Il mondo salverà il mondo #4

(Cliccate qui, per capire meglio.)

#4: Claude Monet, La pie, 1868-1869

Il mondo salverà il mondo #3

(Cliccate qui, per capire meglio.)

#3: Rockwell Kent, Snow Fields (Winter in the Berkshires), 1909

[Per ingrandire l’immagine cliccateci sopra. Per saperne di più sull’opera, qui.]

C’è fiordo e fiordo

[Foto di bre, opera propria, CC BY-SA 4.0, fonte: commons.wikimedia.org. Per ingrandire l’immagine cliccateci sopra.]
Una suggestiva immagine di uno dei tanti fiordi della regione di Vestlandet, nella parte occidentale della Norveg… – e invece no! Non è un fiordo norvegese ma è il Fälensee, un lago alpino nella zona dell’Alpstein, cantone di Appenzello interno, Svizzera. Che a un fiordo scandinavo in effetti ci assomiglia parecchio – date un occhio a certe immagini del Nærøyfjord, ad esempio.

Al solito: la “verità” del paesaggio è innanzi tutto nella nostra mente ed è il frutto delle nostre percezioni tanto quanto della nostra cultura. Noi dobbiamo dare un senso obiettivo e realisticamente identificante al paesaggio; quando ciò avviene, il paesaggio dà un senso al luogo e offre un’identità a noi che lo viviamo, per poco tempo o per una vita intera.

P.S.: a proposito di paesaggi “inconfondibili” o forse no, ovvero per capire ancora meglio cosa voglio dire, cliccate qui.

Il mondo salverà il mondo #2

(Cliccate qui, per capire meglio.)

#2: Hiroshi Yoshida, Lake Moraine, 1925.

[Per ingrandire l’immagine cliccateci sopra.]

Il mondo salverà il mondo #1

…Ovvero i paesaggi del mondo, la loro bellezza primordiale, fondamentale e salvifica (appunto) che l’arte sa esaltare più di ogni altra cosa umana, l’importanza vitale della relazione che possiamo e dobbiamo intessere con essi, ovunque ci troviamo e per quanto tempo ci stiamo – un’ora sola o una vita intera – al fine di godere della «possibilità di uscire dal regno orizzontale delle relazioni sociali per entrare in quello verticale dove la terra e il cielo, la materia e lo spirito sono allineati» (Rebecca Solnit).

#1: Edward Theodore Compton, The Matterhorn, 1900 circa.

[Per ingrandire l’immagine cliccateci sopra.]