Determinismi 2.0 #3: web e imbecilli

Ma poi… è “Internet che dà diritto di parola a legioni di imbecilli” (Eco, 2015) o sono legioni di imbecilli che, proprio in quanto tali, rivendicano (più di altri) il diritto di parola su Internet?

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Se l’analfabetismo funzionale ci frana addosso

È esattamente così, come si vede qui sotto, che stanno andando le cose.
Ci si prova a mettere ordine, a razionalizzare il tutto, a dargli una logica che lo renda comprensibile, in primis, e poi accessibile a tutti, al contempo sgombrando il campo dal caos, dal cumulo di disordine culturale che occlude sguardi, visioni, orizzonti, ripristinando una consona e preziosa urbanità

Ma a volte – troppo di frequente, ormai – dissonanza cognitiva e analfabetismo funzionale franano rovinosamente addosso a tutto quanto devastando il lavoro fatto e costringendo alla fuga dal quel caos che si voleva sgombrare, viceversa finendo per portare ovunque disordine culturale quando non il rischio – ancora più grave e devastante – che venga seppellita ogni cosa sotto uno strato di arida polvere la quale non permetta più ad alcun seme di cultura e di civiltà di attecchire, crescere e fiorire.
Si persevera, allora, ricominciando daccapo ovvero – se va bene – continuando nel lavoro intrapreso con ancora maggior impegno e cura. Perché chi frana in quel modo finisce prima o poi per seppellire sé stesso: dunque, bisogna cercare di restare lontani dalla smottamento, oppure fare in modo di arginarlo con opere di contenimento assai solide e robuste al fine di non esserne coinvolti.
D’altro canto, restare a rischio di seppellimento come nulla fosse e senza fare niente per prevenirlo, sottovalutandone ovvero ignorandone il pericolo, è cosa assolutamente stolta e potenzialmente letale: o lo si minimizza e azzera, un tale rischio, o vi si fugge via, appunto.

Misteri (?) di facebook…

Applausi scroscianti per Gian Paolo Serino, che qualche giorno fa sulla propria pagina facebook così ha scritto:

…E io, che su facebook vanto una simile vetustà, se non pure maggiore (al punto da sentire sempre più puzza di stantio e desiderio di fuga), con tale osservazione sono totalmente d’accordo.

D’altro canto a Serino avevo già dedicato questo articolo e quanto sopra, pur nel suo “piccolo”, ne conferma di nuovo il valore.

Gli stupidi non esistono!

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A mio parere, di principio non esistono persone stupide – sostanzialmente non possono esistere. Esistono semmai persone che ignorano o dimenticano di essere intelligenti – a volte non lo fanno per loro colpa, ma per colpa altrui – e ancor più non si rendono conto che, con quanto poco utilizziamo le nostre facoltà cerebrali, basterebbe veramente niente per esserlo (c’è pure una roba che fa miracoli in tal senso: si chiama cultura). Quasi sempre basta meno – anche in termini di sforzo necessario – di quanto occorra per mostrarsi stupidi.

Ma veramente il mondo finirà nelle mani degli idioti?

idiota.
A meno che non si faccia qualcosa subito, anche di drastico.
O a meno che ciò in fondo sia inevitabile, e inesorabilmente giusto.