Tra le “Little Free Library” (come vengono definite nei paesi anglosassoni le casette per il BookCrossing) più originali che ci siano, si può certamente annovare la libreria-canoa all’esterno della scuola elementare di Waterville, sobborgo di Cleveland, Tennesse. La scelta senza dubbio richiama il nome stesso del luogo – “Città dell’acqua”, per la grande presenza di laghi e fiumi nel territorio – ma pure la sua storia precoloniale, quando la zona era abitata da tribù Cherokee delle quali la libreria riproduce una tradizionale canoa.
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La “Divina Commedia”? Non così “divina”… (Woody Allen dixit)
Durante il forzato riposo a letto, cercai sollievo nei classici della letteratura: un elenco di opere imprescindibili cui volevo dedicarmi da almeno quarant’anni. Evitati arbitrariamente Tucidide, i fratelli Karamazov, i dialoghi di Platone e le madeleines di Proust, mi misi sotto con un’edizione tascabile della Divina Commedia, nella speranza di cullarmi con descrizioni di peccatrici dai capelli corvini che, dimenandosi seminude tra zolfo e catene, immaginavo appartenete a un catalogo di Victoria’s Secret. Purtroppo l’autore – uno fissato con le grandi domande della vita – mi scalzò ben presto da quell’etereo sogno di erotismo, e mi ritrovai a vagare per le regioni dell’aldilà in compagnia di un personaggio non più eccitante di Virgilio che illustrava le caratteristiche del posto. Avendo anch’io un’indole da poeta, mi meravigliai di come Dante fosse riuscito a strutturare brillantemente quello squallido universo sotterraneo destinato ai furfanti del mondo, radunando vari codardi e mascalzoni ed elargendo a ciascuno di essi un’adeguata misura di dolore eterno. Solo alla fine del libro mi accorsi che il poeta aveva omesso i titolari delle ditte di ristrutturazioni edili.
(Woody Allen, Pura anarchia, Bompiani Tascabili, 2007, traduzione di Carlo Prosperi, pagg.115-116.)
Si dice che nella vita a ogni fortuna corrisponda una pari o maggiore sfortuna, no? Ecco: Dante evidentemente non dovette mai ristrutturare casa, finendo così nella trappola degli impresari edili, ma di contro non ebbe nemmeno mai l’occasione di consultare un tanto celebrato catalogo di costumi da bagno per regalarne uno alla sua Beatrice. O anche solo per diletto, già!
E chissà, nel caso, come sarebbe uscita, la Commedia… Probabilmente più consona al suo celestiale appellativo, ma pure con qualche porta dell’Inferno o qualche finestra del Paradiso messa al posto sbagliato!
P.S.: cliccate qui per leggere la personale recensione di Pura anarchia.
INTERVALLO – I “Bibliobus” d’una volta…
Si potrebbe pensare che i cosiddetti “Bibliobus”, ovvero le biblioteche itineranti diffuse un po’ ovunque sul pianeta, siano un’invenzione recente, derivata da un modello “contemporaneo” di gestione dei servizi culturali offerti al pubblico dalle istituzioni o, magari, più funzionalmente legata al nostro costante bisogno di mobilità rapida con cui raggiungere ed essere raggiunti da qualsiasi cosa – su ruote e tramite strade, soprattutto.
Invece no, o meglio: cosa recente lo è per l’Italia (pare che a “lanciarli” da noi fu il grande Luciano Bianciardi), ma nel mondo l’idea nasce ufficialmente addirittura nel 1859 in Inghilterra, e nel Novecento si sviluppa di pari passo con lo svilupparsi della tecnologia automobilistica, che dopo i mezzi militari riutilizzati offre configurazioni meccaniche sempre più adatte allo scopo. Nel video seguente (tratto da qui) trovate una bella carrellata di immagini che prova quanto sopra – oltre che provare come il fascino dei libri e della lettura non potesse non utilizzare da subito i veicoli a motore per spandersi ovunque fosse (e sia tutt’oggi) possibile!
Salviamo l’editoria e la lettura…
INTERVALLO – Oslo (Norvegia), The Future Library
Nelle foreste intorno a Oslo, nel 2014, è nata una “biblioteca” che offrirà i libri in essa custoditi ai lettori… nel 2114!
Future Library è un’installazione vivente creata nel 2014 dall’artista scozzese Katie Paterson. A Nordmarka, in un bosco appena fuori dai confini della città, sono stati piantati mille alberi che dovrebbero servire esattamente tra 100 anni, dunque nel 2114, a pubblicare una piccolissima e selezionata antologia di libri inediti, ai quali forniranno la cellulosa necessaria per la produzione della relativa carta. Dal 2015, ogni anno per 100 anni un autore ha consegnato e consegnerà un manoscritto che dovrà rimanere inedito fino alla data di pubblicazione, appunto nel 2114.
Il bosco stesso avrà l’incarico di proteggere i testi: questi infatti saranno racchiusi in scatole ermetiche e posti in una piccola camera protettiva ricoperta dalla legna del bosco stesso, pensata come uno spazio di contemplazione della letteratura e della natura, che sarà inaugurata nel 2018 nella New Deichmanske Public Library di Oslo.
Tuttavia, può essere che nel 2114 non si utilizzerà più la carta ricavata dalla cellulosa degli alberi per produrre libri. In tal caso, la piccola foresta della Future Library diverrà una vera e propria installazione artistica permanente capace di trasmettere un messaggio di speranza riguardo il rapporto tra uomo, cultura e Natura a quelle future generazioni che , tra un secolo, potranno finalmente leggere i libri appositamente scritti per la libreria.
Cliccate sulle immagini per visitare il sito web del progetto, oppure qui per la pagina facebook o qui per leggere un articolo in merito tratto da Storie.


