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MONTAG/NEWS: Notizie interessanti e utili dalle terre alte


SI ARRIVERÀ IN TRENO A BORMIO?

Ovvero: finalmente si concretizzerà quel progetto vecchio di almeno un secolo di collegamento ferroviario tra Tirano e l’alta Valtellina? Bè, è presto per dirlo ma, quanto meno, la Provincia di Sondrio ha avviato la gara per il “masterplan”, primo passo per valutare la sostenibilità generale dell’opera. Certo da qui al vedere correre i treni verso Bormio passeranno ancora decenni (in Italia, poi…) ma, come si dice, la speranza è l’ultima a morire. Anche quella di vedere togliere traffico dalle strade valtellinesi invece di aggiungerne altre, di strade, che non farebbero altro che peggiorare la situazione e rappresenterebbero un netto controsenso rispetto al progetto ferroviario. Chi vivrà vedrà, insomma.


«EPPURE ERANO ESPERTI!»

Quante volte lo sentiamo affermare nel caso di incidenti in montagna? Oppure «erano ben equipaggiati», «conoscevano bene la zona», eccetera. Tuttavia, nelle circostanze assai comuni con le quali vengono frequentati i territori in quota, sono numerose le trappole, percettive e psicologiche, dalle quali bisogna guardarsi. Su “Montagna.tv” Michele Comi ci riflette sopra, e sono considerazioni, le sue, che non concernono solo la frequentazione prettamente alpinistica delle montagne ma pure, in generale, la relazione culturale che intessiamo con i monti nel mentre che ci stiamo, il valore esperienziale della pratica, il senso del contesto, la sua presa di coscienza.


LE «ASPIRANTI CORTINE» IN DECLINO DEGLI APPENNINI

Su “Il Post” Christian Raimo – uno dei più rinomati scrittori italiani contemporanei – racconta il suo ritorno dopo anni a Monte Livata, piccolo comprensorio sciistico dei Monti Simbruini e unico della provincia di Roma (per ciò detto “La montagna della Capitale”), e la sua lenta, inesorabile agonia turistica. «Di fronte alle Olimpiadi che si stanno per aprire a Cortina, il declino delle aspiranti Cortine degli Appennini pone una domanda che riguarda molte aree montane: ha ancora senso investire in modelli turistici ad alto consumo idrico in territori che l’acqua non l’hanno mai avuta in abbondanza?» Un racconto bello e eloquente, quello di Raimo, che riprenderò a breve per alcune mie considerazioni conseguenti.


IL SUCCESSO DELLA VAL MARTELLO SENZA IMPIANTI SCIISTICI

Anche la Val Martello/Martelltal, nella parte altoatesina del Parco Nazionale dello Stelvio, è uno di quei luoghi sulle Alpi privi di comprensori sciistici, e dunque del turismo relativo, che nel tempo ha preferito puntare sugli sport invernali meno invasivi e più rispettosi del suo paesaggio montano, come si racconta su “Montagna.tv”. Sci di fondo, ciaspole, sci alpinismo, slittino e biathlon d’inverno, escursioni e attività d’ogni genere d’estate nonché la produzione più alta d’Europa di fragole e piccoli frutti come i lamponi. Niente impianti e piste ma presenze in costante aumento, insomma: una strategia turistica che anche in Val Martello si rivela sempre più apprezzata dagli amanti della montagna.


LE OLIMPIADI PIÙ INQUINANTI DI SEMPRE?

Milano Cortina 2026, le «Olimpiadi più sostenibili di sempre», causeranno emissioni di gas climalteranti pari a circa 930mila tonnellate di anidride carbonica equivalente. Un simile contributo porterà a una perdita stimata di 2,3 chilometri quadrati di manto nevoso – ovvero circa 1.300 piste olimpiche di hockey su ghiaccio – e di oltre 14 milioni di tonnellate di ghiaccio glaciale. Sono questi i calcoli di una nuova ricerca realizzata dai think tank Scientists for global responsibility e dal New weather institute che evidenziano come l’impatto climatico delle Olimpiadi invernali potrebbe mettere a rischio nel futuro gli stessi Giochi: ne scrive “Altreconomia”, qui.

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: catalogo

Anche la prosa dev’essere a suo modo poesia (Kari Hotakainen dixit)

Quando un autore debutta come poeta, continuerà a guardare il mondo come un poeta. Spero che lo si noti anche nella mia prosa; le mie opere sono un po’ come me: inquiete e impazienti. Non riesco a immaginare di poter continuare a scrivere romanzi, e anche se è difficile che torni a usare una forma “pura” di poesia, cerco sempre di includere dei passaggi poetici nei miei scritti.

