Che gli alberi abbiano escogitato tante maniere, simili ma diverse, di far crescere centinaia di rami per riempire uno spazio con efficienza, senza scivolare nell’anarchia, ha del miracoloso. […] Come la gemma apicale, anche le estremità dei rami reagiscono alle variazioni di luce: è così che si inseriscono negli spazi, fermandosi prima di accalcarsi nella chioma. Se alzate lo sguardo in un bosco maturo noterete una linea sottilissima di cielo che separa le chiome, effetto detto «timidezza della corona» (se i rami crescono troppo cominciano a urtare l’uno contro l’altro e la crescita s’interrompe).
[Tristan Gooley, Leggere gli alberi, Altrecose 2025, pagg.73-86. Trovate la mia “recensione” al libro qui.]
Quello delle linee di cielo disegnate dalle cime degli alberi è un fenomeno che sicuramente tutti abbiamo constatato qualche volta, nelle nostre passeggiate nei boschi e in innumerevoli fotografie circolanti sul web. Ma quanti direbbero che una cosa così apparentemente casuale e banale rappresenta invece una delle manifestazioni più evidenti dell’intelligenza degli alberi e della loro capacità di “vedere” il mondo che hanno intorno?
Ciò dimostra quanto sia stupefacente e complessa la Natura in cui viviamo, ben più di quanto si possa immaginare e anche nelle circostanze più ordinarie; al contempo rimarca le responsabilità che noi abbiamo nei suoi confronti: di comprenderne il più possibile la realtà, di armonizzarci ad essa e di salvaguardarla come merita. Cioè come noi meriteremmo, se volessimo continuare a vivere al meglio su questo nostro pianeta, mentre troppo spesso meritiamo solo di subire tutte le conseguenze della nostra relazione disarmonica con l’ambiente naturale.
A tal riguardo anche il più ordinario albero ci sa insegnare molto. Sta a noi “ascoltarlo” e imparare.
In questo articolo a cadenza domenicale trovate una selezione di notizie relative a cose di montagna pubblicate in rete nella settimana precedente che trovo interessanti e utili da conoscere e leggere, con i link diretti alle fonti originarie così che ognuno possa approfondirle a piacimento. Di notizie del genere sulle montagne ne escono a bizzeffe: questo è un tentativo di non perdere alcune delle più significative. Durante la settimana le più recenti di tali notizie le trovate sulla home page del blog nella colonna di sinistra; qui invece trovate il loro archivio permanente.
L’OBBLIGO DEL CASCO PER CHI SCIA, TRA SENSATEZZA E ILLUSIONE
Su “Lo Scarpone” Enrico Camanni riflette da par suo sulla norma che da quest’anno rende obbligatorio il casco sulle piste da sci: «Se dal punto di vista della sicurezza (sempre quella parola d’ordine, sempre quell’illusione!) la norma risponde al buon senso, […] dal punto di vista simbolico è la fine della relazione storica tra sci e montagna. Oggi le piste sono considerate degli impianti al cento per cento, come un campo da tennis o da pallone, e allora se acquisto il biglietto devo essere “garantito” ed esonerato da ogni scelta, da ogni responsabilità, da ogni libertà.»
SCI TROPPO CARO: SEMPRE MENO ITALIANI E PIÙ STRANIERI SULLE PISTE
A proposito (anche) del mio articolo del 02/12 sul “caro-skipass”, se ne è occupata di recente anche “La Stampa”, in particolare sulla composizione del pubblico sciistico attuale: «Gli stranieri già da anni hanno superato gli italiani sulle nostre piste: ormai la proporzione è intorno al 40% di clientela domestica contro il 60% di sciatori esteri e oltre 70% nelle località più esclusive, tipo la dolomitica Alta Badia, la Val Gardena (73%) e Cortina: tre su quattro.» Ciò comporta che «il saldo positivo dei visitatori è in realtà una lente distorta. Il segno più è infatti drogato soprattutto dal crescere dei turisti stranieri, mentre quelli italiani sono in calo costante.»
