Nel frattempo, in Veneto…

Ecco.

Il paesaggio del Veneto “ringrazia” e anche la relazione psicogeografica di chi lo vive – e lo vivrà sempre peggio, con inevitabili conseguenze sociali e culturali.

(Cliccate sui titoli delle notizie per leggere i rispettivi articoli.)

QUIZ QUIZ QUIZ! “Indovina chi l’ha detto!” (2a puntata)

Dopo il successo del primo quiz proposto, eccovene un altro assolutamente intrigante!

Leggete con attenzione le seguenti dichiarazioni:

Per quanto tempo ha senso ancora investire dove la neve non c’è? Oggi sappiamo già che ci dobbiamo preparare a una stagione che sarà contraddistinta da una forte crisi idrica e il nostro compito è quello di non affrontare le sfide attuali con la mentalità di 100 anni fa.

La domanda è: chi le ha proferite?

  1. La Ministra del Turismo in carica poco prima di affidarsi alle cure del proprio chirurgo estetico di fiducia.
  2. Un esponente di rilievo del centrodestra lombardo, in quota Fratelli d’Italia.
  3. Un esponente di rilievo del centrosinistra lombardo, in quota Alleanza Verdi e Sinistra.
  4. Un noto rapper nel corso della trasmissione RAI “Domenica In” appena prima che la conduttrice gli togliesse bruscamente la parola.

Forza sióre e sióri, provate nuovamente a indovinare!

La soluzione sarà comunicata presto! 😄

La politica dei perdenti

[Fotografia di Ari Cretton, opera propria, CC BY-SA 4.0, fonte commons.wikimedia.org.]
Riguardo le elezioni regionali in Lombardia, ove risiedo e dunque verso la quale rivolgo la mia attenzione, ora che i media riportano le solite varie dichiarazioni dei politici coinvolti voglio dare qualche numero emblematico rispetto alla precedente tornata elettorale del 2018 – e sottolineo numeri, non percentuali – posto che non ne faccio una questione nominale di liste, schieramenti, partiti, coalizioni vincenti e sconfitte, cosa che per me risulta del tutto irrilevante.

I votanti in queste elezioni, al netto delle schede bianche e nulle, sono stati 3.245.754; nel 2018 erano stati 5.762.469: significa che 2.516.715 lombardi non sono più andati a votare, ovvero che in totale più di 4,5 milioni di lombardi non hanno votato.

Analizziamo ora i due principali schieramenti. Quello che ha espresso il candidato vincente ha ottenuto 1.774.477 voti, nel 2018 ne aveva ottenuti 2.793.369: significa che ha perso 1.018.892 votanti. L’altro schieramento ha ottenuto 1.101.417 voti, nel 2018 ne aveva ottenuti 1.633.373: significa che ha perso 531.956 votanti – che diventano 1.506.939 se si considerano i votanti del movimento politico che nel 2023 ha sostenuto tale schieramento mentre nel 2018 partecipava alle elezioni in modo indipendente. In pratica, il candidato vincente ha ottenuto il consenso di meno di un lombardo su cinque. (Fonti per i dati: 2018 qui, 2023 qui.)

Ecco. Tenete ben presente questi numeri quando in queste ore leggerete le dichiarazioni dei politici che hanno partecipato alle elezioni, di chi sostiene di aver «vinto alla grande» e di chi ritiene di «non aver perso troppo». E ricordate ciò che scrisse già a inizio Novecento il grande scrittore e storico statunitense Henry Adams:

La politica pratica consiste nell’ignorare i fatti.

Un tormento che svanirà presto

[Immagine tratta da l’asino.eu.]
Non si dia troppa pena, la società civile italiana – quella dotata di buon senso civico, s’intende – per il funesto tormento della chiesa cattolica che l’affligge – a prescindere dalle questioni dibattute in questi giorni. Svanirà presto, questo tormento: il dissolvimento è già in corso da qualche decennio e, molto facilmente, i nostri nipoti o al massimo i bisnipoti potranno vivere in un mondo meno ipocrita, almeno a tal riguardo. Ciò con grandi benefici per l’intera società civile – anche per quella conservatrice, a sua volta vittima (seppur di norma inconsapevole) della suddetta piaga. Amen. (È proprio il caso di dirlo, già!)

Barzellette all’italiana

[Immagine tratta da qui, cliccateci sopra per ingrandirla.]
E così, pare che i due argomenti principali sui quali in questi giorni si concentra l’attenzione di buona parte degli italiani siano la crisi di governo e il Festival di Sanremo.
Be’, lo capisco: raccontarsi barzellette in fondo è uno dei tanti modi per tenersi su il morale a vicenda, in questo periodo così difficile. Anche se a volte sono barzellette un po’ volgari, ma tant’è.

P.S.: per chi fosse così giovane da non ricordarselo, quello nell’immagine è Gino Bramieri, comico assai rinomato e barzellettiere celeberrimo.