folla sulla metro, s’incazza per tutto questo casino, torna a casa, si rende conto di aver dimenticato di fare qualcosa, eccetera, io, qui in montagna, me ne sto sdraiato su un prato a osservare le evoluzioni in cielo di una poiana o le arrampicate d’una mamma camoscio col suo piccolo lungo una dorsale rocciosa o ancora, nascosto dietro un cespuglio, l’andirivieni infaticabile di una lepre oppure, semplicemente, a seguire i profili delle montagne stagliati all’orizzonte sull’azzurro del cielo.

Perché qui non si perde mica tempo come quelli laggiù in città, eh!
Il tempo è prezioso, non va sprecato!
Ecco.

La maturità degli immaturi

(Immagine tratta da https://www.fumettologica.it/, cliccateci sopra per leggere l’articolo da cui è tratta.)

E così, a quanto si dice, cambierà ancora l’esame di maturità.

Be’, mettiamola così: due anni fa il campionato di calcio l’ha vinto la squadra A, con partite della durata di 90 minuti, porte larghe 7,32 metri e undici giocatori per squadra in campo. L’anno scorso il campionato l’ha vinto la squadra B ma le partire duravano 70 minuti, le porte erano larghe 4 metri e di giocatori in campo ce n’erano 14 per squadra. Quest’anno, a campionato iniziato e con la squadra C in testa alla classifica, si cambiano le regole: partite da tre ore, porte larghe 15 metri e 24 giocatori per campo. Ma poi si comprenderà che così non va bene, che sono regole che abbisognano di «una correzione di rotta», che bisogna ascoltare i consigli degli esperti: dunque, partite da 90 minuti ma in tre tempi, 9 giocatori per squadra, quattro porte al posto di due. E sostituzioni illimitate.

Che ne direste della serietà e della credibilità oltre che della effettiva validità agonistica di un gioco così gestito dai suoi dirigenti?

Ecco.

La scuola italiana è ridotta così ormai da tempo. Un sistema che funzionerebbe tutto sommato bene, considerando le ristrettezze economiche e strutturali alle quali si deve adeguare, ma i cui funzionari più alti fanno di tutto da lustri per rovinarne qualsiasi buona reputazione. Fin da uno dei suoi elementi più importanti ed emblematici, la prova di maturità, messa in mano ad amministratori ministeriali e pubblici palesemente immaturi.

Uno degli elementi che nelle società moderne e contemporanee segnala il livello del loro progresso culturale, politico e sociale è la cura che viene messa nella gestione del sistema scolastico – elemento peraltro ineluttabile alla costruzione di un buon futuro per la società stessa. Bene, non serve aggiungere altro.

Ma tranquilli, non è ancora finita. C’è da scommettere che le regole cambieranno ancora. Già.

Homo Paradoxalis

La generazione meglio equipaggiata tecnologicamente di tutta la storia umana è anche la generazione afflitta come nessun’altra da sensazioni di insicurezza e di impotenza.

(Paura liquida, Laterza, Bari, 2009, pag.126.)

(Photo credit: Narodowy Instytut Audiowizualny – CC BY-SA 2.0 [https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0])
Ecco, ad esempio leggere quanto più di frequente Zygmunt Bauman, nato oggi nel 1925: un altro modo per poter rendere questo mondo più consapevole, progredito, colto, avveduto, sensibile, sicuro. Migliore, insomma.

(D)Efficienza

A giorni mi scade la carta di credito, non ho ancora ricevuto quella nuova, vado in banca a chiedere spiegazioni. Scopro che l’invio della nuova carta è bloccato perché i dati del documento d’identità risultano non più aggiornati ma di avvisi in tal senso, di recarmi in filiale per l’aggiornamento necessario o di fare altro all’uopo non ne ho mai ricevuti. Ne per posta, ne per mail e nemmeno tramite un messaggio nell’home banking.

Se una società privata lavorasse con lo stesso livello di “efficienza” delle banche, della Posta o degli enti della pubblica amministrazione, con tutta probabilità chiuderebbe nel giro di qualche giorno. Per inabilità imprenditoriale e per palese mancanza di serietà professionale, già.

Un equivoco

Non so voi, ma io credo che, alla fine, sia tutto frutto di un banale equivoco: si lavora 340 giorni all’anno e si fanno 20/25 giorni di ferie, magari anche meno, invece era “340 giorni di ferie e 20/25 di lavoro”. Mi sa che sta qui il problema, forse.
Ecco.