(Kari Hotakainen, A volte, ieri, domani; citato da Nicola Rainò nella postfazione de La Legge di Natura, Iperborea, 2015.)

Il grande scrittore finlandese ha perfettamente ragione: non c’è miglior modo per cominciare un’attività letteraria se non partendo dalla scrittura poetica. È in assoluto la “scuola” più efficace per sviluppare e affinare lo stile, la composizione dei periodi, la sensibilità narrativa, l’armonia della leggibilità e la generale piacevolezza di lettura; ed è altrettanto vero che, se pure chi si occupa esclusivamente di prosa riesce a mantenere verso il mondo e gli ambiti da cui trae le sue ispirazioni una visione poetica, la bellezza dei suoi scritti nonché la loro profondità narrativa se ne giovano – e se ne gioveranno – sempre.

Ovviamente, prima di essere messa per iscritto, la poesia va studiata a lungo, dacché tra le manifestazioni scritte della creatività artistica resta la più alta e nobile così come la più difficile, dunque quella da dover conoscere al meglio prima di poter essere riprodotta. Purtroppo pare che, in molti (troppi) casi, questo articolato passaggio preliminare venga ignorato e saltato a piè pari. Il che equivale a mettere un’auto da competizione nelle mani di chi creda di essere un pilota senza mai essere stato in un autodromo: non potranno che uscirne soltanto incidenti – letterari, certo, ma a loro modo “tragici”.

Scritto il 28 novembre 2017Categorie Dixit,LetteraturaTag biografia,catalogo,citazioni,copertina,facebook,Finlandia,foto,frasi,Helsinki,images,incidente,Iperborea,Kari Hotakainen,La legge di natura,La rondine,libri,Natura,Nicola Rainò,opere,ospedale,poesia,poesie,poeta,raccolta,recensione,romanzi,romanzo,scrivere,società,uomo,web,WikipediaLeave a comment on Anche la prosa dev’essere a suo modo poesia (Kari Hotakainen dixit)

La “Divina Commedia”? Non così “divina”… (Woody Allen dixit)

Durante il forzato riposo a letto, cercai sollievo nei classici della letteratura: un elenco di opere imprescindibili cui volevo dedicarmi da almeno quarant’anni. Evitati arbitrariamente Tucidide, i fratelli Karamazov, i dialoghi di Platone e le madeleines di Proust, mi misi sotto con un’edizione tascabile della Divina Commedia, nella speranza di cullarmi con descrizioni di peccatrici dai capelli corvini che, dimenandosi seminude tra zolfo e catene, immaginavo appartenete a un catalogo di Victoria’s Secret. Purtroppo l’autore – uno fissato con le grandi domande della vita – mi scalzò ben presto da quell’etereo sogno di erotismo, e mi ritrovai a vagare per le regioni dell’aldilà in compagnia di un personaggio non più eccitante di Virgilio che illustrava le caratteristiche del posto. Avendo anch’io un’indole da poeta, mi meravigliai di come Dante fosse riuscito a strutturare brillantemente quello squallido universo sotterraneo destinato ai furfanti del mondo, radunando vari codardi e mascalzoni ed elargendo a ciascuno di essi un’adeguata misura di dolore eterno. Solo alla fine del libro mi accorsi che il poeta aveva omesso i titolari delle ditte di ristrutturazioni edili.

(Woody Allen, Pura anarchia, Bompiani Tascabili, 2007, traduzione di Carlo Prosperi, pagg.115-116.)

Si dice che nella vita a ogni fortuna corrisponda una pari o maggiore sfortuna, no? Ecco: Dante evidentemente non dovette mai ristrutturare casa, finendo così nella trappola degli impresari edili, ma di contro non ebbe nemmeno mai l’occasione di consultare un tanto celebrato catalogo di costumi da bagno per regalarne uno alla sua Beatrice. O anche solo per diletto, già!
E chissà, nel caso, come sarebbe uscita, la Commedia… Probabilmente più consona al suo celestiale appellativo, ma pure con qualche porta dell’Inferno o qualche finestra del Paradiso messa al posto sbagliato!

P.S.: cliccate qui per leggere la personale recensione di Pura anarchia.

