Da venerdì 25 a domenica 27/09: ALT[R]O Festival 2020! (E ci sono anche io!)

Venerdì 25 e sabato 26 settembre, tra Sondrio e la Valmalenco, avrò il grande onore di essere tra i protagonisti dell’edizione 2020 di ALT[R]O Festival, senza dubbio una delle rassegne culturali dedicate alla montagna più originali e dal format più innovativo organizzate sulle Alpi italiane. Come rivela la presentazione, ALT[R]O Festival è

due giorni di esperienze, racconti e sport in cammino. Il territorio è un teatro di esperienza, per tutti, da vivere con il proprio passo, con il proprio ritmo e con la propria attitudine. ALT[R]O Festival nasce dal desiderio di far conoscere la Valmalenco fuori dagli schemi consueti. Di far scoprire angoli nascosti, luoghi dimenticati, dettagli poco appariscenti. Di insegnare a perdersi  consapevolmente, dimenticando la necessità di avere una meta. Il centro focale dell’esperienza diventa il percorso predisponendo chi vive l’evento ad assaporare ogni luogo per la sua unicità e bellezza. Si parte da Sondrio per risalire la Valmalenco fino a Chiareggio al cospetto del Disgrazia, a piedi o in bicicletta, percorrendo tutti quei luoghi che si attraversano abitualmente in auto. La traccia di cammino segue il sentiero Rusca, con alcune varianti che intercettano punti meno noti. Lungo il cammino appuntamenti diffusi, incontri e spazi inesplorati, accompagnano il viandante ad osservare con occhi nuovi quel che ci circonda.

Potete conoscere ogni cosa sul Festival e sul suo ricco programma cliccando sull’immagine in testa al post. Per quanto mi riguarda gli appuntamenti sono due: venerdì 25, dalle 18.30, nella cornice del CaST, il “Castello delle Storie di Montagna” ospitato nel Castello Masegra la cui mole medievale domina il centro di Sondrio, parteciperò all’Anteprima di ALT[R]O Festival significativamente intitolata “Ogni uomo è un libro”. Sarà una serata-evento ispirata alle Human Libraries per ascoltare storie e condividere esperienze con le voci che accompagneranno i partecipanti durante il cammino del Festival. La partecipazione è libera fino ad esaurimento posti.

Sabato 26 settembre, a Torre Santa Maria presso il ponte stradale per Spriana, tra località Prato e località Tornadù, con partenze alle ore 10.00, 14.00 e 16.00, guiderò i presenti in Suggestioni di lettura di strada. Camminare sulle parole, un cammino letterario molto particolare – e ribadisco, molto particolare – lungo un tratto brutto del Sentiero Rusca.
Sì, avete letto bene: “brutto”. Poco interessante, trascurato, insignificante. Ma è veramente così? E, d’altro canto, cos’è “bello”, in montagna? In che modo il paesaggio ci può comunicare la sua bellezza, e perché noi possiamo invece percepirne, in certi casi, una qualche “bruttezza”? Innanzi tutto, il paesaggio comunica, sempre: ci parla, ci racconta, ci svela, e in quest’occasione lo farà letteralmente e letterariamente, attraverso brevi ma significative citazioni da leggere direttamente sul terreno, impresse lungo il percorso, con le quali riflettere sul senso del bello tra i monti e sulla relazione che possiamo avere con il paesaggio che ce lo comunica camminandoci dentro. Al di là degli immaginari alpini consueti e, per molti versi, ormai desueti. Insomma, sarà una cosa parecchio interessante e, per certi versi, “rivoluzionaria”: da non perdere!

Questo e tutti gli altri eventi di Alt[R]O Festival si terranno con ogni condizione metereologica; ovviamente, in caso di maltempo, il programma potrà subire adeguate variazioni. Inoltre tutti gli appuntamenti, i laboratori, i cammini con gli autori, i concerti, sono gratuiti. Qui potete consultare direttamente la pagina delle info nel sito del festival per avere ogni altra informazione al riguardo oppure, come detto, potete cliccare sull’immagine in testa al post per accedere alla home page del sito web e navigare liberamente tra i suoi contenuti.