IL PODCAST “DOVE IL GHIACCIO SCOMPARE”
In occasione del convegno della Carovana dei Ghiacciai “Ghiacciai e crisi climatica” del prossimo 9 dicembre, CIPRA Italia e Legambiente Alpi con il supporto di Fondazione Cariplo lanciano “Dove il ghiaccio scompare“, un podcast narrativo in sei puntate che attraversa le Alpi seguendo le tappe della Carovana dei Ghiacciai. Dal 9 dicembre il podcast sarà disponibile sulle principali piattaforme e sui canali di La Nuova Ecologia, CIPRA International e Legambiente.
L’“IDENTIFICATORE DI CIME” DI WIKILOC
Wikiloc, la nota piattaforma per appassionati di attività outdoor, ha introdotto nella propria app l’Identificatore di Cime, una nuova funzione basata sulla realtà aumentata che permette di riconoscere in tempo reale le montagne semplicemente puntando lo smartphone verso l’orizzonte. L’obiettivo è quello di rendere ogni uscita un’esperienza più consapevole, aiutando gli utenti a conoscere meglio il territorio: è una cosa quanto mai necessaria, senza dubbio, ma oltre alla conoscenza potrà alimentare anche la consapevolezza dei luoghi in cui ci si trova?
COSA STANNO FACENDO I PAESI ALPINI PER PROTEGGERE IL CLIMA?
La regione alpina è più colpita dai cambiamenti climatici rispetto alla maggior parte delle altre regioni europee. Si sta facendo di più per proteggere il clima? Su “Salto.bz” Thomas Benedikter compila una panoramica dettagliata sulle azioni e gli interventi in atto a livello istituzionale nei vari paesi delle Alpi, i quali registrano alcuni ritardi e/o tentennamenti ma pure interessanti eccellenze.
[La panchina gigante di Piamprato in Valle Soana, Piemonte.]Secondo voi, se in un luogo che offre un bel panorama e per ciò vi viene piazzata una “big bench”, una panchina gigante insomma, si fosse installata una panchina normale, avrebbe attirato lo stesso molte persone?
La risposta è no, ovviamente.
E perché mai? Cosa cambia tra le due, se il senso dell’opera è dare modo alle persone di ammirare la bellezza del luogo e del suo panorama?
Se al posto delle panchinone, quasi sempre caratterizzate da colori sgargianti che non c’entrano nulla con i luoghi in cui stanno, si fossero installate delle belle panchine normali, magari realizzate da un valente falegname o da un bravo artigiano del ferro battuto, non avrebbero veramente abbellito il luogo ben più delle prime dando ugualmente la possibilità alle persone di sedersi su di un oggetto pregevole e di godere del panorama? Non sarebbe stata comunque una situazione instagrammabile?
[Una semplicissima panca in legno sulle Alpi austriache. Foto di Arthur Dent su Unsplash.]La risposta, altrettanto ovvia, è sì. E lo è perché alle panchine giganti non interessa nulla del luogo e della sua “valorizzazione”: sono oggetti autoreferenziali, oltre che volgari, che accentrano unicamente sulla loro presenza l’attenzione del pubblico più svagato banalizzando e degradando ciò che hanno intorno. Chi le installa vuole “valorizzare” il luogo, appunto, invece finisce inesorabilmente per imbruttirlo.
[Ecco l’unico vero scopo fondamentale delle panchine giganti.]A questo punto non posso che chiedere: veramente molte persone accettano di stare al gioco, ad un gioco così bieco e cafone, edi partecipare – pur con tutta l’inconsapevolezza e la buona fede del caso – al degrado di un luogo di pregio? Invece di godere veramente delle bellezze naturali e paesaggistiche che può offrire camminandoci attraverso e magari sedendosi ad ammirarne le vedute su una semplice panchina – ma basta un sasso oppure un prato – sentendosi realmente dentro il paesaggio senza trasformarsi in un elemento di disturbo esattamente come lo è la panchina gigante sulla quale ci si trastulla?