Scritto il 6 luglio 2017Categorie DixitTag aforismi,battute,Beatrice,biografia,Bompiani,catalogo,citazioni,classici,Dante,divina commedia,film,filmografia,foto,frasi,immagini,lettura,Pura anarchia,quotes,racconti,romanzo,Victoria's Secret,Woody AllenLeave a comment on La “Divina Commedia”? Non così “divina”… (Woody Allen dixit)

Barry Lopez, “Una geografia profonda. Scritti sulla Terra e l’immaginazione”

Ogni creatura vivente di questo nostro pianeta è tale – e si può considerare tale – primariamente in relazione al territorio in cui vive. Non è una questione solo biologica, anzi: la principale implicazione di tale realtà è soprattutto culturale e in particolare filosofica, e ciò vale soprattutto per la creatura vivente maggiormente (all’apparenza) evoluta, l’essere umano, ovvero quella che più di ogni altra ha imparato a relazionarsi in modo profondo col territorio, interagendo con esso al punto da modificarlo altrettanto profondamente per renderlo funzionale alle proprie esigenze vitali.
In tal senso la geografia, quale disciplina di rappresentazione e identificazione del territorio, costituisce da sempre lo strumento fondamentale, per l’uomo, nel rapportarsi con il mondo che ha intorno; in fondo, rappresentando geograficamente il territorio, l’uomo non fa altro che rappresentare sé stesso, la propria storia, l’evoluzione nel tempo, oltre che sancire l’identità e l’identificabilità della propria presenza nel mondo. Studiare tutto ciò risulta dunque una pratica fondamentale per l’uomo-Homo Sapiens, ancor più comprenderlo e comprenderne la portata basilare per la propria vita: non a caso oggi, al riguardo, si parla ordinariamente di “geografia umana” e questa definizione fa capire come sia importante che la geografia del mondo d’intorno penetri in qualche modo nell’animo e nello spirito di chi lo vive e abita – noi esseri umani, appunto.
Basterebbe questa elementare tanto quanto – ribadisco – sostanziale verità per fare d’un personaggio come Barry Lopez, considerato il più grande landscape writer americano, una vera e propria fonte di ispirazione e illuminazione circa la comprensione del nostro legame col territorio, e parimenti per ritenere Una geografia profonda. Scritti sulla Terra e l’immaginazione (Galaad Edizioni, 2014, traduzione e cura di Davide Sapienza, introduzione di Franco Michieli) ovvero la prima antologia italiana dedicata a Lopez, una lettura imprescindibile per chiunque.
Purtroppo, invece, viviamo in un paese che addirittura ha ritenuto di poter eliminare la geografia dalle materie scolastiche… (continua)

(Leggete la recensione completa di Una geografia profonda cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Scritto il 31 Maggio 201730 Maggio 2017Categorie LettureTag ambientalismo,Antartide,Artico,Barry Lopez,biografia,catalogo,Davide Sapienza,difesa,download,ebook,ecologia,enviroment,Franco Michieli,Galaad,geografia,immagini,landscape,libri,libro,Lupi,Montagne,Natura,Oregon,paesaggio,pdf,polo,recensioni,Sogni artici,territorio,Una geografia profonda,USA,Wikipedia2 commenti su Barry Lopez, “Una geografia profonda. Scritti sulla Terra e l’immaginazione”

Il consumismo come arma di distruzione (antropologica) di massa (Barry Lopez dixit)

Il consumismo è uno stile di vita che alla fine distruggerà la vita biologica. Qui, negli Stati Uniti, ci sta trasformando in gente priva di un senso di identità al di fuori della propria capacità di consumare.

(Barry Lopez, Barry Lopez, la terra e l’immaginazione. Conversazione tra il vecchio e il nuovo mondo con Davide Sapienza, in Una geografia profonda. Scritti sulla Terra e l’immaginazione, Galaad Edizioni, 2014, traduzione e cura di Davide Sapienza, pag.162.)

