REMINDER! Domenica 7 aprile, un giorno da sogno. Anzi, da Colle di Sogno!

Ve lo ricordate, vero?
Domenica 7 aprile, dalle ore 14.30, tornerò a farvi da guida alla bellezza, alle peculiarità storiche e architettoniche, al fascino e al Genius Loci di Colle di Sogno, uno dei più bei borghi di montagna delle Prealpi lombarde, autentico piccolo/grande tesoro di cultura capace di narrare una storia poetica che sa coinvolgere chiunque. Camminando tra le vie del borgo, immersi nel suo incanto di pietra e di legno quale fulcro di un paesaggio naturale sublime e maestoso, vi racconterò una storia fatta di tante storie, di genti, animali, alberi, usanze, tradizioni, emozioni, percezioni, di un’identità che è la personalità del Genius Loci di un luogo così potente e peculiare.

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Ci si vede domani, dunque, in quel posto da sogno che è Colle di Sogno!

Giovedì 11/04, ore 18: alla libreria UBIK di Bergamo con Giacomo Paris e… “La fidanzata di Hegel”!

Credo conoscerete tutti – almeno di nome – Hegel, il grande pensatore tedesco, uno dei più noti e celebrati filosofi della storia. Credo di contro che nessuno (o quasi) saprà dire chi fosse Christiane Charlotte Fischer Burckhardt, dunque credo che chiunque, nessuno escluso, debba assolutamente conoscere e leggere il nuovo libro di Giacomo Paris, La fidanzata di Hegel: magari intervenendo alla prima presentazione assoluta del libro, giovedì 11 aprile, alle 18, presso la Libreria UBIK di Bergamo, presso la quale avrò nuovamente l’onore e il gran piacere di conversare con l’autore intorno al libro e alla storia narrata. Storia assai particolare, come è nello stile di Paris – si veda il precedente Il Sigaro di Freud, edito sempre da Bolis Edizioni nella collana DodiciperDiciotto, per il quale pure feci da spalla a Giacomo Paris per la presentazione di Bergamo –  che prende le mosse nel 1806, quando Hegel ha una relazione amorosa con la sua affittacamere, Christiane Charlotte Fischer, sposata Burckhardt (ecco chi è!). Il 13 ottobre dello stesso anno l’esercito francese entra a Jena ed Hegel è costretto a spostarsi dall’amico Gabler, dopo che il suo domicilio viene requisito dalle truppe in occupazione. In viaggio per Bamberga, con l’intento di regolare le questioni con l’editore Goebhardt. lascia sola Charlotte in attesa di un figlio. La sua fidanzata comincia a scrivere

Sono molto contento di tornare a conversare con Giacomo Paris, lo ribadisco: la scorsa volta, per Il sigaro di Freud ne uscì una chiacchierata divertente e intrigante, grazie proprio alla particolarità del romanzo nonché alla simpatia e alla brillantezza di dialogo dell’autore, dunque penso proprio che anche per questo nuovo libro, a sua volta così stuzzicante, ci sarà di che divertirsi, spero insieme a tutti voi ovvero a un pubblico ben numeroso.

Dunque, segnatevi l’appuntamento: giovedì 11 aprile, ore 18, libreria UBIK di Bergamo, con Giacomo Paris e La fidanzata di Hegel insieme al sottoscritto. Non mancate!

Domenica 7 aprile, un giorno da sogno. Anzi, da Colle di Sogno!

Domenica 7 aprile, dalle ore 14.30, tornerò a farvi da guida alla bellezza, alle peculiarità storiche e architettoniche, al fascino e al Genius Loci di Colle di Sogno, uno dei più bei borghi di montagna delle Prealpi lombarde, autentico piccolo/grande tesoro di cultura capace di narrare una storia poetica che sa coinvolgere chiunque. Camminando tra le vie del borgo, immersi nel suo incanto di pietra e di legno quale fulcro di un paesaggio naturale sublime e maestoso, vi racconterò una storia fatta di tante storie, di genti, animali, alberi, usanze, tradizioni, emozioni, percezioni, di un’identità che è la personalità del Genius Loci di un luogo così potente e peculiare. È l’ecostoria – ovvero la storia impressa e narrata direttamente dai luoghi, più che dai libri – di un forte legame tra l’uomo e il paesaggio costruito lungo i secoli e tutt’oggi ben presente, nonostante lo spaesamento generato da un progresso che dei luoghi come Colle di Sogno ha troppo spesso ignorato la cultura fondante che invece qui è ricchissima e ancora pulsante: basta saperla cogliere e comprendere. Ma la resilienza è in atto, e trova la più solida base proprio nella grande bellezza del luogo, della sua storia e chi lo vive: in fondo, averne conoscenza, capirne il valore, entrare in essa e fare in modo che il luogo entri in chiunque lo visiti e lo conosca, è la migliore, reciproca forma di salvaguardia e di godimento di quella bellezza che può salvare il mondo. Proprio come sancì il Principe Myškin, il celeberrimo personaggio di Dostoevskij – ma pure, più pragmaticamente, come può sancire chiunque visiti Colle di Sogno: un posto dove è sempre bello (re)stare, per solo qualche ora o per molto più tempo.