Veramente molte persone possono accettare tutto questo a cuor leggero? Quale risposta più o meno ovvia possiamo dare a una domanda del genere?
Oggi, 5 dicembre, è partita da Cortina d’Ampezzo Errando per antiche vie. In cammino da Cortina a Milano, una grande azione performativa per la quale artisti e pubblico percorreranno a piedi la distanza che separa Cortina e Milano (250 Km, 12 giorni di cammino consecutivi) tra il 5 e il 16 dicembre (a un mese e mezzo dall’inizio delle Olimpiadi), per raccontare il territorio che per la prima volta sarà messo sotto i riflettori internazionali grazie ai giochi olimpici 2026.
Ideato da Michele Losi – regista, performer e direttore artistico di Campsirago Residenza − con ORA – Orobie Residenze Artistiche e Danzare A Monte_Pluraldanza, Errando per antiche vie. In cammino da Cortina a Milano è una grande azione di cammino e performance con ben 12 giorni di cammino comunitario aperto a tutte e tutti e che vedrà il coinvolgimento di artisti e artiste, compagnie, associazioni locali, realtà culturali del territorio, reti nazionali; un progetto realizzato con la collaborazione di 10 comuni e oltre 20 enti del terzo settore che operano nella cultura e nel sociale.
Il progetto unisce l’attraversamento a piedi dei paesaggi montani delle Alpi e Prealpi a performance teatrali e di danza, presentazioni di libri, proiezioni di film e documentari, pranzi e cene di comunità, incontri e dibattiti: oltre 30 appuntamenti in 12 tappe per comporre una grande grande azione performativa e comunitaria. Con il cammino, e grazie alla sua natura partecipativa aperta, si vuole elaborare un racconto della montagna che si basa sulla responsabilità, sul protagonismo dei territori alpini e prealpini, sulla restanza di chi decide di vivere e lavorare in quota e nel margine, al di là della spettacolarizzazione legata alla narrazione olimpica.
[Veduta del nucleo di Campsirago, sul Monte di Brianza. Immagine tratta da www.campsiragoresidenza.it.]Errando per antiche vie è un cammino che racconta la montagna che resta nell’ombra, quella delle fragilità, dei ghiacciai che scompaiono e dei grandi carnivori che fanno ritorno, dei giovani che lasciano le città metropolitane per abbracciare uno stile di vita più lento e consapevole, la montagna dei rituali, dei simboli. La montagna del contemporaneo, attraverso il coinvolgimento delle tante e diverse comunità che la abitano: vecchi e nuovi residenti, giornalisti, alpinisti, esercenti, accompagnatori e guide alpine, artisti e poeti, cittadini e istituzioni, alpeggi e rifugi.
Vi parteciperò anch’io, domenica 14 dicembre a Campsirago insieme a Luigi Casanova, presidente di Mountain Wilderness Italia, e al suo ultimo libro “Oro Colato”, da poco pubblicato per Altreconomia:
A breve vi darò altre info sulla giornata. Nel frattempo, cliccando qui trovate il comunicato stampa e il programma completo delle tappe e degli eventi che caratterizzeranno il cammino; il programma, e altri dettagli al riguardo, lo trovate anche sul sito web di Campsirago Residenza.
Martedì 2 dicembre scorso è stato presentato a Lecco con una conferenza stampa il Coordinamento “DIFENDIAMO LA MONTAGNA”, un nuovo soggetto che intende operare a favore dei territori montani della provincia di Lecco e delle loro comunità residenti mettendo in dialogo costante le istituzioni, l’associazionismo di montagna e ambientale, esperti e studiosi dei temi legati alle terre alte e la società civile.