…E non solo negli Stati Uniti! – viene inevitabilmente da aggiungere. Il consumismo è il frutto “pratico” di un sistema di potere e di gestione del pianeta che se ne infischia totalmente dei danni causati alla biosfera, sovente irreparabili e col tempo sempre più letali; ma, ancor prima, come osserva Lopez, i danni li fa a tutti noi che ne veniamo soggetti, alla consapevolezza del nostro essere e stare al mondo, alla nostra cultura, alla capacità di identificarci reciprocamente nel mondo, alla coscienza individuale che ci permette di dire chi siamo veramente e perché lo siamo. Sempre di più, invece, noi siamo ciò che acquistiamo, consumiamo, sprechiamo, distruggiamo, la nostra identità è data non dalla cultura dalla quale proveniamo e che sappiamo offrire, dalla storia, dal carattere individuale, dalle idee, dalle aspirazioni e dai nostri “atti sociali”, ma da ciò per cui veniamo convinti a spendere i nostri soldi, spesso senza una motivazione logica ma solo per mera ingiunzione esterna.
Non c’è nulla di male, di principio, nel produrre e consumare ciò che può aiutarci a vivere bene. Ce n’è invece molto, di male, nel consumare quello che non ci servirebbe affatto ma che ci convinciamo sia “indispensabile”, e nel farlo senza comprendere il senso, la sostanza e gli effetti di una tale pratica distruttiva a causa del non saper più comprendere nemmeno noi stessi e il senso della nostra esistenza quotidiana al mondo e col mondo.
Questa forma di consumismo ormai imperante è una vera e propria arma a doppio taglio, in buona sostanza: consumiamo la vita del pianeta e, nel contempo, consumiamo la nostra stessa vita.

Scritto il 26 Maggio 201726 Maggio 2017Categorie (L.),Dixit,OpinioniTag ambientalismo,Antartide,arma,Artico,Barry Lopez,biografia,capitalismo,catalogo,citazioni,civiltà,consumismo,Davide Sapienza,difesa,distruzione,download,ebook,ecologia,enviroment,Franco Michieli,Galaad,geografia,immagini,landscape,libri,libro,Lupi,massa,Montagne,multinazionali,Natura,Oregon,paesaggio,pdf,politica,polo,potere,quotes,recensioni,sistema,società,Sogni artici,territorio,Una geografia profonda,USA,Wikipedia3 commenti su Il consumismo come arma di distruzione (antropologica) di massa (Barry Lopez dixit)

“Racconti dal Lago” 2017, domenica 7 maggio a Bellano

(Dal Comunicato Stampa ufficiale dell’evento:)

La X° edizione di “Piccoli Editori in Fiera”, la rassegna di Bellano dedicata all’editoria indipendente, ospiterà domenica prossima 7 maggio alle ore 10.30 la premiazione del concorso letterario “Racconti dal Lago”, promosso da Historica Edizioni e da Cultora, il portale italiano di informazione culturale, giunto quest’anno alla seconda edizione.
Trentadue i racconti selezionati tra i numerosi giunti alla giuria e firmati da autori residenti nelle province di Como e Lecco, i quali compongono il volume edito da Historica e curato dallo scrittore Luca Rota che verrà presentato in prima assoluta durante la premiazione di domenica. Sono testi, quelli selezionati, che nella molteplicità di stili, linguaggi e generi, si caratterizzano per una costante e notevole qualità letteraria, i cui autori dimostrano di aver saputo interpretare ed esprimere al meglio uno degli scopi principali del concorso, esplicato nel bando dello stesso: “Esplorare il talento letterario e portare alla luce gli autori che risiedono nel territorio affacciato sulle rive del Lago di Como, la cui grande bellezza genera da sempre, oggi come in passato, un potente influsso culturale, artistico ed espressivo.” Ne è dunque scaturita una raccolta sorprendente sotto molti punti di vista, che a suo modo si dimostra degna della grande tradizione letteraria che da sempre contraddistingue il Lario, nella scia – anzi, per rimanere in tema lacustre, sull’onda assai ampia dei numerosi grandi scrittori (da Plinio il Vecchio a Paolo Diacono, a Wordsworth, Stendhal, Flaubert, Twain, Foscolo, Hesse… oltre al Manzoni, naturalmente) che riguardo il loro incontro con il Lago di Como e i suoi paesaggi hanno lasciato testimonianze vibranti e tutt’oggi assolutamente suggestive.

Scritto il 5 Maggio 2017Categorie (L.),Buoni consigli,Editoria,Eventi,Letteratura,Libri,MagazzinoTag 2017,acquisto,Andrea Vitali,Bellano,catalogo,concorsi,concorso,copie,facebook,fiera,Giubilei,Lettelariamente,librerie,libri,libro,media,ospiti,Piccoli Editori in Fiera,presentazione,programma,raccolta,racconti,Racconti dal Lago,sito,vendita,vincitori,web1 commento su “Racconti dal Lago” 2017, domenica 7 maggio a Bellano

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