Terzo prestigioso appuntamento di “Una Montagna di Eventi”: domenica 08/07 a Colle di Sogno con Roberto Mantovani!

Dopo la proiezione del film I Tesori della DOL in notturna nei boschi, e l’emozionante concerto del baritono Giuseppe Capoferri a Forcella Bassa – entrambi eventi di grande successo di pubblico e di consensi – il terzo appuntamento della rassegna culturale Una Montagna di Eventi, realizzata dalla Pro Loco di Carenno (Lecco) al fine di (ri)valorizzare il meraviglioso territorio montano locale e metterne in luce il prezioso valore del patrimonio di cultura, tradizioni, socialità, umanità ivi presente – rassegna che ho l’onore di curare – avrà come proscenio uno dei luoghi in assoluto più belli, noti ed emblematici non solo della montagna carennese ma pure dell’intera fascia prealpina di Lombardia: il meraviglioso borgo di Colle di Sogno.

Qui, alle ore 17.00 di domenica 8 luglio, nella raccolta e caratteristica piazzetta in centro alle case del borgo, sarà ospite uno dei più importanti personaggi della montagna italiana, ovvero uno dei massimi esperti di “cose” montane: Roberto Mantovani.

Scrittore e autore di più di 25 libri, giornalista, storico dell’alpinismo, collaboratore per sette anni della trasmissione TGR Montagne di Rai2, direttore della rivista Camminare (e molto altro), in grado come pochi altri di raccontare in maniera avvincente le storie alpine del passato e del presente, grazie al proprio enorme bagaglio di conoscenze al riguardo, Mantovani “guiderà” il pubblico (con l’assistenza dello scrivente) attraverso un appassionante viaggio letterario, editoriale ed esperienziale lungo la catena alpina, alla conoscenza del presente e alla scoperta del futuro delle Alpi, delle loro genti, della cultura peculiare e dei luoghi “resilienti” come Colle di Sogno, per una possibile rinascita e rivincita della Montagna. Che potrebbe realmente rappresentare, da qui in avanti, un laboratorio di futuro per il nostro mondo, sia in senso sociale ed economico che culturale, antropologico e filosofico, tornando a essere – lontano da qualsiasi possibile retorica – una “scuola di vita”, anzi, una scuola del buon vivere virtuoso, a beneficio di tutti: montanari, villeggianti, cittadini, genti di montagna e di pianura, ovunque esse siano.

A tutti i presenti verrà offerto dalla Pro Loco di Carenno un succulento rinfresco, grazie alla collaborazione e alla cura della Locanda di Colle di Sogno. Presso la stessa locanda, inoltre, sarà possibile gustare un’ottima e caratteristica cena con piatti della cucina di montagna locale, per l’occasione ad un prezzo speciale (è assolutamente opportuna la prenotazione, visti i posti limitati!)

Un altro prestigioso e affascinante appuntamento, dunque, per questa terza data di Una Montagna di Eventi: un evento speciale in un luogo speciale con un ospite speciale. Semplicemente imperdibile: serve dirlo?

Per qualsiasi informazione sull’incontro con Roberto Mantovani dell’8 luglio e sugli altri appuntamenti della rassegna Una Montagna di eventi, potete consultare il sito web della Pro Loco di Carenno, qui, oppure chiedere direttamente allo scrivente, certo! Per scaricare la locandina dell’evento in formato pdf, invece, cliccate qui.

P.S.: un ringraziamento particolare ad Alpes, che ha collaborato attivamente e indispensabilmente all’organizzazione di questo evento.

 

Stagioni

Mi capita, spesso, di essere – ad esempio – ad inizio autunno, quando le giornate s’accorciano, la temperatura si raffresca ma non troppo e tutt’intorno la natura cambia colore assumendo ogni possibile sfumatura del giallo e del rosso, e già avere già voglia di freddo intenso, di neve, di paesaggi bianchi e silenti, delle sere che cominciano alle 4 del pomeriggio, del piacere di godersi il tepore domestico quando fuori nevica, delle notti limpide nelle quali ogni stella sembra visibile in cielo…

E poi di essere ad inizio inverno, quando le manifestazioni climatiche e ambientali tipiche della stagione hanno cominciato a comparire vigorosamente ma non sono ancora nel loro clou, e già avere voglia di gustarmi il particolare e inconfondibile profumo dell’aria di inizio primavera, il piacere della temperatura ormai mite, giusta, perfetta perché non ti fa più avere freddo e non ti fa affatto sentire caldo, dei colori naturali che si riaccendono…

Poi, quando mi ritrovo ad inizio primavera, con tutto ciò che nell’ambiente caratterizza il periodo, i suoi risvegli, le sue rinascite, sento di avere già voglia di quelle percezioni e quelle sensazioni proprie dell’estate più piena, degli olezzi dei prati, dei boschi e dei sassi di montagna riscaldati intensamente dal Sole, delle sere in cui ti pare di tornare a respirare dopo pomeriggi oltre modo afosi, della luce diurna sfavillante e delle sere luminescenti…

Per non dire di quando l’estate ormai imminente già riscalda la giornata in modo intenso e mi sento sollevare l’animo al pensiero che non manca più molto per le prossime vacanze ma, già, percepisco la voglia di giornate più placide, del Sole che scenda più veloce verso la linea dell’orizzonte, di luminosità meno intense, meno abbacinanti, di più freschi refoli d’aria la sera e la mattina…

Come adesso, ecco, con l’estate ormai alle porte.

Mi ricordo, quando ero (credo) ancora alle elementari, che qualcuno mi chiese quale fosse la mia stagione preferita e di descriverla – forse per un tema, non ricordo. Invece ricordo che finii per descriverle tutte.
In fondo aveva ragione Khalil Gibran, quando scrisse:

Fate allora che ciascuna stagione racchiuda tutte le altre, e il presente abbracci il passato con il ricordo ed il futuro con l’attesa.

(Il Profeta, 1° ed.1923.)

(Nell’immagine: Alfons Mucha, The Four Seasons, 1895.)

Tanti piccoli frammenti di cielo

Le montagne si elevano verso l’alto e con le loro vette permettono alla Terra di toccare il cielo, così che a volte capita che tanti piccoli frammenti di cielo cadano sui monti e ne facciano un unico, fantastico paesaggio fatto di eterea, luminosa, delicata bellezza. Che prima o poi svanisce, ma solo per mantenere il più vivo possibile il desiderio che nuovamente si manifesti.

Il viaggiatore è il viaggio!

Si usa spesso citare quel noto adagio che dice “Il viaggio è la meta”; meno si cita il pur altrettanto noto Pessoa che in tema, ne Il libro dell’inquietudine, scrisse “I viaggi sono i viaggiatori”. Tuttavia, se il “vero” viaggio si ha non tanto quando è il viaggiatore a visitare un luogo ma viceversa quando è il luogo a “visitare” il viaggiatore – a entrarvi dentro, a penetrare a fondo nel suo animo esattamente come egli s’addentra per le sue vie o nel suo paesaggio – dunque quando la simbiosi tra luogo e viaggiatore è intensa e vibrante (il che a mio modo di vedere significa realmente visitare un luogo, nel modo più completo), allora come Pessoa, più di Pessoa, mi viene da dire che il viaggiatore è il viaggio. Perché non c’è viaggio “vero” la cui meta non sia dentro di chi lo compie, e in tal modo continui oltre l’ambito geografico, senza limiti effettivi e, per giunta, chiudendo idealmente il solco circolare tracciato in principio dal grande poeta portoghese in un moto, anzi, in un viaggio perpetuo d’un viaggiatore che, altrettanto idealmente, tale è sempre.