Ci vediamo a Sondrio e in Valmalenco, dunque. Non mancate!

⇒ www.altrofestivalvalmalenco.it

Referendum e risate

[Foto di jacqueline macou da Pixabay, rielaborata da Luca.]
Leggo che a breve, in Italia, i cittadini saranno chiamati a votare in un referendum l’assenso o meno al taglio del numero dei parlamentari.

AHAHAHAHAH! Notevole trovata comica, non c’è che dire! Di quella comicità grottesca nella quale le “istituzioni” italiani sono maestre, indubbiamente.

È un po’ come se, a bordo di una nave piena di falle nello scafo che per questo imbarca acqua e affonda inesorabilmente, i marinai dell’equipaggio si mettano a discutere su quali mobili dell’arredamento di bordo buttare a mare perché ritenuti troppo pesanti e così colpevoli dell’inabissamento.
I mobili, già, non i buchi nello scafo.
Veramente una gag comicissima, appunto!

Al netto delle considerazioni sui pro e sui contro al riguardo, nonché delle gran risate (personali, ribadisco), sul serio in Italia si pensa e si crede che sia un problema di quantità e non invece di qualità della rappresentanza politica? E che tra 900, 600 o 10 oppure cinquemila parlamentari, se comunque incapaci, impreparati e cialtroni (pare che la politica italiana attiri solo figure del genere, da tempo), le cose possano cambiare?

Be’, bisogna ammetterlo: gli italiani sono proprio un popolo “divertente”. Molto divertente.

P.S.: che poi, a buttare i mobili in mare, si finisce per inquinarlo, eh! Col rischio che, una volta colata a picco la nave e finiti in ammollo, ci si ritrovi pure immersi nell’acqua sporca. Ecco.

Cacciatori “ambientalisti”

Devo ammettere una cosa che io stesso ritengo “sconcertante”, per certi aspetti, ma che per altri si basa su fatti assolutamente oggettivi: da abitante della montagna non sarò mai un cacciatore – e ribadisco, mai – ma non posso che ringraziare solo i cacciatori se zone tutt’oggi ampie dei boschi e dell’ambiente naturale dei monti di casa sono ancora ben tenute, a tutto vantaggio della stessa avifauna, e non lasciate in balia del rimboschimento selvaggio, condizione di dissesto potenziale per il terreno, di disequilibrio biologico oltre che segno palese e desolante dell’abbandono della cura della montagna.

Sono loro che vedo per i boschi, fuori dalla stagione venatoria, a far manutenzioni varie, a pulire e sistemare i sentieri, ad assestare i piccoli smottamenti del terreno e togliere le piante schiantate al suolo nel corso di qualche tempesta, insieme a volontari di gran cuore che tuttavia si contano sulle dita di una sola mano. Loro, e non altri.

Detto ciò, lo ripeto, per me stesso non ammetto e concepisco l’attività venatoria a scopo ludico, quantunque ne consideri l’appartenenza alla tradizione storica delle montagne di casa e d’altrove. Ma, appunto, se non ci fossero quei cacciatori, sicuramente molti dei boschi e dei sentieri attraverso i quali pratico il mio vagabondare montano non sarebbero più accessibili, in preda alla più disordinata selvatichezza di ritorno e con conseguente cospicuo danno al valore culturale del territorio.

Ecco.

(Cliccate sull’immagine – presa da qui – per saperne di più, sulla caccia.)