Il Coordinamento è nato su iniziativa di alcune persone che si occupano a vario titolo di cose di montagna, oltre a esserne tutti quanto degli assidui frequentatori – Emilio Aldeghi, Arianna Cecchini, Paolo Galli, Ruggero Meles, Giovanni Ponziani, Silvia Tenderini e lo scrivente – e si è strutturato attraverso frequenti interlocuzioni con l’associazionismo di montagne e di tutela ambientale lecchese durate due anni, nel corso delle quali sono emersi vari temi e motivi che hanno supportato la decisione di costituire il Coordinamento – a cui hanno già aderito alcune associazioni mentre se ne attendono altre.
[Il servizio sulla conferenza stampa andato in onda nel TG di “UnicaTV” il 3 dicembre. Cliccate sull’immagine per vederlo, il servizio parte a 19’05”.]Innanzi tutto la realtà del territorio montano lecchese, dotato di grandi valenze paesaggistiche, turistiche, culturali, identitarie oltre a rappresentare una cerniera prealpina fondamentale, non solo dal punto di vista geografico, tra la parte più antropizzata della Lombardia, quella a nord di Milano, e l’area prettamente alpina, quella retica e valtellinese. Valenze numerose e importanti delle quali però a volte la popolazione locale non ha piena consapevolezza, come si evince quando vengano proposte particolari iniziative di sviluppo turistico verso le quali il territorio, poste le suddette specificità, si presta molto.
Di contro, tanto in queste circostanze quanto in generale, è spesso carente se non del tutto assente il dialogo tra i decisori politici e istituzionali e la società civile, il che rende indispensabile la tessitura di una interlocuzione costante e consapevole tra istituzioni e comunità locale riguardo i processi decisionali e gli interventi proposti nei territori. Per questo il Coordinamento non nasce contro qualcuno o qualcosa ma proprio per diventare un media tra istituzioni, territorio montano, comunità e ulteriori soggetti funzionali al miglior sviluppo possibile della montagna lecchese.
[Il centro di Lecco con sullo sfondo il Resegone, insieme alle Grigne le montagne lecchesi per eccellenza. Immagine tratta da https://leccotourism.it.]Dunque gli obiettivi di “DIFENDIAMO LA MONTAGNA”, oltre a quanto già ben intuibile nel nome e nel “sottotitolo” del Coordinamento sono quelli di (far) conoscere, analizzare, riflettere, informare, dialogare, se è il caso di contrastare ma innanzi tutto contribuire a mantenere sempre al centro territorio, paesaggio e comunità ovvero salvaguardia del territorio, sviluppo economico, sociale e turistico, bisogni e istanze della comunità nell’ottica già rimarcata del miglior sviluppo possibile per le montagne lecchesi.
“DIFENDIAMO LA MONTAGNA” è un Coordinamento assolutamente aperto, nel senso al netto di chi vi aderisce che chiunque – associazione, ente, gruppo sociale, soggetto privato – vi si può appoggiare stabilmente oppure in occasione di determinate circostanze e azioni, nella più totale libertà reciproca di movimento e opinione; anche per questo è stato definito in quel modo e non come “Comitato” o altro titolo del genere. Parimenti, il Coordinamento intende creare una rete di azione civica a favore delle montagne con le altre realtà simili che operano sulle Alpi italiane, nella certezza che «l’unione fa la forza» e fa anche massa critica a sostegno della tutela dei territori montani e in sostegno delle loro comunità.
[La home page del sito web del Coordimamento. Cliccateci sopra per visitarlo.]Tutto quanto rimarcato finora è stato compendiato in un “Manifesto”, che indica le linee guida sulle quali si muoverà l’azione del Coordinamento. Inoltre è già attivo il sito web https://difendiamolamontagna.it/ nel quale si potrà trovare ogni cosa elaborata e messa in atto dal Coordinamento, la documentazione utile a conoscere i fatti di montagna lecchesi, la rassegna stampa, le iniziative organizzate oltre ovviamente allo stesso Manifesto e ai contatti, che si possono utilizzare da subito per qualsiasi comunicazione relativa all’attività del Coordinamento o segnalazione, richiesta, istanza, necessità e per ogni altra cosa che chiunque possa cogliere nel vivere, abitare e frequentare le montagne della provincia di Lecco.