La sedentarietà

La sedentarietà fisica e le cattive abitudini dei ragazzi italiani di oggi, segnalate in questi giorni da alcuni articoli (come questo, da cui traggo anche l’immagine in testa al post), sono sempre l’effetto della sedentarietà mentale e della cattiva coscienza dei loro genitori. Sempre.

Genitori che, lo dico con molta franchezza, in certi casi è una tragedia che lo siano diventati, soprattutto per i loro poveri figli – ho disquisito al riguardo anche qui. I quali, mi auguro, si possano recuperare e possano redimersi da tale “disgrazia” subita prima che, a propria volta, diventino adulti e decidano di assumere la responsabilità di educare le future generazioni, in modo ben più virtuoso e coscienzioso rispetto a troppe madri e troppi padri odierni.

INTERVALLO – Bellinzona (Svizzera), libreria “Lettera 9”

Lettera 9 è una libreria no profit voluta da Ondemedia – associazione che si occupa di servizi culturali e promozione del libro – e sita in Via Magoria 9 a Bellinzona, capoluogo del Canton Ticino.

Lettera 9 si profila come libreria second-hand offrendo un’ampia gamma di generi letterari: ticinensia & helveticae, arte, narrativa italiana e straniera, saggistica, edizioni per bambini, fumetti, vinile, cd & dvd, proponendo sempre nuove offerte di libri usati in ottimo stato con sconti al 50% al 70% sul prezzo di copertina.

Potete saperne di più cliccando sull’immagine in testa al post oppure qui, per conoscere meglio l’offerta culturali e i servizi di Ondemedia.

Gianni Rodari e il grembiule a scuola

Secondo me una classe non è veramente disciplinata quanto ascolta immobile e impassibile le spiegazioni del maestro, pena un brutto voto in condotta, ma quando sta facendo una cosa interessante, così interessante che a nessuno viene in mente di guardare dalla finestra, o di tirare le trecce alle bambine, o di leggere un fumetto sotto il banco.

(Gianni Rodari su Il Corriere dei Piccoli, 1968.)

Già: se all’indossare o meno un grembiule a scuola si associa un concetto di “ordine” (o meno), allora quel grembiule diventa una mera “uniforme”. Che uniforma, appunto: omologa, normalizza, massifica. Quando invece l’ordine, in una scuola, è una virtù culturale in quanto frutto della qualità del suo lavoro didattico: che non massifica mai, anzi, che esalta le doti individuali degli alunni aiutandoli a trovare per ciascuno la propria strada – accademica, professionale, specialistica, creativa… – nel futuro. Vestiti come si vuole: con gusto, ovviamente, ma come si vuole. Ecco.