Uno “scherzo” dell’antropocentrismo

Uno degli scherzi dell’antropocentrismo: descrivere la fine della specie come implicante la morte della natura vegetale e animale, la fine stessa della Terra. La caduta dei cieli. Non esiste escatologia che non consideri la permanenza dell’uomo come essenziale alla permanenza delle cose. Si ammette che le cose possano cominciare prima, ma non che possano finire dopo di noi.

(Guido Morselli, Dissipatio H.G., Adelphi, Milano, 1977.)

Morselli, credo ironicamente, lo definisce “scherzo” quello evidenziato nelle sue illuminanti parole. Con più chiarezza, forse cinica ma certamente obiettiva, lo si potrebbe definire “una delle stupidità dell’antropocentrismo”. Palese, peraltro.

(L’immagine è tratta dal sito “CriticaLetteraria“, qui.)

Dal nuovo libro

Ecco: adesso del mio nuovo libro, in imminente uscita, avete pure un dettaglio della copertina (col sottotitolo) e del suo retro. Non vi resta che… il libro al suo completo, tra pochi giorni in tutte le librerie!
Intanto, per avere qualche altra informazione al riguardo, guardate qui

Gli italiani sono bravi

(Immagine tratta da https://www.librimondadori.it/autore/fruttero-lucentini/)

Tranne forse gli animali delle favole di La Fontaine, nessuno è mai stato bravo come gl’italiani nell’arte d’inventare nobili pretesti per eludere i propri doveri e fare i propri comodi.

(Fruttero & LucentiniLa gita scolastica ne La prevalenza del cretino, Mondatori, Milano, 1985; nuova ed. Il Cretino, collana “Bestsellers”, 2012.)

Andrei Kurkov, “Il vero controllore del popolo”

Cosa rende la lettura di un libro qualcosa di piacevole? Una bella e coinvolgente storia, ovviamente, una trama azzeccata e ben articolata, dei personaggi di facile immedesimazione, un contesto scenografico a sua volta azzeccato e fascinoso, uno stile tecnicamente e lessicalmente accattivante che può derivare da un autore particolarmente carismatico – insomma, cose piuttosto ovvie nel principio, che ogni lettore ricerca e spera di trovare nei libri letti.
Nel caso invece che non ci sia nulla o quasi di tutto ciò, un libro potrebbe risultare comunque piacevole da leggere?

Il vero controllore del popolo di Andrei Kurkov, scrittore ucraino ma nato a San Pietroburgo ai tempi in cui era ancora una città dell’URSS e si chiamava Leningrado, (Keller Editore, 2014, traduzione di Rosa Mauro; orig. Skazanie ob istinno narodnom kontrollere, 2000) è descritto in copertina come «straordinariamente divertente» (citazione di Emily Walton da “Falter”) e accostato nella quarta di copertina allo stile narrativo di Michail Bulgàkov. Racconta quattro storie contemporaneamente: quella che dà il titolo al romanzo ovvero la vicenda di Pavel Aleksandrovi Dobrynin, uomo semplice e onesto che dalla quotidianità del suo villaggio rurale viene chiamato al Cremlino per assumere il prestigioso incarico di “controllore del popolo” (una sorta di vedetta del potere centrale con il compito di stabilire cosa ci sia in un certo luogo o territorio che va bene e cosa che non va bene) e poi spedito nel profondo Nord del paese ad espletare tale mansione; quella di un angelo che dal Paradiso scende in Terra perché da essa mai nessun morto finisce lassù; poi quella del dirigente scolastico Banov, figura vagamente depressa votata alla fedeltà all’apparato didattico sovietico che s’innamora della giovane madre di uno scolaro del suo istituto; infine quella d’un addestratore di pappagalli e del suo intelligentissimo volatile, in grado di declamare decine e decine di componimenti poetici glorificanti l’URSS e la figura mitologica di Lenin.

Ecco, del testo e di queste storie di più non vi dico per non arrivare a rivelarvi troppo al riguardo (avevo scritto «per non fare spoiler», ma poi ho cancellato!). Vi dico invece di quanto, dal mio punto di vista, ho potuto rilevare dalla lettura delle storie, che si muovono parallele senza mai toccarsi se non soltanto sfiorandosi per vaghi riferimenti incrociati []

(Photo credit: Juerg Vollmer – originally posted to Flickr as Andrei Kurkow 01, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=12017520)

(Leggete la recensione completa de Il vero controllore del popolo cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Incipit (del nuovo libro)

Sono le prime quattro pagine del mio nuovo libro, del quale vi ho già parlato più volte nei giorni scorsi sul blog – da qui all’indietro. Ormai manca pochissimo alla sua pubblicazione ma non vi svelo ancora il suo titolo, che contiene pure il nome del luogo in cui si svolge la storia narrata – un luogo, ovvero una città, tra le più sorprendenti d’Europa… Però vi svelo il sottotitolo, che a sua volta racconta molto della storia senza in verità svelare nulla…

Storia di un colpo di fulmine urbano

Ecco.
A prestissimo, con il libro pubblicato!

N.B.: ovviamente, cliccando sulle immagini potete aprire e leggere le pagine in un formato più grande.