Kiev, patria

C’era un bellissimo freddo, mi ricordo, sui quindici gradi sotto zero, le stelle… Ah, che stelle ci sono in Ucraina. Adesso sono sette anni circa, che abito a Mosca, ma ho comunque sempre nostalgia della patria. Mi si stringe il cuore, delle volte ho una voglia tormentosa di salire sul treno… e via! Vedere ancora i burroni coperti di neve… Il Dnepr… Al mondo non c’è una città più bella di Kiev.

[Michail Bulgakov, Memorie di un giovane medico, Marcos y Marcos, 2017, traduzione di Paolo Nori dal quale blog ho tratto la citazione.]

Bulgakov, un gigante della letteratura russa ma nato e cresciuto a Kiev, che chiamava patria.

Sul lago

[Foto di Daniele Levis Pelusi da Unsplash.]

A nord e a est del lago, sul pallido biancore dell’alba, erano apparse le cime delle Alpi. Bianche di neve, anche in giugno, le Alpi si stagliano sull’azzurro chiaro di un cielo sempre limpido a quelle altezze immense. Una catena scende verso sud, verso la bella Italia, a separare il lago di Como dal lago di Garda. Fabrizio guardava in alto, verso quelle sublimi montagne. La luce era più forte, adesso, incideva le vallate, illuminava la nebbia leggera che saliva dal fondo delle gole.

[Stendhal, La Certosa di Parma, 1839.]

 

Sentire lo spazio

[La conca aquilana, alla quale si riferisce Piovene, nei dintorni di Rocca Calascio. Foto di Federico Di Dio photography da Unsplash.]

Dovunque si sente lo spazio. Lo sguardo, appena trova un varco, subito va lontano, con l’immediatezza di un corpo sommerso che viene a galla, fino al Gran Sasso ed al Sirente dominanti la vasta vallata.

[Guido Piovene, Viaggio in Italia, Baldini & Castoldi, 2013, pagg.557-558; 1a ed. Mondadori, 1957.]

Un luogo come nessun altro al mondo

Caro vecchio amico, sono di nuovo in Alta Engadina, per la terza volta, e di nuovo ho la netta sensazione che questo luogo come nessun altro al mondo sia la mia vera patria e il mio focolaio d’ispirazione.

[Friedrich Nietzsche, lettera a Carl von Gersdorff, 1883. Cliccate sull’immagine per ingrandirla.]

Dal secolo scorso è tutto!

Ci sono cose che inesorabilmente segnalano quanto il tempo stia passando, che è poi un bel modo per (non) dire che si diventa vecchi. Ad esempio ieri, sul web, mi cade l’occhio su un articolo che riporta la classifica dei cantanti in gara al Festival di Sanremo: a parte lo sconcerto nel constatare che ancora si tenga una così pacchiana manifestazione mediatico-canora, i due nomi nella classifica che a me sono immediatamente apparsi risaputi in mezzo a tanti altri assolutamente ignoti sono quelli di Iva Zanicchi, classe 1940, e Gianni Morandi, classe 1944. Ecco.
Dal secolo scorso è tutto, a voi la linea! 😔😄