Italia, prove tecniche di secessione (spiegate al mondo anglofono)


Mi auguro abbiate un poco di dimestichezza con l’inglese per comprendere le fenomenali mappe “secessioniste” di Andrea Scandurra (altrimenti date un occhio qui). Mappe divertenti, sarcastiche o, meglio, assai sagaci, dato che in fondo sanno palesare una inesorabile verità: che l’Italia, in senso politico, resta ancora e probabilmente resterà sempre soltanto una mera espressione geografica fatta di campanili, piccoli orticelli, vessilli stracciati sbandierati come fossero drappi sacri e nella quale l’unica possibile e concreta accezione del termine “Patria” alla fine è questa. Già.

(Cliccate sulle mappe per ammirarle in un formato più grande e leggibile.)

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Idiotas & idiotes*

Un buon riassunto dello stato attuale della situazione politica generatasi tra Spagna e Catalogna (e non solo lì…)?
Bene: c’è un idiota che ha torto, e un altro idiota che ha ragione. In quanto tali, quando il secondo idiota dà torto al primo, questo passa dalla parte della ragione e l’altro da quella del torto (principio valido anche in senso inverso).
Ecco.

Se invece volete qualche dettaglio in più, vi consiglio questo articolo di Valigia Blu, senza dubbio uno dei migliori organi di informazione e approfondimento italiani. E quando dico “uno dei migliori” intendo dire che, per contare anche gli altri di simile qualità, bastano le dita di una mano.

(*: idioti = “idiotas” in spagnolo, “idiotes” in catalano.)

Una “crema catalana” uscita (molto) male

(Vignetta di Gava | Marco Gavagnin – http://www.gavavenezia.it/)

Da un lato, la Catalogna con le proprie ambizioni indipendentiste e secessioniste con forti basi storico-culturali, e le assai stupide quando non scellerate scelte politiche attuate per perseguirle; dall’altro la Spagna con le proprie indubbie ragioni costituzionali e le altrettanto stupide quando non squadriste reazioni politiche messe in atto per impedire gli intenti catalani. In mezzo, cittadini comuni assolutamente liberi di esprimere le proprie scelte pro o contro l’indipendenza invocata ma liberamente manganellati e sottoposti a ignobili violenze per ordine governativo.

Assenti ingiustificati, invece: il diritto alla libertà d’opinione e alle libere scelte politiche di ogni singolo individuo, il dialogo culturale (prima che politico) necessario in una società veramente “civile”, la democrazia per come ci vogliono far credere che esista, l’Europa in quanto parte del mondo realmente avanzata ed emancipatasi rispetto a una certa propria tragica storia novecentesca, una “politica” che sia veramente tale e non il solito, secolare camuffamento di un potere il cui solo scopo è quello di soffocare qualsiasi autentica libertà politica e democratica dei cittadini ad esso sottoposti.

Con tali elementi in gioco, o assenti da esso, la barbarie di qualsiasi segno avrà sempre vita facile. Alla faccia della nostra “civiltà” occidentale e del nostro crederci sempre e comunque i migliori del mondo senza comprendere cosa ciò significhi realmente, e cosa debba comportare al fine di ricavare realtà autenticamente virtuose da parole altrimenti sempre belle tanto quanto vuote.

INTERVALLO – Cleveland, Tennessee (USA), Little Canoe Free Library

Tra le “Little Free Library” (come vengono definite nei paesi anglosassoni le casette per il BookCrossing) più originali che ci siano, si può certamente annovare la libreria-canoa all’esterno della scuola elementare di Waterville, sobborgo di Cleveland, Tennesse. La scelta senza dubbio richiama il nome stesso del luogo – “Città dell’acqua”, per la grande presenza di laghi e fiumi nel territorio – ma pure la sua storia precoloniale, quando la zona era abitata da tribù Cherokee delle quali la libreria riproduce una tradizionale canoa.