Cliccate sulla locandina dell’evento in testa al post nel quale la visita al borgo è inserita per saperne di più e conoscere tutte le informazioni utili al riguardo, oppure cliccate qui per scaricarla in formato pdf. È un evento a dir poco eccezionale, peraltro, visto che vi consentirà di mangiare ottime caldarroste in piena primavera! E in quale altro posto al mondo le potere trovare? Mi raccomando: non mancate: sarà l’occasione per la scoperta e la conoscenza di un luogo che vi resterà nel cuore, ne sono certo!

Davide Sapienza, “Il Geopoeta. Avventure nelle terre della percezione”

Il grande poeta americano Henry Wadsworth Longfellow ha scritto che «La musica è il linguaggio universale dell’umanità»; gli ha fatto buona eco Oscar Wilde con uno dei suoi celebri aforismi, nel quale afferma che «La musica è il genere di arte perfetto». In effetti la musica è un’arte che non pochi definiscono “totale”: è l’unica che, per essere goduta, non abbisogna che il fruitore vada ad essa ma il contrario. La lettura di un libro impone una certa concentrazione; la visione di un film lo stesso e similmente l’arte visiva; la musica invece ti avvolge col proprio effluvio armonico e ti rende partecipe della sua eventuale bellezza anche se stai facendo altro – guidando l’auto, lavorando, correndo, eccetera. Anzi, in certi casi diventa essa stessa promotrice di altra pratica artistica, come certi autori che non riescono a scrivere, o certi pittori a dipingere, senza della buona musica in sottofondo.
«Ok, ma che c’entra tutto questo con un libro che parla di geografia, Natura, ambiente, cammini?» vi starete probabilmente chiedendo. La risposta è bell’e pronta, ed è doppia: in primis, perché anche la relazione tra uomo e Natura, sia essa più o meno antropizzata, è per molti versi assai simile a quella che lega la musica al suo ascoltatore – non fosse altro perché si basa sull’armonia; in secundis, ma potrei anche dire soprattutto, perché vi sto per raccontare del nuovo libro di un autore, Davide Sapienza, che dalla musica proviene e che della musica (di qualità, è bene ricordarlo) è stato apprezzato cantore – tanto che, non incidentalmente, nel libro in questione di musica ce n’è e in molteplici forme. Il Geopoeta. Avventure nelle terre della percezione (Bolis Edizioni, 2019) è l’ultimo libro del grande scrittore monzese – ma di “cittadinanza” orobica di lungo corso, ormai – e mai come in tal caso si dovrebbe dire, parafrasando il modo di dire anglosassone, “ultimo, ma non ultimo”. Perché Il Geopoeta, lo dice il titolo stesso, è “il” libro del geopoeta-Sapienza, quello che, dopo diversi lustri di esperienze profondamente e intensamente geografiche, dai quali sono scaturiti numerosi libri di successo (a partire dal 2004 e dalla prima edizione de I diari di Rubha Hunish) mette nero su bianco la “disciplina” geopoetica sapienziana []

(Leggete la recensione completa de Il Geopoeta. Avventure nelle terre della percezione cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!)

Bellezza geopoetica

Una bella serata in un bel luogo, con un bel pubblico convenuto ad una bella presentazione d’un nuovo gran bel libro. Ieri sera, a Bergamo, con il sottoscritto, Elena Maffioletti e Davide Sapienza con Il Geopoeta. Avventure nelle terre della percezione, edito da Bolis Edizioni.

Insomma: riguardo a che possa essere vero (io ne sono certo) quanto Dostoevskij fa dire al suo principe Myškin, «La bellezza salverà il mondo», credo che ieri se ne sia avuta una suggestiva, geopoetica conferma, assolutamente.

Cliccate sull’immagine per saperne di più su Il Geopoeta. E leggetelo, che è un libro veramente bellissimo – appunto.