 

Un artista “dentro” il tunnel

Vi ho già parlato di più volte di Alex Dorici, qui sul blog, e di quanto la sua ricerca artistica sia originale, particolare, innovativa e capace di relazionarsi con i luoghi in cui si manifesta in modi tanto suggestivi quanto intriganti, generando riflessioni sagaci e profonde nonché molteplici spin off tematici e speculativi che ne ampliano la portata artistica.
Ovvero, in parole povere, è bravo assai Alex Dorici, e lo dico non certo perché ho la fortuna di conoscerlo e dunque ne parlo bene; semmai, al contrario, la fortuna è quella di conoscere un artista così interessante e, per simile fortunata conseguenza, di poter scrivere dei suoi lavori.

Sì, Alex Dorici è lui!

In ogni caso, quello che sarà inaugurato pubblicamente il prossimo 2 settembre alle 18.30 a Lugano è un lavoro che esplica perfettamente quanto ho appena affermato sull’arte di Alex Dorici: sarà un’opera che trasformerà un ordinario tunnel pedonale, quello di Besso, in un cervello artificiale con tanto di neuroni e sinapsi in grado di interagire con i passanti. L’installazione – permanente – si chiama NeuralRope#1. Inside an Artificial Brain, è stata pensata da Luca Gambardella, direttore dell’Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale e, grazie alla realizzazione di Dorici, combina ricerca artistica e scientifica, fra arte contemporanea e intelligenza artificiale. Il progetto vede la luce nell’ambito della piattaforma L*3-Lugano Living Lab, che riunisce le istituzioni cittadine, USI e SUPSI oltre ad aziende attive nelle nuove tecnologie.
L’installazione sarà costituita da fonti luminose (si tratta di sedici schermi LED quadrati) e settecento metri di corde rosse e fluorescenti; si snoderà lungo i cento metri del sottopassaggio in modo che «Entrando nel tunnel, si entrerà in una rappresentazione digitale del cervello», come ha spiegato Gambardella. In pratica, NeuralRope#1. Inside an Artificial Brain è una rete neuronale artificiale: si tratta di un sistema digitale composto da neuroni e connessioni che riproduce alcune funzionalità del nostro cervello ed è in grado di imparare concetti a partire da esempi. L’installazione osserva ciò che avviene all’interno del tunnel, interpreta i gesti della mano e impara dalle immagini che i visitatori scelgono di mostrarle, per poi restituirne una nuova versione.

Insomma, da vedere, visitare, vivere.

E nel frattempo le opere di Alex Dorici sono visitabili anche in altre esposizioni d’arte: date un occhio al suo sito per saperne di più. Cliccate invece sull’immagine in testa al post per visitare il sito web dell’opera.

Che estate è, senza i RADIO THULE Summer Reloads?

Lo so, lo so… a volte l’estate, pur con tutta la sua esplosione di luce, di colori e di calore, di gioia vacanziera e infradito a gogò, inopinatamente ti genera una sensazione un po’ così, di malinconia mista ad apatia… come quando vai a una di quelle feste nelle quali di primo acchito ti sembra ci sia parecchia gente bella e interessante e dunque, con piacevole curiosità, attacchi bottone qui e là cosicché, dopo nemmeno mezz’ora, sei lì stravaccato su una poltrona in un angolo che non vedi l’ora che l’inverno ritorni, col suo buio e il suo freddo e tutto il resto.

Ok, tranquilli, nessun problema e nessuna malinconia o apatia: dalla prossima domenica e per tutto agosto e settembre RCI Radio manderà in onda, ogni domenica alle ore 13, le repliche delle puntate della stagione 2017/2018 di RADIO THULE. Che di questi tempi è in ferie ma tornerà, con la sua 15a stagione, insieme al buio e al freddo – anzi, un po’ prima: perché son tutti bravi a fare i brillanti quando tutto è brillante, come in estate, ma che conta è farlo quando c’è buio per cercare di illuminare un po’ intorno, eh!

E se nemmeno le repliche in fm e in streaming vi bastano, c’è sempre il podcast: così potrete affermare che sì, non ci sono più le mezze stagioni radiofoniche, e meno male che sia così!

Buon ascolto e, di nuovo, buone vacanze! Ci risentiamo a ottobre!